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Il territorio del Comune di Ravascletto comprende il tratto centrale del solco, conosciuto con il nome di Valcalda che si estende trasversalmente tra la valle del torrente Bût o canale di San Pietro e la valle del torrente Degano o canale di Gorto.

Il Borgo di Ravascletto

L’origine del friulano Ravasclêt è da ricollegarsi al fitonimo latino *robusculetum, ossia “luogo ove cresce una pianta spinosa, (letteralmente) un piccolo rovo”; la doppia “t” della versione italiana non è etimologica. Il nome può accostarsi a quello della località di Ruscletto (San Vito di Fagagna), fondato sul friulano ruscli (pungitopo), pianta che peraltro a Ravascletto non vegeta. Più semplice è l’etimologia degli altri toponimi principali: Zovello (Zuviél), è diminutivo del friulano zôf (giogo, passo montano); Salârssignifica solaio ma anche solatio; il nome antico della vallata, Monai significa tuttora appezzamento prativo in qualche varietà arcaica di friulano.

I centri abitati costituenti il comune si collocano in catena sul versante a solatio della faglia che separa i massicci del monte Arvenis, a sud, e del monte Crostis a settentrione. Il confine settentrionale del comune scende per un tratto oltre la cresta del monte Cròstis, estendendosi al di fuori del bacino della Valcalda.

La quota minima del territorio comunale è di circa 750 m mentre quelle massime sono di circa 2100 m a nord (cresta sommitale del monte Cròstis) e di 1730 a sud (monte Zoncolan).

Il comune comprende le frazioni di Zovello e Salàrs. Oltre a queste vi sono le borgate di Fratta, Piè del Pecol, Prepaulin, Ciampei, Chiavar, Stalis, Palù, Alnetto, Campivolo, Som Salàrs.

Il paesaggio si caratterizza in quattro fasce trasversali, orientate da est ad ovest, ciascuna con caratteristiche ben precise.

Dalla vetta del monte Zoncolàn sino quasi al fondo della Valcalda il terreno è ricoperto da bosco misto di faggio e abete o, più in alto, di ontano. Nella fascia centrale che comprende il fondo della Valcalda sono concentrati gli abitati e le aree adibite ad uso agricolo. Procedendo a nord abbiamo un’altra ampia fascia interamente boscata, seguita dall’ultima fascia, la più elevata, costituita da pascoli, praterie di alta quota e cespuglieti.

A Ravascletto arrivano quattro strade principali. Quella che giunge da Cercivento fu costruita nel 1890, mentre la rotabile che sale da Comegliàns fu costruita durante la Prima Guerra Mondiale. Assieme costituiscono ora la Strada Statale 465 della Forcella Laverdet e di Valle San Canciano. Tra le due guerre venne realizzata la Panoramica delle Vette che, dalla sella Valcalda, sale sino sotto le pendici sommitali del monte Crostis, a 1980 m, per poi scendere ripidamente sino all’abitato di Tualis, collegato a Ravascletto da una strada terminata negli anni Cinquanta, completando in questo modo uno dei più bei percorsi di alta quota delle Alpi.

Il versante verso il monte Zoncolàn, per la sua esposizione a nord che favorisce un ottimo innevamento, è da lungo tempo utilizzato per la pratica degli sport invernali: nel 1948 fu costruita la seggiovia Ravascletto-Cuel Piciul, prima seggiovia della regione, che permise di percorrere con gli sci lo splendido pendio della Val di Pertie. Accanto a questa venne realizzato un trampolino per il salto con gli sci e alcuni skilift che diedero al paese una spinta verso il turismo grazie allo sviluppo del comprensorio sciistico dello Zoncolan.

Ravascletto piste da sci

 

La Storia

La prima traccia storica certa di Ravascletto si ha in una pergamena conservata nella Biblioteca civica di Udine che porta la data del 5 novembre 1281 nella quale si cita un maso “in villa Rovoscleti” di proprietà dei Canonici di S. Pietro in Carnia; all’epoca il territorio era compreso nei domini del Patriarcato di Aquileia.

I masi, massaricias o mansi, erano tenute agricole costituite da una casa e terreni coltivati da contadini liberi che erano obbligati a corrispondere le decime, in genere in natura e servizi gratuiti al proprietario signore.

Dal Trecento in avanti i documenti si fanno più frequenti. La struttura amministrativa era di stampo feudale, pertanto i privilegi venivano esercitati da soggetti non residenti sul luogo (ad esempio i signori di Valvasone, di Cucagna, di Villalta, la chiesa di Aquileia), non avendosi notizie di famiglie nobili locali. Si deve ricordare che la nobiltà carnica era stata severamente punita dal Patriarca Nicolò del Lussemburgo perché colpevole di aver partecipato alla congiura che portò all’uccisione del Patriarca Bertrando di S. Genesio nel 1350. Nicolò fece decapitare Ermanno di Carnia (o di Lucinis) e distrusse fra il 1351 e 1353 i castelli della Carnia che già avevano subìto i danni del disastroso terremoto del 25 gennaio 1348.

La mancanza di una nobiltà locale lasciò, quindi, spazio all’affermarsi delle strutture comunali che per Zovello sono già attestate nel 1394.

Ravascletto di Seb1
Ravascletto di Seb1 - Wikimedia

All’inizio del Trecento esistevano, oltre all’abitato di Ravascletto, quelli di Palù e Solars (citati nel 1323), già riuniti nel nome collettivo di Monay (1308) e Zovello (1320). Nel 1320 viene citata la chiesa di S. Andrea a Zovello e tre anni dopo è documentata quella di S. Matteo: ciò è a dimostrazione che i villaggi dovevano essere di una certa consistenza, con una popolazione in prevalenza formata da agricoltori e allevatori.

Al momento del passaggio dal Patriarcato alla Repubblica di Venezia, nel 1420, la Valcalda è organizzata in comuni autonomi con propri beni (pascoli, boschi, prati, campi) e propria assemblea (vicìnia) che li gestisce. Ad Occidente troviamo il comune formato da Solars e Campivolo, seguito da quello di Stalis e Palù, comprendente la chiesa principale e quindi Ravascletto. Questi tre comuni formavano l’Università della valle di Monaio che si riuniva periodicamente quando le questioni travalicavano gli interessi del singolo villaggio. All’estremità orientale il villaggio di Zovello che formava comune a sé, ma insieme con Monaio si riuniva a trattare e deliberare sui casi che riguardavano la Valcalda.

Il comune di Ravascletto deve la sua odierna struttura alla riorganizzazione amministrativa realizzata dai francesi nel 1806 quando la Carnia faceva parte del regno d’Italia napoleonico. Zovello fu, fino al 1814, aggregato al comune di Cercivento, per poi tornare, con l’Austria, a far parte di quello di Ravascletto, con il quale condivideva le sorti sin dalle origini.

Da vedere

I centri abitati del comune di Ravascletto, in bella posizione paesaggistica sulla strada che attraversa la Valcalda, sono documentati fin dal sec. XIII e si caratterizzano per la presenza di alcuni interessanti esempi di casa carnica: tra queste, casa da Colauda del sec. XVI e le settecentesche casa Baldisar, casa in Luc, casa de Stalis.

Per quanto riguarda gli edifici sacri, la parrocchiale di S. Matteo Apostolo, settecentesca, conserva due grandi tele (Ultima Cena e Discesa dello Spirito Santo) e un trittico su tavola (Madonna con Bambino e Santi) della fine del Cinquecento ed affreschi di G. Moro (sec. XX). Nella chiesa di Zovello, statue lignee e tavolette dipinte (sec. XVII), ultimo resto di un altare ligneo eseguito da G.A. Agostini.

Da Ravascletto si può raggiungere in funivia il monte Zoncolan, dal quale si può usufruire di un’attrezzata stazione sciistica.

A piedi, in bicicletta, a cavallo, perché no, anche in auto o con comodi pullman, ogni mezzo è in grado di portarci a tesori nascosti per i quali, come per i veri tesori, il valore più grande sta proprio nella loro scoperta.

Malghe, casere, antiche pievi, borghi risparmiati dalla modernità, scorci mozzafiato, le testimonianze della storia romana, del patriarcato, della Repubblica di Venezia e della Grande Guerra, il silenzio dei boschi, il volo dei rapaci. Consigliate le escursioni ai laghetti di Tarond e Crasulina, l’escursione al monte Cròstis e quella al monte Tamai.

Ravascletto, la perla della Valcalda, appare appoggiata nella conca verdissima a 950 mt. di altitudine. La valle, trasversale fra la Val Degano e la Valle del But, è dominata dai massicci del monte Crostis e del monte Arvenis, ha grandi prati e boschi ed è raggiungibile sia dalla strada che sale da Sutrio che da quella che si inerpica da Comeglians.

La posizione di Ravascletto, di fronte e ai piedi del monte Zoncolan ha fatto sì che la località diventasse negli ultimi anni punto di partenza (oltre a Sutrio) per questo polo sciistico a 1700 mt di quota, fra i più attrezzati del Friuli-Venezia Giulia.

Ravascletto Chiesa di San Matteo di Seb1
Ravascletto Chiesa di San Matteo di Seb1 - Wikimedia

 

Da gustare

Formaggi di malga, insaccati, selvaggina, ortaggi, erbe aromatiche, piccoli frutti di bosco, funghi: sono questi i gustosi ingredienti alla base della cucina carnica.

Tra le tipicità di Ravascletto ci sono i cjarsons (agnolotti ripieni dai sapori molteplici e inaspettati), lasagne, polenta e frico, gnocchi, cotechino e crauti, mesta e busa (polenta molto soffice condita con salsiccia e ricotta) ed infine saporitissime erbe di prato insaporite con la pancetta.

E’ ormai decennale tradizione che la terza settimana di Agosto ci sia la Fiesta Tas Corts: una rassegna di prodotti tipici che possono essere gustati direttamente nei cortili delle case degli abitanti di Ravascletto.

Ricette tipiche locali includono gli gnocchi di prugne, preparati inserendo le susine, riempite di zucchero e cannella, all’interno degli gnocchi, che vengono poi conditi con burro, zucchero e cannella. Altri piatti caratteristici sono la lepre in salsa, cucinata con vino rosso, aromi e cotta in aglio e cipolla, dopo una marinatura di 12 ore; altra preparazione tipica è lo “zastoch”, piatto a base di fagioli preparato con patate, zucca e lardo.

Cosa fare

Tra gli eventi che animano il borgo il più popolare è la Fiesta Tas Corts. Sono le donne di Ravascletto le artefici di questa festa gastronomica, una delle più antiche della zona, che si svolge la terza domenica d’agosto nei vari borghi del paese. Per un giorno il paese intero si trasforma in un’unica cucina e trattoria, permettendo ai visitatori di scoprire anche gli scorci degli antichi borghi e cortili, le tipiche case e gli oggetti della cultura e del folclore carnico.

I piatti che le donne del paese preparano per l’occasione sono quelli che ciascuna di loro ha imparato a cucinare dalla madre e dalla nonna e quindi variano da casa a casa e presentano, di volta in volta, mille sapori diversi, frutto dei piccoli segreti che ogni cuoca conserva gelosamente.

Altre manifestazioni sentite dalla popolazione locale sono i festeggiamenti per Sant’Anna in luglio, con musica e gastronomia locale e la fiaccolata di fine anno.

Ravascletto Chiesa di San Matteo di Seb1
Ravascletto Chiesa di San Matteo di Seb1 - Wikimedia

 

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