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Spoltore capoluogo sorge su una panoramica collina scolpita dal fiume Pescara. Conserva e custodisce un centro storico di spiccata matrice medievale espansosi anche nel Rinascimento, con edifici civili e religiosi di buon pregio architettonico e sette fondaci che hanno costituito il nucleo vitale del commercio cittadino.

Il Borgo di Spoltore

Ambiente ospitale per cli­ma, fertilità del terreno e ab­bondanza delle acque sorgi­ve che alimentano tuttora le numerose fonti rurali del territo­rio, durante la dominazione francese Spoltore diviene la Terra dei Cinque Borghi, così definita con il ridisegno della mappa delle circoscrizioni amministrative del Regno ad opera del Re di Napoli Giuseppe Napoleone, nel dicembre del 1806. Nel suo ambito territoriale sono compresi, oltre al capoluogo, i centri abitati di Caprara d'Abruzzo, Villa S. Maria, Villa Raspa, Santa Teresa.

Spoltore capoluogo è più antico e caratteristico, Villa Raspa è molto vicino a Pescara ed è un popoloso centro produttivo e commerciale. La frazione di Santa Teresa storicamente vocata all'agricoltura, alla fine del Novecento ha visto modificare la sua economia passando da un’attività prevalentemente agricola, ad un terziario misto con aziende artigianali e commerciali , industrie dolciarie e conserviere. Permangono orticoltura e vivaistica. Caprara, il cui centro abitato si è sviluppato notevolmente nel Cinquecento, con le sue linde case, si presenta oggi come una comunità viva ed operosa. Villa S. Maria, di un'attraente policronia, somiglia a uno di quei lindi e piacevoli paesini delle Prealpi: una nota di colore nella monotonia dei campi circostanti. Gli abitanti sono in prevalenza coltivatori agricoli, ma altri esercitano la propria attività nel campo imprenditoriale anche a Pescara o nell’intera zona. La coltura preminente è quella del carciofo che ha reso consistenti vantaggi economici a tutta la popolazione negli ultimi trent’anni. 

La Storia

Spoltore (dal germanico spelt, farro, di cui erano ricche le sue campagne) annovera tracce di presenza umana nella pro­tostoria e nella preistoria a Cavaticchio alta e a Cavaticchio inferiore e sui terrazzamenti che fiancheggiano a sinistra il Pescara. Un rinvenimento di grande rilievo è la tomba a fossa, data­bile alla seconda metà del III millennio a. C., riemersa nel 2001 nel corso degli scavi sul sito del­le fornaci romane presenti nella piana di Santa Teresa.

Nel periodo normanno il territorio appartiene alla Contea di Loreto. In seguito nel possesso si alternano numerosi casati: i D’Aquino, i Costanzo, i Riccardi di Ortona. Con il titolo di Baronia nel 1496 il feudo è venduto a Ferdinando Castriota, detto Manfredino, la cui famiglia vi esercita per più di cinquant’anni i pieni poteri e favorisce l’immigrazione di Albanesi, Epiroti, Dalmatini, definiti genericamente Schiavoni o Slavoni. Durante questa “signoria” Spoltore vive uno dei periodi migliori della sua storia. L’impianto urbano assume l’assetto, che, con poche modifiche, ha conservato sino ad oggi.

Nel 1927, al sorgere della nuova provincia di Pescara, Spoltore vi confluì, cessando di appartenere a quella di Teramo; nel febbraio dell'anno seguente perse la sua autonomia amministrativa, venendo annessa al comune di Pescara, dal quale venne però di nuovo separato nel 1947.

Casale di Rojano, prende il nome di Caprara, tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento. Come per Villa Santa Maria il suo centro abitato si è sviluppato notevolmente nella prima metà del Cinquecento con l'arrivo di numerose famiglie dalla Schiavonia greco-albanese, alle quali la Congregazione romana dell'Oratorio di S.Filippo Neri, feudataria del territorio, ha affidato la coltivazione delle sue terre. 

Villa Raspa più che avere il carattere precipuo di vera e propria frazione dissociata dal capoluogo, ha sviluppato ancor più quella caratteristica che fu propria già ai tempi del censimento della popolazione del 1961, in cui l’istituto centrale di statistica la qualificava come frazione geografica speciale gravitante su Pescara. Lungo la fascia fluviale e la nazionale n. 602 sono stati installati stabilimenti per la lavorazione del marmo, depositi di oli minerali, officine meccaniche ed elettromeccaniche, concessionarie per la vendita di auto, autocarrozzerie, stabilimenti per la produzione di prodotti caseari, mobilifici, centri sportivi con campi da tennis coperti, ecc. La cultura locale, fatta eccezione per i primi nuclei di abitanti colà installati oltre un secolo fa, risente dell’influsso di quella pescarese anche nella forma dialettale del linguaggio parlato, e di quella di alcuni paesi dell’entroterra, da cui sono provenute diverse famiglie subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Villa Raspa ha avuto uno sviluppo eccezionale, prevedibile data la sua estrema vicinanza a Pescara con cui forma tutt’uno, ma certamente irrazionale, che ha già configurato la frazione come quartiere periferico della stessa città e non già come nucleo culturalmente affine e legato a Spoltore.

Distesa sui terrazzi più prossimi alla sinistra del fiume Pescara, SantaTeresa è la borgata più giovane di Spoltore: in poco meno di quarant’anni è passata da poche centinaia di abitanti ad alcune migliaia. Come dimostra la tomba a fossa della seconda metà del III sec. a. C., la presenza umana sul territorio, tuttavia, è molto antica.
 

 

Da vedere

Raggiungendo Spoltore si è accolti dalla cinquecentesca torre di avvistamento De Sterlich che domina il paesaggio agreste. Il centro storico di Spoltore, di impianto medioevale, è di grande interesse. Piazza D’Albenzio è circondata da edifici storici di rilievo: i sette negozi che, tra la fine del medioevo e l’inizio dell’epoca moderna, hanno costituito il nucleo vitale del commercio cittadino, la chiesa di S. Maria della Piazza (XII sec.), oggi Società Operaia; il palazzo Castiglioni, oggi De Cesaris, e con alle spalle il palazzo Toppi, noto come Municipio vecchio;  palazzo Pardi, oggi Rosati ed altri; sul lato sinistro della piazza il palazzo feudale, profondamente ristrutturato nella parte abitativa nell’Ottocento, che nel seminterrato e sotto l’intera piazza conserva la cisterna per l’ac­qua, la neviera, le fosse del grano e ampi fondaci.

La Chiesa Madre, San Panfilo entro le mura, edificata tra il 1763 ed il 1770 è consacrata al santo protettore della cit­tà con il titolo di S. Panfilo intra moenia per distinguerla dall’altra antichissima chiesa dedicata allo stesso santo ma con l’appel­lativo “extra moenia”, nota anche come il Convento. La parrocchiale è collocata so­pra la cinquecentesca chiesa di S. Antonio e S. Maria ante portam, conosciuta oggi come la Cripta e in parte sulla muraglia cit­tadina.

La Chiesa, di San Panfilo fuori le mura, nata come grangia in età altomedievale, è ubicata a 400 passi dall'antica muraglia cittadina; nel 1612 per volere dell'Università di Spoltore accanto alla Chiesa venne edificato un convento dove nel 1617 si insediarono i Frati Riformati i quali arricchirono l’arredo decorativo della chiesa adattandolo allo stile di moda nel periodo: il barocco. Il campanile venne completato nella seconda metà del Seicento con una cupola ottogonale anch'essa di stile barocco.

Le due fonti principali di Spoltore sono Fonte Grande e Fonte Barco ed hanno rappresentato per gli abitanti  una riserva idrica nei periodi siccitosi quanto le scorte di cisterne e neviere erano esaurite.

La memoria storica di Spoltore e delle sue frazioni è rappresentata anche da alcune imponenti ville.  Come la Villa De Sanctis-Napoleone, terminata dopo il primo conflitto mondiale e divenuta grazie a Italo De Sanctis luogo di incontro e di confronto di pittori, scultori, fotografi, ceramisti sulle nuove vie dell’arte e del possibile rapporto tra loro, un vero e proprio laboratorio nel quale si misurano artisti del valore di Giuseppe D’Albenzio e Pasquale De Antonis.

Villa Fusilli Caccianini, poi De Cesaris, vide tra i suoi più assidui frequentatori Gabriele D'Annunzio. Tra i suoi ospiti anche artisti del valore di Francesco Paolo Michetti e Costantino Barbella. Oggi Villa De Cesaris  è Residenza Assistenziale Sanitaria per anziani.

Villa Montani si trova nella frazione di Villa Raspa. Modello di abitazione signorile di prestigio è oggi sede di un'azienda agricola.

Villa De Pasquale - Acerbo, con il suo grande parco, dalla fine dell'Ottocento è il simbolo di Caprara. Requisita al legittimo proprietario Giacomo Acerbo durante l'occupazione tedesca fu trasformata in ospedale militare. Di proprietà comunale dal 1997, è utilizzata solo parzialmente come Residenza Sanitaria Assistita per anziani. Di buon interesse storico è anche palazzo Marino, antica sede della Corte feudale.

Cosa fare

Il Comune e le Associazioni cittadine organizzano durante tutto l'anno eventi e manifestazioni religiose e civili entrate stabilmente nel panorama sociale e culturale di Spoltore, come ad esempio la Rassegna internazionale del Folklore e lo Spoltore Ensemble, una manifestazione artistico culturale in cui Spoltore diviene “Città Palcoscenico” dove, teatro, danza, musica, arte visiva sono rappresentati direttamente nelle piazze e nelle strade, con il pubblico interagente con gli stessi artisti. Lo Spoltore Ensemble ospita i più grandi nomi del teatro, della danza, della musica e dell’arte, entrando di diritto nel novero delle maggiori manifestazioni culturali, regionali e nazionali.

Tra i riti religiosi, hanno un posto di rilievo la Processione del Venerdì Santo e la Sacra rappresentazione di Pasqua chiamata "L'Addolorata o La Madonna che corre" il cui copione  segue pressoché totalmente la descrizione dei brani evangelici che narrano l’incontro delle pie donne con l’angelo nel sepolcro dov’è stato inumato il Cristo. Maria di Magdala vuole ritrovare Gesù, attraversa più volte la piazza, spera di incontrarlo, di riconsegnarlo alla Madre. Quando finalmente lo scorge corre verso la Vergine per darle la grande notizia . La Madre è incredula. Non può, tuttavia, trattenersi. L’accompagnano S. Giovanni e Maria di Magdala. Procedono lentamente. Palpabile il timore della delusione. Finalmente lo scorgono: la Madre ritrova il Figlio. Cade il velo del lutto, l’abito bianco della Vergine riaffiora nel suo nitido candore. Una gioia incontenibile allontana il dolore.

La domenica di Pasqua è anche il momento di uno dei giochi più popolari e tradizionali  di Spoltore, lo scucchje, dove due persone si alternano a colpire con il proprio l’uovo sodo dell’altro, prima una punta e poi l’altra. Vince l’uovo che non subisce lesioni. Terminata la gara, l’uovo rotto finisce in una specie di dispensa collettiva  messa a disposizione di tutti.

Il 28 aprile la Processione del Santo Patrono, S. Panfilo. La processione parte dalla Chiesa di “San Panfilo dentro le Mura” e raggiunge a piedi il Convento Cinquecentesco “San Panfilo fuori le Mura”, dove si celebra la messa cantata all’ interno della chiesa.

Villa Santa Maria è sede della parrocchia di S. Maria dell’Assunta in onore della quale si celebra la festività del 15 agosto che richiama nella frazione, tradizionalmente, una gran quantità di persone.

La Festa in onore della Madonna del Popolo, si svolge la prima domenica di settembre anche se i festeggiamenti iniziano il venerdi con l'esposizione del simulacro della Madonna a cui seguono, il sabato, i riti religiosi. La Sacra rappresentazione del miracolo ripercorre l’episodio, custodito dalla memoria popolare, di un comandante arabo giunto alla muraglia cittadina che venne fermato dall’apparizione della Vergine, riconoscendo nel suo volto una giovane donna che aveva incontrato lungo il percorso per raggiungere Spoltore e che l’aveva scongiurato di risparmiare la città. Al termine della rievocazione inizia la processione per le vie di Spoltore con la statua della Madonna del Popolo.

Una novità degli ultimi anni è lo splendido carnevale di Caprara organizzato dalla locale Pro Loco con la collaborazione di diverse associazioni locali e non, con la sfilata dei carri alegorici, la partecipazione di maschere, tanta animazione e divertimento per grandi e piccini.

Immancabile nel periodo natalizio il Presepe vivente nella frazione di Cavaticchi, realizzato dalle associazioni locali con la collaborazione della parrocchia, dei residenti della frazione e non solo.

Un grande lavoro di promozione della città di Spoltore è stato fatto e si compie ogni giorno con il progetto Spoltour che nasce dalla collaborazione tra l’Assessorato al Turismo comunale e  diverse associazioni attive nel campo del turismo e della cultura. Sono possibili percorsi di scoperta e conoscenza dei luoghi più belli della città, sotto tutti i punti di vista: architettonico, monumentale, paesaggistico, storico, etc. Tra le scoperte (o riscoperte) interessanti che il territorio di Spoltore offre, vi sono anche gli itinerari legati alle antiche strade comunali. Se ne contano una ventina tra quelle che hanno un sentiero ancora praticabile sul territorio. Esse sono percorribili, in genere, in un primo tratto, in macchina e più oltre a piedi.

I percorsi sono in pratica gli antichi sentieri interpoderali o vicinali. Partono dai centri abitati di collina (Spoltore, Villa Santa Maria e Caprara) e si snodano verso le lunghe vallicelle, a fianco dei piccoli corsi d’acqua che confluiscono prevalentemente nel fiume Pescara.

Lungo questi percorsi, interessanti dal punto di vista floro faunistico e paesaggistico si incontrano  piccoli boschi, allevamenti di mucche da pascolo, pecore ma anche cavalli, asini, oche, e in alcuni tratti i filari di querce ad indicare i bordi di queste antiche strade che conducevano verso i centri confinanti il territorio comunale: Chieti, Pescara, Pianella Città Sant’Angelo, tra i più importanti.