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Santu Lussurgiu è situato ai piedi del versante sud orientale della catena del Montiferru. Nella sua struttura urbana e architettonica conserva ancora intatta la memoria del passato, vantando uno fra i migliori centri storici della Sardegna.

Il Borgo di Santu Lussurgiu

Situato nel versante sud orientale della catena del Montiferru, Santu Lussurgiu è immerso in un paesaggio di rocce e boschi, che sa coniugare l’asprezza della montagna, con una vegetazione rigogliosa e inaspettatamente variegata. Nella sua struttura urbana e architettonica conserva ancora intatta la memoria del passato, vantando uno fra i migliori centri storici della Sardegna.

Il paese ha una caratteristica struttura ad anfiteatro che lo ripara dai venti dominanti e con la sola apertura a mezzogiorno.

Fitti boschi di lecci e di castagni circondano l’abitato, le cui case presentano la tipica struttura a torre e le strade, ripide e tortuose, conservano ancora l’acciottolato.

Suggestivi scorci sono facilmente godibili in ogni rione del centro storico del paese, dove le case fanno bella mostra di sé con i muri di pietra a vista e con i caratteristici architravi e porte con antichi batacchi.

Santu Lussurgiu carrela

 

La Storia

La presenza dell’uomo sul territorio di Santu Lussurgiu ha radici antichissime, databili addirittura al Neolitico, come testimoniano resti di tombe dei giganti, nuraghi e domus de janas situati nelle campagne circostanti. Ma nel territorio ha lasciato traccia anche il passaggio dei romani, strenuamente contrastati e infine cacciati da Amsicora, comandante dei Sardi Pelliti.

È intorno all’anno Mille, però che possiamo parlare di vera e propria nascita del paese ed è attorno alle falde del massiccio vulcanico del Montiferru che si costituisce un primo, piccolo, nucleo abitativo. Ancora oggi il centro storico, con viottoli stretti in acciottolato di basalto, antiche arcate e portici in pietra, mostra chiare testimonianze dell’epoca medievale. Il periodo giudicale, durante il quale Santu Lussurgiu viene assegnato al giudicato di Torres, non risulta particolarmente rilevante in termini storici o politici.

Tuttavia l’arrivo, proprio in quegli anni (1478), dei Frati Minori Osservanti, determina un’importante svolta per il paese: la costruzione del convento e della chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Santu Lussurgiu

La bellezza e la ricchezza del lussurgese e le acque di sorgente, fanno di Santu Lussurgiu meta ambita di nobili e letterati del tempo, strenui sostenitori, fra l’altro, degli utopistici ideali francesi. È in questo clima rivoluzionario che i moti antifeudali (1796 – 1803) vedono Santu Lussurgiu schierato in prima linea al fianco di Giovanni Maria Angioy contro il Regno Sardo Piemontese. Nel XIX secolo il paese si conferma prospero centro culturale dell’oristanese, mentre la popolazione raggiunge i seimila abitanti.

Solo dopo la seconda guerra mondiale, Santu Lussurgiu vede dimezzata la sua popolazione per le forti ondate migratorie nel resto d’Italia e all’estero. Grazie a cospicui lasciti di Pietro Paolo Carta e Giovanni Andrea Meloni, a Santu Lussurgiu viene fondata, a metà del secolo, una scuola di latinità e retorica.

Da vedere

Delle sei chiese presenti a Santu Lussurgiu, due sono rilevanti dal punto di vista storico artistico: la chiesa di Santa Croce e la chiesa della Madonna degli Angeli.

La chiesa di Santa Croce era anticamente intitolata a San Lussorio, martire cristiano e venerato in tutta la Sardegna. La chiesa fu consacrata come attestano i documenti, nel 1185 dal vescovo di Bosa. Attorno a questa chiesetta campestre sorse il nucleo abitativo del paese.

La bellissima chiesa di Santa Maria degli Angeli, in stile tardo gotico-aragonese, è sorta nel 1473 per volere dei frati minori osservanti e del Beato Bernardino da Feltre, che giunsero a Santu Lussurgiu nel 1420. Nell’atrio della chiesa, infatti, vi è tra le altre, una lapide murata nella quale vi si legge: “Fue fundado este convento por el B. Bernardino de Feltro el dia 2 de agosto de 1478″

Il Convento, purtroppo, fu demolito nel periodo fascista (1935) per dar luogo all’edificio delle scuole elementari. La memoria del passato dei lussurgesi, di ciò che sono stati e di ciò che hanno fatto, è ben documentata nel Museo della Tecnologia Contadina presente a Santu Lussurgiu, situato nei locali del Centro di Cultura Popolare U.N.L.A., in una antica casa padronale del XVIII secolo e ubicata nella parte centrale del paese. Il Museo sorse nel 1976 e raccoglie oltre duemila strumenti da lavoro e oggetti di uso quotidiano del passato, donati esclusivamente da famiglie lussurgesi, raccolti e catalogati sapientemente in più di vent’anni, testimoniando in modo diretto e concreto e con estrema efficacia didattica, anche le più sommesse vicende esistenziali che hanno scandito, in tempi ormai lontani, la faticosa lotta per la sopravvivenza affrontata ogni giorno della comunità di Santu Lussurgiu.

Santu Lussurgiu Panorama

 

Da gustare

Tra i prodotti della tradizione di Santu Lussurgiu, al primo posto ci sono sicuramente i formaggi.

In particolare il “Su Casizolu” è un formaggio utilizzato da sempre nella cucina del paese e si consuma sia fresco -nei primi e nei dolci- che stagionato. “Sa Trizza” (treccia) va consumata fresca e “Sa Fresa” un formaggio ovale e cremoso che si fa soltanto in autunno, preferibilmente con il latte delle vacche gravide. Il Pecorino Sardo è fatto con il latte di pecora intero, caglio di vitello, sale. Se ne trovano di diversa stagionatura, a pasta tenera o dura da tavola o da grattugia.

Tra i primi piatti abbiamo i “Sos Cululzones”, ravioli ripieni di formaggio fresco o ricotta e prezzemolo, “Sos Pizzottos” gnocchi di semola serviti con sugo di pomodoro e carne, conditi con abbondante formaggio, la minestra con formaggio, la minestra con “Abbacasu“, ovvero minestra unita all’acqua che rimane dopo la lavorazione de “Su casizolu“(Caciotta).

Santu Lussurgiu Casizolu

La zuppa di finocchietti, abbacasu e formaggio fresco: dopo aver messo i finocchietti a cuocere in brodo ristretto, si prepara del pane tagliato a fette, che verrà poi inumidito nel brodo e nell’abbacasu. Le fette di pane, i finocchietti, e il formaggio fresco tagliato a fettine, verranno poi disposti a strati in una teglia e passati in forno dopo essere stati cosparsi con formaggio grattugiato.

E ancora “Su Ghisadu”, uno spezzattino d’agnello cucinato con una salsa di pomodoro, maialetto arrosto, rosolato lentamente su aromatiche braci ardenti, “Trattaliu“, cuore, fegato e a volte polmone, di maiale oppure pecora, separati da fettine di lardo e infilati in uno spiedo, il tutto avvolto dall’intestino.

Santu Lussurgiu dolci tipici

E per finire in dolcezza: “Zippulas”, “Fatti Fritti”“Cululzones de mendula”“Pardulas”“Sebadas”“Sos Pabassinos”“Sos Pirichittos”“Ruioloso”.

Cosa fare

A Santu Lussurgiu quasi tutti gli eventi legati alle antiche tradizioni, vedono protagonista il cavallo. I festeggiamenti più folcloristici appartengono al Carnevale, con la tradizionale Carrela ‘e nanti, una delle esibizioni a cavallo più caratteristiche e spericolate della Sardegna.

La domenica, il lunedì e il martedì di Carnevale, cavalli e cavalieri, in abiti tradizionali o maschere carnevalesche, corrono lungo la strada sterrata del centro storico, Sa Carrela ‘e nanti, stretta e tortuosa, in vorticose esibizioni di pariglie.

Santu Lussurgiu Carrela

Cantigos in Carrela che precede sa carrela ‘e nanti, è invece una manifestazione itinerante per le vie e le piazze del centro storico del paese, con rappresentazioni di canti corali e balli sardi con esibizioni di formazioni locali, regionali, nazionali e spesso anche internazionali.

Suggestivi sono i riti de Sa Chida Santa, la Settimana Santa, a opera delle antiche confraternite. Il venerdì santo con la rappresentazione di s’Iscravamentu c’è il rito della deposizione di Gesù dalla croce e la processione con il simulacro del Cristo, nel centro storico del paese, accompagnati dai canti sacri a cuncordu in sardo e latino.

Da oltre un secolo a giugno si tiene la Fiera Regionale del Cavallo, denominata Cavallinfiera, fiera che si tiene fra le verdi aree attrezzate della borgata turistica di San Leonardo de Siete Fuentes, un evento che richiama migliaia di visitatori. Altre feste tradizionali lussurgesi che contemplano il cavallo sono le Ardiedi Su Coro ‘e Zesus e di San Lussorio. La prima, s’Ardia de Su Coro ‘e Zesus, si svolge fra gli ultimi giorni di giugno e i primi di luglio; la seconda, Ardia di San Lussorio, si svolge il 21 agosto in onore del santo patrono del paese.

Entrambe consistono nella spericolata corsa di cavalli e cavalieri, che indossano l’antico costume lussurgese, fra i viottoli in acciottolato del centro storico, partendo dalla Chiesa parrocchiale di San Pietro fino a raggiungere il rione Seligheddu alla periferia del paese.

 

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