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Montesegale è un comune della provincia di Pavia che si trova a sud del Po, in quella parte del territorio pavese denominata appunto Oltrepò Pavese, conosciuto anche come Vecchio Piemonte. Il borgo appartiene alla Comunità Montana dell’Oltrepo Pavese, costituito da numerosi piccoli centri distribuiti sul fondovalle e sui due versanti della Valle Ardivestra.

In una zona di particolare interesse paesaggistico, coesistono memorie storiche di rilievo, perfettamente conservate e significative testimonianze di civiltà contadina.

Il Borgo di Montesegale

Montesegale sorge in una zona di particolare interesse paesaggistico, coesistono memorie storiche di rilievo, perfettamente conservate e significative testimonianze di civiltà contadina.

Il borgo si trova più precisamente a metà della Valle Ardivestra (secondo l’etimologia ara di vesta, ma se questa divinità pagana ne abbia avuto culto non può sapersi per mancanza di tracce e documenti) così denominata dal torrente che l’attraversa e presenta un territorio ondulato con un’altitudine variabile da 224 m a 559 m e con una superficie di circa 15 Kmq.

Il Comune comprende le frazioni e i nuclei abitativi di: Balestrero, Bregni Superiore, Bregni Inferiore, Cà Biotto, Cà Fracce, Camolino, Cà Varni, Case del Molino, Castignoli, Cencerate, Fornace, Frascate, Languzzano, Molino montà, Poggio, Pogiolo, Poggio Rajone, Sanguignano, S. Vittore, San Damiano.

Il nome di Montesegale è di origine latina ed è collegato alla semina delle graminacee sulle alture del paese. In questo Comune il paesaggio è prevalentemente agricolo e la produzione, favorita da un terreno fertile, riguarda essenzialmente foraggio, granoturco e frutta.

Montesegale scorcio Castello

 

La Storia

Noto fin dall’XI secolo, Monteségale era sotto la signoria del Vescovo di Tortona, e fu sottoposto al dominio pavese nel 1219 da Federico II (pur continuando, sotto Pavia, la signoria vescovile). Fu Dato come feudo ai Conti Palatini di Lomello, del ramo di Gambarana, ricevendo l’investitura congiuntamente da Pavia e dal Vescovo di Tortona, che manteneva quindi un’alta signoria. La signoria dei Gambarana durò, salvo qualche breve interruzione, fino alla fine del feudalesimo nel 1797.

Unito con il Bobbiese al Regno di Sardegna nel 1743, in base al Trattato di Worms, entrò a far parte poi della Provincia di Bobbio. Nel 1801 il territorio venne annesso alla Francia napoleonica, fino al 1814. Nel 1818 passa alla provincia di Voghera e nel 1859 alla provincia di Pavia.

Il comune di Montesegale faceva direttamente parte dell’Oltrepò Pavese, non era una giurisdizione separata come i territori circostanti. Comprendeva anche la parte meridionale dell’attuale comune di Rocca Susella, con le frazioni Susella, San Paolo, Poggio Almanno. Esse furono staccate da Montesegale e unite al comune cui attualmente appartengono nel 1905. Nel XVIII secolo a Montesegale era stato unito il piccolo comune di Castignoli, già sede di un importante castello, parte del feudo di Montesegale.

Montesegale Colline

 

Da vedere

Il Castello

Se visitate Montesegale non potete non restare affascinati dal suo imponente Castello che domina, con la sua mole, la Valle Ardivestra: immerso in uno splendido scenario naturale costituito da mandorli e boschi di castagni, permette di scorgere dalla sommità delle sue torri i paesi di Rocca Susella, Stefanago, Torre degli Alberi e Val di Nizza.

Considerata la posizione strategica di collegamento tra Tortona e Piacenza, il Castello fu dotato di una rocca difensiva eretta tra il 1200 e il 1300; a quel tempo era una fortificazione che poteva ospitare 200 cavalieri e 400 fanti. Nel 1415 l’insurrezione dei Gambarana contro i Visconti provocò la discesa in campo del Conte di Carmagnola, il Castello venne espugnato e raso al suolo. I Conti vennero fatti prigionieri.

Oltre ai tristi episodi bellici, il Castello fu anche teatro di vicende amorose: attorno al 1400 Beatrice di Tenda, vedova di Facino Cane, fuggì dal secondo marito (il Duca Filippo Maria Visconti, che aveva provveduto alla ricostruzione del Castello) rifugiandosi in questo maniero. Tuttavia, venne raggiunta e decapitata.

Con l’ascesa degli Sforza, il Castello ritornò nelle mani della famiglia Gambarana. Nel corso del ‘600 pesanti adattamenti strutturali lo trasformarono in una residenza signorile, ma già nel secolo successivo, con l’avvento di Napoleone e la progressiva perdita di potere dei Conti, non fu più adibito a tale uso.

Nel corso dell’ ‘800 i vari proprietari che si susseguirono operarono numerosi restauri.

Castello di Montesegale

Attualmente il Castello è costituito da una cinta muraria dotata di merlature che racchiude diversi corpi di fabbrica e corti di varie epoche. Nella più antica parte meridionale si possono ammirare una rocca ed una torre probabilmente erette sui resti di costruzioni precedenti; una presenza inusuale per le numerose fortificazioni dell’Oltrepo è una fossa circondante il Castello, databile al XV secolo.

L’attuale proprietà è della famiglia Jannuzzelli, che lo acquistò nel 1971, lo restaurò profondamente e ne fece un luogo di abitazione e di manifestazioni culturali: qui hanno luogo concerti, mostre, rassegne letterarie e allestimenti operistici. Dal 1985 è stata inoltre istituita una galleria d’arte permanente con opere di Bartolini, Brindisi, Crippa, Gattuso, Schifano e Treccani.

Nel complesso si trovano inoltre un teatro all’aperto e l’oratorio dedicato a S.Andrea; quest’ultimo fu eretto in uno dei torrioni di difesa che, stando alla leggenda, sarebbe infestato dai fantasmi dei valligiani morti per i soprusi dei Conti.

Chiesa dei santi Cosma e Damiano

Edificio del XVI secolo, la chiesa era infatti già nota nel 1523.Fu successivamente restaurata e ampliata. Tra il1914 e il 1924 venne eretto il campanile sul lato destro della chiesa, in sostituzione di quello vecchio che era sul lato sinistro che venne abbattuto perché pericolante. La chiesa ,che sorge su una collinetta tra verdi prati, presenta una facciata neoclassica con lesene laterali e portale sormontato da una grande finestra sistemata negli anni trenta. All’interno, nel coro, una tela ad olio del 1925, realizzata da Galloni, raffigura i santi Cosma e Damiano.

Chiesa di Sanguignano

Dedicata alla Natività di Maria Vergine , fu sede di un’abbazia laicale dei Conti Gambarana dal 1699. All’interno una tela del XVII secolo raffigura  Sant’Antonio, Gesù Bambino e San Rocco è presente anche una statua del XVI secolo raffigurante la Madonna con il Bambino realizzata in legno intagliato e dipinta.

Chiesetta di Zuccarello

È piccolissima, costruita in sassi e risale al 1651. Era utilizzata dai monaci benedettini che sostavano a Zuccarello durante il tragitto per arrivare all’Eremo di S. Alberto (in Comune di Val di Nizza).

Chiesetta della Madonna delle Nevi

Fu costruita, nel 1905 dai contadini della Fraz. Bregne in prossimità della Antica Fonte del Borianco; nella prossimità della chiesetta ogni anno si faceva la benedizione del bestiame.

Da gustare

Il salame di Varzi

L’economia è prevalentemente agricola e si basa sulla produzione di foraggi, frumento, granoturco, frutta, vini, salumi e miele.

Il salame di Varzi D.O.P., come da disciplinare, è prodotto utilizzando tutti i tagli “magri” del maiale (coscia, spalla, coppa, lombo, filetto) ai quali si aggiunge una percentuale mai superiore al 30% di tagli “grassi”; questa pratica peculiare rende il prodotto unico nel suo genere.

Le carni selezionate, tagliate grossolanamente e macinate a grana grossa, vengono impastate con l’aggiunta degli ingredienti tradizionali: sale, pepe in grani, nitrato di potassio, infuso di aglio e vino rosso. L’impasto così ottenuto viene insaccato in budello naturale e quindi legato con paziente abilità manuale, tastando di continuo la tensione dello spago.

La sua qualità deriva dal dosaggio ottimale degli ingredienti, da tecniche di lavorazione contadina messa a punto nei secoli e dal clima favorevole, che nasce dal connubio tra la brezza marina proveniente dalla Liguria e le fresche correnti di montagna che soffiano nella Valle Stàffora.

Le origini del Salame di Varzi potrebbero risalire addirittura ai Longobardi. Di certo nel XIII secolo i marchesi Malaspina lo presentavano ai loro commensali come pietanza prelibata.

Il Pansegale

L’Amministrazione Comunale ha conferito il marchio di denominazione comunale di origine ad un eccellente e particolare pane il Pansegale. Della ricetta del “Pansegale”, tra le più antiche tramandata da generazione in generazione, si hanno riscontri scritti a partire già dal XI secolo (la tradizione locale della segale, peraltro, la si evince dal nome stesso del Comune). Il Pansegale, arricchito di frutta secca (noci, mandorle, nocciole e fichi secchi) ben si accompagna al salame di Varzi DOP, prodotto che rappresenta l’eccellenza del nostro territorio (Montesegale ha una rappresentanza qualificata di artigiani che lo producono).

Montesegale Pane

Il Pansegale rappresenta tutto quell’universo di valori e di significati che l’intero percorso storico della nostra comunità ha tracciato nei secoli. Pertanto, in attuazione dei principi statutari e nell’ambito delle politiche di sostegno del comparto produttivo, si è inteso potenziare e sviluppare il sistema, attraverso l’offerta e la vendita del prodotto tipico di qualità, per la valorizzazione del territorio, soprattutto sul fronte della fruizione turistica e delle produzioni tipiche, sia agricole che manifatturiere.

La certificazione DE.C.O. è certamente un eccezionale strumento per valorizzare i prodotti locali, che racchiudono una cultura e una varietà di esperienze uniche, irripetibili ed inesportabili e che possono costituire un volano per le economie locali e avere risvolti positivi anche sul piano occupazionale. E’ uno straordinario modo di certificare l’identità del nostro territorio.

Il Pansegale è stato individuato come prodotto De. Co. per le sue qualità organolettiche e per la sua antica tradizione, nonché per il suo impasto e l’utilizzo del lievito madre, il tutto seguendo antichi processi naturali che fanno di questo pane un prodotto d’eccellenza. L’Amministrazione Comunale, inoltre, si è resa disponibile a sostenere questo prodotto, di elevata qualità che è espressione di un territorio quale quello del Comune di Montesegale, dove la coltura del grano rappresenta da sempre una forte identità. Montesegale da anni fa parte dell’Associazione Nazionale Città del Pane”.

Cosa fare

Fiera di San Damiano (4°domenica di settembre)

Nello splendido scenario del Castello di Montesegale viene riproposta, ogni anno,  la rievocazione storicacontenente spaccati di vita dell’epoca, ed eventi  specifici su libero adattamento di documenti storicies “la cerimonia dell’investitura del Conte GAMBARANA”, che in questa località, aveva alcuni dei suoi possedimenti.

Si cerca ogni anno di ricreare un’atmosfera di tempi lontani, con la presenza di tantissimi  figuranti e numerosi gruppi storici. Il pubblico si cala in un borgo storico e di suggestione tipico di altri tempi, per far rivivere con scene, azioni e aspetti coreografici, momenti di cultura storica e spettacolo caratteristici e unici. A seguire festeggiamenti con manifestazioni , giochi, prove di abilità ed esibizioni spettacolari.

Danze, canti, sfide e prove di destrezza, scandiscono la giornata, mentre il pubblico segue le esibizioni e nel contempo visitale postazioni che ricreano il borgo ed il mercato medievale.

Kermesse folkoristica alla scoperta dei prodotti e delle tipicità del territorio. Un appuntamento cult dell’autunno dell’Oltrepò Pavese che attrae ogni anno un grande numero di visitatori. Tappa prestigiosa, dunque, nel cartellone di festeggiamenti della stagione autunnale del Comune di Montesegale e della Pro Loco Montesegale.

Proposizione di degustazioni del salame di Varzi DOP, stand enogastronomici presenti lungo tutto il percorso, giochi e mestieri dell’epoca, spettacoli itineranti, esibizioni di giocolieri, balestrieri e spadaccini: è il “menù” della “Fiera di San Damiano”. Giunta nel 2010 alla XVI edizione e caratterizzata dalla Rievocazione Storica  “Alla corte dei Gambarana”. Il borgo di Montesegale si  rituffa ogni anno (alla 4° domenica di settembre)  nell’atmosfera del Medioevo, ricostruendo eventi storici realmente accaduti, attorniati da altri eventi minori che fanno divertire migliaia di visitatori.

Montesegale Verde

Festa del Borianco (1° domenica di agosto)

Alla Fonte del Borianco si tiene ogni anno la tradizionale asta di prodotti locali, con degustazione dei medesimi; ricavato in beneficenza alla piccola Chiesa Madonna delle Nevi.

Camminata naturalistica notturna (Km 6 – difficoltà media): con partenza dal Centro Sportivo, sosta in un capanno in mezzo ai boschi; alla fine del percorso verrà organizzata una degustazione di prodotti enogastronomici della Valle Ardivestra.

Gara Tiro con l’arco (25 aprile di ogni anno): Gara interregionale 70 Mt Olimpic Round a cui sono ammesse tutte le categorie ad esclusione dei giovanissimi.Quest’anno ai nastri di partenza c’erano novanta arcieri provenienti da tutt’Italia che si sono dati battaglia per conquistare l’ambito trofeo.

 

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