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Da sempre terra di confine, Accadia è uno dei comuni piu “giovani” della provincia di Foggia: annesso nel 1927, vanta però origini antichissime. Oggi il borgo, incastonato tra i più elevati rilievi dell’Appennino Dauno e le verdi colline del fondovalle, è caratterizzato dalle sue affascinanti case scavate nella roccia, ancora perfettamente conservate nel Rione Fossi, orgoglio e memoria storica per la comunità locale.

Il Borgo di Accadia

Sviluppatosi attorno al tempio in onore della dea Eca, è uno dei borghi più caratteristici della Daunia. A caratterizzare il territorio non è solo il ricco patrimonio storico-culturale, ma anche le numerose aree verdi che, incontaminate, ricoprono l’area. Il borgo, situato a 650 metri di altitudine, è tra i più elevati della Puglia e comprende nel suo territorio la cima del Monte Crispignano (1.105 metri), e Monte Tre Titoli (1.030 m).

La Storia

Accadia vanta una storia antica, che affonda le sue origini alcuni secoli prima dell’anno Mille.


Il primo nucleo abitativo sarebbe sorto sulle rovine dell’antica città dedicata alla dea Eca, Acca Dia, da cui il nome del borgo. Il toponimo di Accadia, però, potrebbe anche derivare dal latino Aquediae o, Aqua cadiva, divenuto poi Accadia, ossia "acqua che cade", data l’ampia presenza di sorgenti e corsi d’acqua nel territorio comunale.


Terra di confine e di passaggio per gli scambi commerciali tra Roma e l’Apulia durante l’impero romano, conserva nel suo territorio resti di antiche taverne andate in parte distrutte con la devastazione di Silla del 88 a.C., in parte a causa dei violenti terremoti che ripetutamente colpirono l’Irpinia.


Dal 1811 Accadia passò all’Irpinia e nel 1927 entrò a far parte della provincia di Foggia. Un periodo, questo, di relativo benessere economico, sconvolto dall’epidemia di colera che colpì l’area nel 1910 e dall’intensificarsi dell’emigrazione verso l’America.

 

Da vedere

Ad Accadia, come in molti altri paesi dell’Irpinia, il patrimonio architettonico religioso e civile è relativamente recente a causa dei numerosi terremoti che hanno colpito quest’area.


La chiesa matrice di San Pietro e Paolo, risalente al 1098, fu danneggiata dai violenti terremoti del 1456 e del 1930, l'ultimo dei quali la rese definitivamente inagibile.


Il patrimonio artistico e architettonico del centro abitato accadiese è caratterizzato dall’ottocentesca Fontana Monumentale, affiancata dalla Torre dell’Orologio e dominata dal Santuario della Madonna del Carmine, arroccato sulla cima del monte Crispignano. Su questa cima, secondo la tradizione, la Madonna apparve a un pastorello nella fenditura di una rupe.


Nei pressi della piazza dell’Orologio, dal 1999, si trova inoltre il Museo civico di Accadia. Al suo interno, attraversando quattro stanze e un suggestivo scantinato, si può godere di un percorso che, dall’età preistorica fino all’età moderna, racconta la storia locale.


L’antico assetto urbano è perfettamente conservato nel rione Fossi, con le sue affascinanti grotte e case scavate nella roccia.


Ricco e affascinante è anche il patrimonio naturalistico di Accadia. A pochi chilometri dal centro storico si trova Bosco Paduli, coperto da folti querceti secolari, dove nascono diverse sorgenti di acqua freschissima.
Pietra Punta offre invece scenari mozzafiato sulle imponenti rocce che si innalzano dal torrente Frugno. In quest’area si trova anche la cappella di Santa Maria dei Teutoni che, nata come tempio pagano, assunse l’attuale denominazione nel 1191, quando passò sotto il controllo dell’Ordine Teutonico.

 

Da gustare

Cibi poveri, ingredienti genuini e un condimento d’eccellenza, l’olio d’oliva franto dai numerosi oliveti che ricoprono le colline Daune, rappresentano i segreti della cucina Accadiese.


Tra i piatti tradizionali che meglio esprimono il carattere di questa terra e della sua gente troviamo: laghn’ e fasul’ , tagliolini con fagioli, preparati in occasione della festa patronale di San Sebastiano; pizzott’ e tall’, rombi di pasta tirata a mano con talli di zucca; gnoct’ e acc’ , gnocchi e sedano, la ciambotta, un trionfo di verdure; patat’ a’ la munacennia, patate lesse condite con olio, aglio e peperoncino, piatto preparato per celebrare la Pasqua; Lu cas’ e ova, carne d’agnello cotta in forno con formaggio e uova.


Ottimi anche i dolci tradizionali come Susumill’, crspell’e piccilatill’, tipici del Natale, e squarcelle e pizz’calzon’ del periodo pasquale.

 

Cosa fare

Gli eventi a Accadia si articolano tra antichi riti religiosi, rivisitazioni folcloristiche e sagre paesane organizzati durante tutto il corso dell'anno.


Il 20 gennaio è la festa patronale di San Sebastiano ad animare il borgo con i tipici falò rionali. La solenne processione del Santo e la benedizione dei fuochi danno inizio alle manifestazioni civili con il palio seguito da balli folcloristici, musica e degustazioni.


Tra le manifestazioni più attese ricordiamo il Carnevale, il pellegrinaggio penitenziale alla Madonna del Carmine che si tiene la prima domenica di maggio e, a metà luglio, la festa in onore della Madonna.
L’estate di questo borgo della Puglia è caratterizzata dal festival internazionale di musica blues Accadia Blues, nel mese di luglio, per poi proseguire con rassegne teatrali, concerti, serate di cabaret, notti bianche, mostre e tornei sportivi.


Ogni cinque anni viene inoltre celebrata la discesa della Madonna dal monte Crispignano, un evento emozionante e suggestivo seguito da grandi festeggiamenti.


L’Appennino Arti’nfest e la sagra dell’uva e del vino contraddistinguono la stagione autunnale.


Nel mese di dicembre nel borgo si respira un forte clima natalizio grazie al suggestivo presepe vivente allestito nell’incantevole rione Fossi.

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