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Il Manifesto dei Borghi Autentici

Il Manifesto dei Borghi Autentici, edizione 2015

L'agire dell’Associazione si fonda su alcune linee guida che definiscono le azioni progettuali ideate e realizzate in collaborazione con gli enti soci: queste linee guida sono racchiuse nel Manifesto BAI, documento strategico che traccia i confini del lavoro di rete messo in campo dall'Associazione e dai propri associati.

Il Manifesto dei Borghi Autentici è lo strumento fondamentale dell’Associazione: è qui che si ritrovano le linee strategiche e filosofiche che sono la base dei percorsi e delle azioni che la Rete BAI si propone di realizzare concretamente per contribuire allo sviluppo socio-economico dei territori coinvolti e per migliorare la qualità della vita delle comunità locali.  

Il Manifesto BAI ed. 2015 nasce in seguito a un percorso di aggiornamento che ha coinvolto amministrazioni e comunità locali: è fondamentale infatti che questo documento sappia rispecchiare la situazione dei territori e le esigenze di chi li abita, che abbia insomma uno sguardo lucido sulla vita e sulle necessità dei cittadini. Proprio per questo si è reso necessario un suo aggiornamento, per adeguarne i contenuti e le prospettive, rivedendone i temi, le priorità e le possibili linee di concreta attuazione.

Il nuovo Manifesto apre con un incipit che indica chiaramente il significato la mission dell’Associazione: impegnarsi per presente e un futuro di qualità, sostenibile e innovativo. Si parte dalla constatazione che l’Italia è in crisi, situazione percepita dai suoi cittadini e dall’opinione pubblica internazionale. Nonostante questo dato evidente, sta crescendo il desiderio di cambiare, di impegnarsi in un futuro nuovo, sostenibile e di qualità. In questo impegno sarà fondamentale che l’integrazione europea abbia una spinta, riducendo la cultura economico-finanziaria e allargando quella sociale, migliorando la partecipazione dei cittadini. I territori e le aree interne italiane sono e vogliono essere sempre di più protagonisti della ripartenza e della crescita.

Da questa prospettiva il Manifesto avvia la sua riflessione su quanto si può e si deve fare per uscire dalla crisi con un atteggiamento propositivo, puntando sulla qualità della vita e sui percorsi di crescita sostenibili: “L’Italia, tuttavia, ce la può fare. È semplicemente necessario che venga messa nelle condizioni di poter fare l’Italia: ovvero essere l’Italia delle capacità, della cultura, dell’ospitalità, dell’accoglienza, del rispetto delle diversità; quell’Italia che è così diffusa nelle comunità dei piccoli e medi Comuni”.

In Italia ci sono oltre 5800 Comuni con meno di 5000 abitanti. Sono realtà abitate da comunità vivaci, con profonde radici nel territorio. Nei prossimi anni la classe dirigente nazionale e regionale dovrà essere in grado di riformare la dimensione locale dell’economia e del welfare, e i Comuni potranno crescere più della media del PIL nazionale. Le comunità locali hanno numerosi vantaggi competitivi: patrimonio storico-culturale, paesaggio, prodotti tipici, coesione sociale e qualità della vita, creatività, capacità produttive, presidio del territorio e tutela delle risorse. I Borghi Autentici hanno perciò il dovere di accendere qualche torcia nel buio prolungato del tunnel in cui ci troviamo a viaggiare. Ogni volta con una proposta concreta.

Il centro della nostra riflessione e del nostro impegno è proprio quello delle comunità sostenibili e responsabili, per generare un progetto complessivo che concorra a creare una società capace di farci uscire dalla crisi diversi e migliori. Si tratta di una sfida culturale che ha come orizzonte l’apertura, la comunicazione, la responsabilità, la biodiversità e tutto ciò che contrasta l’esclusione e la chiusura: a partire dalle linee guida del Manifesto per arrivare alle azioni concrete realizzate nei e con i territori, questa è la direzione di Borghi Autentici.

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