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Miglierina è un borgo calabrese di circa 800 abitanti, che sorge a cavallo tra i due mari, il Tirreno e lo Ionio, su un’altura che regala panorami mozzafiato a chi decide di avventurarsi alla scoperta del borgo e dei suoi dintorni.

Il Borgo di Miglierina

Miglierina si inserisce nella Sella di Marcellinara, una gola ristretta tra i due mari, il Tirreno e lo Ionio, e confinante con i Comuni di Amato, Marcellinara, Tiriolo.

Questa collocazione geografica consente, con un unico sguardo, di abbracciare la veduta panoramica del Golfo di Squillace e di quello di Sant’Eufemia e, quando la foschia lo permette, di avvistare le isole Eolie con l’inconfondibile cratere dello Stromboli.

Il territorio miglierinese è racchiuso da quello dei Comuni limitrofi e per il viandante può essere curioso scoprire che tradizionalmente il confine con il Comune limitrofo di Amato è segnato da un ponte di antica fattura che è stato costruito su di una sorgente poi incanalata nella “Funtanella”.

Nei dintorni del fiume Amato si trovano i resti degli antichi mulini ad acqua e  secondo alcuni proprio da questi mulini deriverebbe il nome del paese “Muglierina” (paese dei mulini) evidenziando una radice tedesca del nome (in tedesco mugnaio si dice “muller”).

Quella dei mulini è solo una delle possibili interpretazioni sull’origine del nome del paese. Esistono, infatti, altre versioni ma tutte partono dall’idea che i primi stanziamenti si siano localizzati nella parte bassa, vicino al fiume, precisamente presso la località “Cusati”. Questo termine, per alcuni, di origine greco-albanese starebbe ad indicare una localizzazione di popolazione albanese, distinta dal nucleo originario di abitanti.

Migliorino Panoramica

Presso la località “Melina” la popolazione avrebbe trovato della terra buona da lavorare e per costruire le proprie abitazioni da cui il termine “migliore rina”, riferita forse alla diversa natura del terreno rispetto a quello della vicina Amato, composto in prevalenza di argilla.

Altri ancora ritengono, invece, che Miglierina derivi il nome dall’esistenza, sul territorio, di una grande pietra miliare “Milia” che segnava la distanza lungo la strada che andava da Ponte Corace a Caronte o da “milium” cioè la pianta del miglio.

La Storia

Il nucleo urbano del Casale di Miglierina colloca le sue origini tra il XIV e il XV secolo. Appare certo che originariamente fu casale di Tiriolo e ne seguì le vicende feudali passando dal dominio dei De Reggio a quello dei Ruffo, conti di Catanzaro che lo tennero fino al 1464. Nello stesso anno venne affidato ai Carafa di Nocera che ne restarono i signori fino al 1610, anno in cui venne venduta, al prezzo di 80.000 ducati, ai Cigala che la tennero fino alla cessazione della feudalità nel regno di Napoli (legge 2 agosto 1806).

Nel 1811, con un decreto emanato sotto il dominio napoleonico, divenne Comune autonomo per ritornare, con la Restaurazione, sotto il governo dei Borboni.

Nella stessa relazione di don Francesco Torcia D’Amico viene data anche la spiegazione del nome Miglierina, così come da sempre si tramandava: «Meglio arena» dalla trasformazione dialettale «megghia rina», denominata così dal primi abitatori per il colle arenoso dove ci si era insediati. Si afferma anche, per tradizione, che il primissimo insediamento sia stato molto più in basso dell’attuale Miglierina, nella località denominata «Cusati», da dove in breve si arriva al fiume e nei territori di Marcellinara e Tiriolo. In seguito, i primi abitanti, sentendosi insicuri e trovando più facilmente terreno e materiale adatto alle costruzioni, si pensa si siano spostati più a nord, precisamente sul «Monte Serra», dove sono sorte le prime case del nuovo insediamento e dove è stato costruito il primo tempietto che doveva servire come luogo di culto e come cimitero. Tutt’ora nel rione «Quadarune» c’è la strada appunto «del Casale». Resta però il fatto, anche prendendo per buona quest’altra ipotesi, che nella località «Cusati» non rimane nessuna traccia di antiche abitazioni, se non qualche casa di campagna di epoca successiva. Forse è più probabile che in località «Cusati» si siano stabiliti originariamente coloni e pastori della vicina Tiriolo e in seguito, con l’afflusso più consistente di interi nuclei familiari e parentali, giunti da territori più lontani (Martirano, Motta S. Lucia, Conflenti, Scigliano) sia posto il nuovo insediamento sul poggio «Monte Serra», anche per non interferire con i coloni già insediati ai «Cusati». In seguito il nucleo del «Monte Serra», «Megghia rina», Miglierina, è diventato più stabile e più consistente, sviluppandosi progressivamente prima come «Casale» e poi, come un vero e proprio paese. Ed è a questo nucleo il riferimento obbligatorio per la successiva storia del paese fino al nostri giorni. Gli anziani ricordano ancora (perché sentito tramandare dai nonni e dai genitori) che, con l’occasione della festa patronale di S. Lucia, molti da Scigliano venivano per ritrovare i parenti, fermandovisi per qualche tempo anche per aiutare a lavorare le carni dei maiali che, subito dopo la festa, venivano uccisi. Così le tradizioni di famiglia si mantenevano e si tramandavano.

Miglierina Frantoio

Anche oggi l’uccisione del maiale e una festa di famiglia, oltre che una risorsa per la riserva e per l’economia familiare. Un altro riferimento con Scigliano è la comunanza di alcuni nomi di persone (Arcuri, Bruni, Fabiano, Folino, Gagliano, Mazza, Pallone, Rizzuto, Talarico, ecc.) e dei rioni (Quadarune, Timpone, Croce) e non sembra una semplice coincidenza. Del resto Scigliano era sotto l’influsso dell’abbazia di Corazzo i cui possedimenti, già nel 12′ secolo, si estendevano in tutto il territorio compreso tra i fiumi Corace ed Amato fino a comprendere gran parte della valle dell’Amato; c’era necessità quindi di coloni per far rendere i dovuti benefici all’abbazia.

Nel 1633, nella relazione di Mons. Ricciulli in visita al monastero di Corazzo per disposizione della Santa Sede, vengono elencati i possedimenti del monastero, tra cui 13, per 35 Tomolate, nel Feudo di Tiriolo.

Da vedere

Per gli abitanti di Miglierina le chiese sono da sempre state un lustro e un vanto, essendo gli edifici più antichi e importanti del paese. Ma l’elemento cardine della cultura miglierinese è sicuramente l’opera dei “Mastri Miglierinesi” che ebbero grande successo tra la metà del Settecento fino ai primi del Novecento, grazie alla loro perizia e capacità artigianale. Essi si suddividevano essenzialmente in tre categorie: Mastri del legno, Mastri Armieri e Mastri stuccatori e “Babbari”.

Rimangono come patrimonio storico le loro opere, che possono essere ammirate a Miglierina e in molti altri centri calabresi.

Il ponte della Funtanella e l’icona di S. Francesco di Paola possono rappresentare la prima tappa di un itinerario alla scoperta di Miglierina.

Al di sotto del ponte: la sorgente. Proseguendo nel cammino dalla Fontanella è possibile percorrere la strada che prende il nome di Via dei Mastri Miglierinesi e che accoglie i visitatori con un monumento dedicato a Santa Lucia, patrona di Miglierina, opera dello scultore  Bagalà.

Proseguendo il cammino per Via dei Mastri Miglierinesi si arriva alla piazza in cui si incontra la Chiesa madre dedicata al culto di S. Lucia, rivolta a est in una posizione tale da dominare il paese e tutte le sue vie, che tendono a convergere verso di essa. Su questa piazza si affacciano diversi palazzi. Tra questi spicca Palazzo Arcuri, perfettamente conservato e al cui interno i proprietari hanno cercato di rispettare l’impianto originario consentendo, perfino, di lasciare intatto un antico frantoio con le enormi pietre per la molitura delle olive e raccogliendo alcuni quadri appartenuti alla famiglia.

La parte bassa del paese ospita l’altra chiesa dedicata al culto di S. Maria del Principio, ora nota come Madonna del Rosario, che risale agli inizi del ‘600.

Percorrendo la strada che si trova nel rione Croce è possibile raggiungere il fiume Amato, “la fiumara”, un altro spettacolo naturale, pieno di salti e pendii che scende ripidamente nella vallata, nei cui dintorni si trovano i resti di antichi mulini ad acqua.

Miglierina Natura

Tornando in paese si raggiunge “Sottovia”, il vero centro, con la piazza rivestita in cotto, collegata alla strada provinciale da una scala di forma elicoidale in cemento armato; da qui attraverso il corso principale si raggiunge il quartiere di “Chianavalle”. In questo rione è possibile ammirare l’antico palazzo della famiglia Torcia con dei balconi in ferro battuto con caratteristica lavorazione “bombata”.

Il quartiere che si trova più in alto rispetto a tutti gli altri è quello del “Quadarune” con i ruderi del “Casale” intorno al quale si trovano tante altre antiche abitazioni. Continuando a salire si arriva nella zona montagnosa della Presila, da cui è possibile raggiungere il Monte Portella. In questa località sgorga una sorgente d’acqua oligo-minerale e si trovano alberi di lecci, querce, cerri e castagni. La zona è ideale per trovare riparo dalla calura estiva, ed è possibile accedere anche a un’area attrezzata per pic-nic situata nella località detta “Rinuso”.

Da gustare

Tanta aria pulita alimenta un sano appetito che trova sfogo sulle tavole dove vengono serviti cibi freschi e genuini derivanti dalle coltivazioni degli orti.

La cucina miglierinese rispecchia le caratteristiche di quella regionale, con insaccati e cibi piccanti, formaggi, verdure e dolci tipici. Per gustare qualcosa di particolare si può certamente assaggiare la sopressata o il capicollo nonché i piatti a base di carne di maiale (tipici dei mesi invernali che precedono la Quaresima), durante il periodo pasquale i”fraguni” e le “pitte chine”con ricotta e sopressata, polpette, frittelle e braciole di ogni genere (carne, patate, zucchine, riso), “pizze” e “cullurielli” (questi ultimi simbolo di festa, vengono serviti in occasione dei matrimoni), “pitticelle” e “chinulille”.

Generalmente la cucina dei piatti tipici si concentra nei periodi di festa, coincidenti con le festività religiose. In particolare la festa della Santa patrona S. Lucia il 13 Dicembre, la festa della Madonna del Rosario la prima Domenica di Ottobre, la Pasqua ed il Natale.

Miglierina Cucina

 

Cosa fare

In occasione delle festività religiose si ripetono i riti delle processioni delle statue per le vie del paese e il venerdì santo della Via Crucis. Durante queste manifestazioni si esibisce la locale banda musicale “S. Gagliardi" che allieta l’accompagnamento dei Santi intonando marce sinfoniche e inni religiosi.

In occasione del venerdì santo in passato si ridava vita alla rappresentazione teatrale della “Pigliata”, cioè della presa di Cristo, ma trattandosi di un lavoro impegnativo che richiede il coinvolgimento di molte persone oggi non ha una cadenza periodica e dipende dalla buona volontà degli abitanti impegnati nella recitazione, nell’allestimento delle scene e dei costumi.

Nel parco nel mese di Agosto si svolgono numerose manifestazioni, organizzate dalla Pro Loco, con spettacoli musicali e rappresentazioni teatrali. In quest’ultima attività si distingue sempre la Compagnia Teatrale Miglierinese che presenta delle brillanti commedie in vernacolo calabrese.

Nell’ambito del progetto BAI Comunità Ospitale, Miglierina ha dato vita a un bellissimo albergo diffuso. L’Albergo Diffuso che il borgo autentico di Miglierina mette a disposizione dei propri ospiti si compone di diversi appartamenti, per un totale di oltre 40 posti letto. Gli appartamenti sono stati ricavati da una ristrutturazione conservativa del patrimonio immobiliare del centro storico: si tratta di immobili “poveri”, abitati fino agli anni Sessanta e poi abbandonati. È una vera e propria reinterpretazione degli antichi spazi del vivere, un percorso architettonico che porta innovazione e nuova vita nelle strutture tradizionali altrimenti destinate a diventare rovine. Gli arredi tradizionali sono stati recuperati grazie alla memoria storica e al saper fare degli artigiani locali e si sposano con elementi nuovi messi a punto da un giovane artigiano che ha utilizzato per la costruzione anche legni di recupero, ispirandosi allo stile della vecchia Miglierina del primo dopoguerra. Il risultato è un’atmosfera unica e suggestiva. Ogni appartamento ha mantenuto il nome della famiglia che lo abitava anticamente ed esprime un suo specifico carattere e con esso l’identità e la storia di Miglierina.

Miglierina Albergo