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Il borgo medievale di Castelvecchio Subequo sorge sulla sommità di una collina, al centro della valle Subequana, nel Parco Regionale Sirente Velino

Il Borgo di Castelvecchio Subequo

Un piccolo gioiello di arte e cultura incastonato tra le montagne, questa è la perfetta definizione per il borgo di Castelvecchio Subequo che ancora conserva le sue strutture urbane, le sue abitazioni e i suoi antichi palazzi originari.

Il lavoro nei campi e la pastorizia rappresentano le attività prevalenti del borgo che da tempo ha intrapreso un percorso di valorizzazione e recupero degli antichi mestieri e delle antiche tradizioni d’arte popolare.

 

La Storia

Le numerose testimonianze archeologiche, come pavimenti decorati con mosaici, un tempio dedicato a Ercole, anfore e gioielli, confermano le origini romane e paleocristiane di Castelvecchio. Cambiò nome numerose volte nel corso dei secoli: Onuffolo o Nuffoli in età longobarda, Castelvetere durante il feudalesimo fino ad assumere il suo nome attuale e definitivo nel 1484. Feudo di numerose famiglie, dai Conti di Celano, ai Colonna, ai Colabattista, nel suo territorio, come in buona parte di quello della valle Subequana, si racconta che si mosse San Francesco, nel 216, e Papa Celestino V nel 1294.

Da vedere

Il centro storico di Castelvecchio Subequo conserva ancora la struttura insediativa originaria con i suoi antichi palazzi appartenuti a importanti famiglie locali tra le quali i baroni Pietropaoli, Angeloni-Acconcia, Tesone, Ginnetti-Lucchini, Tomassetti-Valeri.

 

Tra i monumenti più importanti troviamo il convento e la chiesa di S. Francesco d’Assisi, consacrati il 29 agosto del 1288. Meta di pellegrini, all’interno dei locali dell’edificio è ospitato il Museo di Arte Sacra  che raccoglie preziosi oggetti donati dai conti di Celano, come croci, reliquari e crocefissi.

 

Ancora oggi è una meta frequentata da numerosi pellegrini, soprattutto in occasione del 28 agosto, giorno della Perdonanza Celestiniana, in memoria del passaggio (1298) e del miracolo che fece Piero del Morrone diretto a L’Aquila per diventare papa Celestino V. La chiesa dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista, divenuta parrocchia nel 1500, ha origini antiche dato che compare su una bolla papale datata 1183. Sulla sua sinistra sorge il Palazzo Castellato e, su uno dei paramenti della chiesa, è inserita la Porta medievale che accoglieva la cancellata a ghigliottina di chiusura del varco del castello.

Tra i numerosi reperti archeologici presenti sul territorio di Castelvecchio la catacomba di Svperaeqvvm è uno tra i più importanti. Si tratta di una galleria scavata nella roccia, lunga circa 40 metri e ripartita in due bracci. Al suo interno sono presenti sepolcri di diverse dimensioni ma sempre destinati a persone di ampia corporatura, iscrizioni, lucernette e un monogramma di Costantino.

Da gustare

Le origini pastorali e contadine caratterizzano la cucina tradizionale di Castelvecchio, come quella dei Comuni del Parco Sirente Velino. Tra i piatti "arcaici" si può ancora occasionalmente gustare la “miscischia”, carne di pecora o di capra disossata, condita con sale, pepe, aglio, finocchio e peperoncino, arrotolata e fatta essiccare.

Sempre legato alla tradizione pastorale il marro, è un piatto molto elaborato a base di interiora di agnello. In occasione di feste, matrimoni o durante le festività natalizie e pasquali si preparano “ferratelle”, “caucinetti” – con ripieno di ceci e cacao -, dolci con mosto cotto, vari tipi di ciambelle e pizze.

A Castelvecchio Subequo si producono zafferano, farro, vino e miele, pani tipici legati ai rituali, e ciambelle. Diffusa nel territorio è la raccolta dei tartufi.

 

Cosa fare

L’estrema religiosità di Castelvecchio Subequo caratterizza il calendario degli eventi e delle manifestazioni del Borgo. Le più importanti sono legate allo storico passaggio di San Francesco d’Assisi sul territorio: il 16 e 17 settembre si commemorano le Stimmate e il 3 e 4 ottobre il transito. Il reliquiario in argento che conserva le Sacre Stimmate è portato in processione nei giorni di festa.

S. Antonio Abate, il 16 e 17 gennaio, viene festeggiato dai cantori che girano per le case del paese e in cambio delle loro esibizioni artistiche ricevono salsicce e altri cibi stagionali che saranno consumati nella festa conclusiva.

Il 4 e 5 febbraio si celebra la festa in onore di S. Agata, martire siciliana, protettrice delle puerpere. Il 4 si svolge la benedizione dei pani votivi a forma di seno che vengono immersi nell’acqua della fontana ritenuta miracolosa e con qualità taumaturgiche, soprattutto per prevenire i tumori al seno. Il 5 febbraio le donne portano in spalle la statua della Santa durante la processione. A seguire si svolge la fiera e la distribuzione dei pani benedetti, un rituale che si ripete anche il 20 agosto in occasione della trebbiatura.

Il 16 agosto si organizza la festa religiosa per San Rocco, seguita dai fuochi pirotecnici. Il giorno successivo si festeggia S. Agapito, nella chiesa campestre di Silvapune.

Un importante evento che si svolge sempre nel mese di agosto è Arti e Mestieri a Palazzo, momento in cui si mettono in mostra i vecchi mestieri artigiani del borgo.

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