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Nella valle dell’Aventino, su un’area collinare che si innalza dai 680 m agli oltre 2600 m delle cime della Majella, sorge Lettopalena uno dei centri più piccoli della provincia di Chieti.

Il Borgo di Lettopalena

Borgo di origine medievale, Lettopalena si innalza su grandi blocchi calcarei nati oltre 5000 anni fa in seguito a una frana.

Il primo insediamento nacque vicino all’all’Abbazia benedettina di Santa Maria di Monteplanizio, ancora oggi visitabile. Furono proprio i monaci a organizzare la vita economia e sociale della popolazione del borgo che, nel corso dei secoli, fece tesoro degli insegnamenti dei padri religiosi.

L’economia di Lettopalena si basa prevalentemente sulla produzione del vino, conosciuto in tutto l’Abruzzo, e sull’allevamento del bestiame.

La Storia

La scarsa documentazione storica relativa a Lettopalena non permette di ricostruire con certezza le sue origini e il suo sviluppo nel corso dei secoli. La nascita del borgo è datata all’anno 1000 anche se nel territorio circostante sono presenti insediamenti già in età romana.

Signoria di Antonio Caldora nel XV secolo, passò poi sotto il controllo dei di Capua, dei conti di Palena, e dal XVI secolo entra a far parte dei possedimenti dei d’Aquino di Caramanico. Nel 1020 i benedettini innalzano il Monastero Santa Maria di Monteplanizio e si dimostrano guide fondamentali per lo sviluppo dell’economia del borgo.

Lettopalena Portone

Attorno al 1500 nasce l’Oppido di Lettopalena e l‘intero borgo viene delimitato da mura e torri di avvistamento e porte d’ingresso. A metà del’600 l’epidemia di peste dimezza la comunità, situazione aggravata ulteriormente dal diffondersi del colera nel corso dell’800.

Tra i fatti storici più devastanti si ricorda il terremoto del 1706 che rase al suolo il paese. Nel 1860, in seguito all’Unità d’Italia, inizia un fenomeno migratorio molto forte a causa della diffusa miseria.

Un altro duro colpo è inflitto alla comunità nel corso della II Guerra Mondiale, quando il borgo viene nuovamente raso al suolo e in seguito ricostruito nella pianura di Monteplanizio.

Da vedere

Il simbolo storico di Lettopalena è l’Abbazia di Santa Maria in Monteplanizio, costruita nel XVI secolo. La facciata è rappresentata da una parte centrale più alta, che corrisponde alla navata, e da due parti laterali più basse che corrispondono alle navate laterali. L’ingresso alla chiesa è introdotto da un viale d’accesso coronato da resti e capitelli. All’interno dell’Abbazia di Monteplanizio è conservato il quadro “La Sacra Famiglia “, un’enorme pala d’altare dipinta da Oreste Recchione nel 1902.

Nel borgo antico è possibile visitare i ruderi della Chiesa di San Nicola di Bari edificata nel XII secolo ma ricostruita nel XIX secolo in seguito al terremoto del 1933. Nel corso della II Guerra Mondiale venne rasa al suolo e abbandonata.

 

Da gustare

Tra i prodotti tipici di Lettopalena troviamo in primo piano il caciocavallo, formaggio stagionato a pasta filata, prodotto con latte vaccino e dalla caratteristica forma a sacchetto.

I salumi e le carni sono, da tradizione locale, insaporati con diversi aromi durante la preparazione. Anche le ricette tradizionali sono arricchite con spezie di ogni genere, come il peperoncino rosso piccante e quello rosso dolce.

Lettopalena Caciocavallo

 

Cosa fare

Immerso nella natura, il territorio di Lettopalena è ricco di aree di grande pregio ambientale come il Parco Nazionale della Majella e il Pnalm – Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Luogo ideale per gli amanti del trekking, del cicloturismo, dell’equitazione, della pesca e dell’enogastronomia, ma anche zona interessante per intraprendere un percorso turistico storico, culturale e religioso.

Dal punto di vista ambientale l’attrattiva di maggior interesse è, senza dubbio, la località “Fonte della Noce”, un vasto prato a 1020 metri di quota, valorizzato dalla presenza di acque sorgive e di boschi che si inerpicano fino a raggiungere le impervie cime dei Monti Pizzi.

A pochi chilometri di distanza si trovano le Grotte del Cavallone, immerse nel Parco della Majella, visitabili per circa un chilometro lungo il quale si snodano scale e cunicoli.