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Pereto, piccolo centro soleggiato della Marsica, si mostra abbarbicato su uno sperone di roccia alle falde del Monte Fontecellese, un gruppo dei rilievi Simbruini che declina gradatamente verso la piana del Cavaliere, alla destra del fosse Fioio.

Le rocce che dominano nel territorio, di tipo carbonatico, conferiscono alla zona un aspetto aspro e rupestre. Tutt’intorno boschi di roverelle e quercine si alternano a imponenti faggete. Risorse idriche essenziali per l’economia del borgo e la vita dei pascoli di bestiame che popolano il territorio sono i fenomeni carsici, caratterizzanti queste montagne, e l’abbondanza di fresche acque sorgive.

Il Borgo di Pereto

Pereto (Pirìtu in dialetto abruzzese) è un antico borgo dell’alta Valle del Turano, situato a circa 800 m slm. Posizionato al confine con il Lazio, il suo territorio si estende nella zona montuosa compresa tra Monte Fontecellese (mt 1626), Monte Midia (mt 1738) e la cima Vallevona (mt 1803), aggirata dalla via Valeria per opera di un maestoso arco.

Incastonato tra verdi campagne e rilievi muontuosi, da sempre questo territorio rappresenta una terra di frontiera, tanto da ottenere il titolo di “Porta d’Abruzzo”.

A caratterizzare il centro abitato di Pereto è il castello medievale, edificato nella sua forma attuale da Federico II di Svevia che per le dimore strategiche e panoramiche aveva, senza dubbio, un debole. Il maniero, appartenuto anche alla famiglia Colonna, svetta con le sue imponenti torri del XIII secolo, dominando l’intera area. La conservazione, pressoché intatta, del centro storico fa sì che le mura delle torri superstiti armonizzino perfettamente con il tessuto urbano, caratterizzato dalla coesistenza di edifici di epoche diverse, ma tutti riconducibili ad una stessa tipologia architettonica. Le case sono di piccole dimensioni e costruite su vicoli molto stretti che si allargano di tanto in tanto in piazze, sulle quali si affacciano le varie chiese e i palazzi maggiori. Come tutti i castelli che si rispettino, anche tra le mura del castello di Pereto, si narra aggirarsi un fantasma. Quello del conte Rostainuccio Cantelmo, imprigionato qui nel 1400 e poi giustiziato dagli Orsini.

Pereto Scorcio

 

La Storia

Le prime notizie documentate di Pereto risalgono al 955, quando Aligerno, abate di Montecassino, concesse in enfiteusi a Rainaldo, conte dei Marsi e figlio di Doda, il monastero di Santa Maria di Luco insieme a tutti i suoi beni, comprese chiese e conventi, tra cui San Silvestro di Pereto. Rinvenimenti fatti in epoche recenti hanno tuttavia permesso di individuare, in più punti del territorio comunale, resti che risalgono a epoche precedenti.

Prova della lunga e ricca storia del borgo, sono gli antichi cocci e insediamenti umani visibili in molte zone. Tra questi i resti di antiche costruzioni nelle località di Camposecco e La Torretta, o i vari frammenti conservati in località “Pesantagna”.

Pereto Panorama

Il borgo, nei secoli, segna il confine tra diverse aree religiose e politiche, rappresentando un punto strategico sia per la Piana del Cavaliere che per la Marsica. In età preromana e romana, dopo essere entrato a far parte della regione degli Equi, rappresentò uno dei punti di confine strategici tra il popolo Equo, Marso e romano.

Tra l’anno 1000 e il 1400 troviamo annoverato alternativamente tra i possedimenti dell’abbazia di Subiaco, di quella di Montecassino e quella di Farfa. In questi anni, oltre al controllo religioso, ci fu un forte controllo politico, con continui cambi di proprietà. La famiglia de Ponte, nota famiglia della Marsica, ne ottenne il possedimento dall’anno 1150 fino all’anno 1405, cercando di sottrarlo agli Orsini. Questi ultimi nel 1405, attraverso relazioni di parentela e acquisiti, riuscirono ad avere il controllo del castello. A partire dal 1495 fu la famiglia Colonna a dominare il paese fino al 1806 quando, con l’abolizione dei feudi, i loro possedimenti furono ceduti.

Il paese nel 1800 rappresentava ancora un punto di controllo e di scontro, prima con il brigantaggio tra il regno di Napoli e lo Stato Pontificio e poi, con l’Unità d’Italia, tra regno di Napoli e il regno Sabaudo con forme di reazione e con conseguente repressioni. Diverse furono le bande di briganti che infestarono, in quegli anni, questa zona di confine. Nelle cronache locali sono riportate anche epidemie, carestie e terremoti, calamità queste che non hanno saputo piegare ne la popolazione, sempre attiva, ne il paese.

Agli inizi del XX secolo diverse persone emigrarono, inizialmente, verso gli Stati Uniti d’America, e successivamente verso la città di Roma e la sua periferia (Tivoli, Bagni di Tivoli, Guidonia, ecc.) con il conseguente spopolamento del paese. Oggi a fronte di mutate condizioni di lavoro, mentre nuove famiglie si stanno insediando nel centro abitato, si assiste al ritorno in patria di coloro che avevano lasciato la terra natia in cerca di fortuna.

Da vedere

Simbolo di Pereto è il Castello, che maestoso domina la città. La struttura, secondo le tracce ritrovate, sarebbe stato abitato dal 1096, anno di costruzione, fino alla metà del 1400. Completamente abbandonato a partire dal XV sec., rimase esposto alle intemperie, bersaglio del tempo e dell’ incuria: i solai caddero e gli affreschi, di cui oggi ne sopravvivono solo due, scomparvero dalle pareti interne. Le mura, che cingevano l’intero paese, partivano dalla torre maggiore del castello e si riallacciavano ad esso nella opposta torre di nord-ovest.

Pereto Castello

Testimoni della forte tradizione religiosa del borgo sono le diverse chiese ancora oggi ben conservate: San Giorgio, SS Salvatore, San Giovanni Battista, Santa Maria dei Bisognosi e la Grotta di Lourdes e di altre di cui si ha solo menzione nelle carte dal momento che sono state distrutte dal tempo (San Pietro, Santo Mauro, San Nicola, Sant’Angelo, Santa Maria delle Cerque) o non sono più utilizzate per il culto (San Silvestro, Sant’Antonio, Annunziata).

La più importante dal punto di vista storico e culturale è sicuramente la chiesa di San Pietro, posta alle pendici del paese, in località “La croce”. Oggi dell’antica basilica romana risalente al III-IV secolo a.C sono visibili solo alcuni resti. Di grande valore è anche la chiesa di San Silvestro. La notizia certa più antica è del 955 d. C. e molte notizie sono state rintracciate dal momento che è stata sede di uno dei primi conventi di monache clarisse all’epoca di San Francesco. Il complesso rimase attivo fino alla metà dell’anno 1400. Il monastero, posto al di fuori delle mura del paese, è stato nei secoli oggetto di saccheggi e di vandalismi: allo stato attuale sopravvive solo una piccola cappella dove sono ancora visibili degli affreschi.

Se le chiese di San Pietro e San Silvestro vantano origini antiche, l’edificio religioso più famoso è la chiesa della Madonna dei Bisognosi. La sua storia è narrata su di una pergamena risalente al 610 d.C., in cui si racconta la traslazione di un’immagine in legno della Madonna con il bambino in braccio da Siviglia in Spagna sino alla montagna di Serrasecca. Oggetto di pellegrinaggio di papi, re, regine, nobili e tanti fedeli che nel corso dei secoli hanno mantenuto in vita questa chiesa, ancora oggi è simbolo di devozione da parte dei paesi limitrofi e di altre zone prospicienti (rietino, frusinate, aquilano, agro romano).

Tra le chiese del paese merita la visita anche la chiesa di San Giovanni Battista, risalente al 1524, come è riportato su di una targa murata sul portale dell’edificio. Nel centro storico del paese si trova invece la chiesa di San Giorgio martire, fondata nel 1584, come riportato dalla lapide che si trova murata sulla facciata della chiesa.

Pereto

 

Da gustare

La tradizione culinaria di Pereto è vasta e varia dai primi ai dolci, come nella migliore tradizione locale.

Tipici primi piatti della cucina del borgo, sono: frascaregli co’ gli fasoi, una minestra di fagioli e pasta fatta in casa e tagliata a listarella corti, condita con olio, pomodoro e aglio pestato; la cicerchiole, una zuppa di lenticchie con pasta fatta in casa a quadretti; i ravioli dolci con ripieno di ricotta e zucchero conditi con pomodoro; la “polenta alla spianatora” condita con sugo di spuntature o di cacciagione e con gli avanzi di polenta si fanno gli gnocchetti e gli ingrituati, una pasta di farina e acqua sbriciolata.

Specialità di carne è la pecora agliu cutturu (spezzatino di pecora cotto per ore con verdure e vino bianco). Mentre la pizza tradizionalmente sfornata è a pizza ‘e ranu e quella ‘e turcu, rispettivamente a base di grano e di granoturco. Dal miscuglio delle due farine nasce invece la pizza ‘nfrasca.

Molti dei dolci tipici sono legati alle feste religiose. Come i muzzitti, sfoglia arrotolata e ripiena di frutta secca e cioccolato tipici della tradizione natalizia e le pizze ‘e pasqua, dolce lievitato per almeno 24 ore, a base di ricotta, uva passita, frutta candita, uova, zucchero e farina, di forma simile ad un ciambelline. E ancora le ciammellette co’ lu vinu, le tischelle, i gentilini, biscotti tipici peretani, le pizzelle e le uova nella neve.

Cosa fare

Come nella migliore tradizione abruzzese, nell’arco dell’anno, numerosi sono gli eventi a carattere religioso rievocati dalla comunità peretana. Fondamentale è l’attività svolta dalle confraternite locali, impegnate a preservare e tramandare antichi riti. Il borgo di Pereto ne annovera tre: la confraternita del Crocefisso e quelle di San Giovanni Battista e del Ss. Rosario. In passato, ad aprire il calendario di eventi religiosi, era la festa in onore di sant’Antonio Abate, celebrata il 17 gennaio, caratterizzata dalla benedizione degli animali sul piccolo sagrato della chiesa dedicata al santo; oggi, delle antiche usanze, grazie al lavoro svolto dalla proloco, sopravvive unicamente la tradizione della polenta, distribuita con vino, salsicce e spuntature di maiale servite nelle scifette (piatti di legno a forma rettangolare) a tutti i partecipanti.

Il 23 aprile si celebra invece la festa di san Giorgio, patrono di Pereto, durante la quale vengono professati i nuovi confratelli. A maggio, ogni giovedì del mese, partono i Pellegrinaggi della Madonna dei Bisognosi, lungo un percorso di circa due ore e mezza. Al termine della camminata, un picnic e le celebrazioni religiose alla Grotta della Messa del Rosario; l’ultimo giovedì di maggio, inoltre, si tiene la Santa Messa e la processione per le vie del paese in onore della Madonna.

Pereto Vintage

Tra maggio e giugno, ha inoltre luogo il Corpus Domini, una processione per le vie del paese con infiorata. Il ricco calendario di eventi estivi prosegue con la tradizionale processione dei confratelli di San Giovanni Battista il 24 giugno in occasione della festa di San Giovanni, mentre la prima domenica di agosto ha luogo il Pellegrinaggio della SS. Trinità quando grandi e piccoli, uomini e donne di Pereto, a piedi o con mezzi di vario genere, partono dal centro storico del borgo, nella notte tra il venerdì e le prime ore del sabato, per raggiungere il santuario della SS Trinità posto, nel comune di Vallepietra (in provincia di Roma) a 1337 m slm. I pellegrini trascorrono qui la notte del sabato, in ricoveri improvvisati o vicino a fuochi predisposti all’occorrenza. Alle prime luci della domenica tutti i gruppi si riuniscono per il rientro a Pereto dove ad attenderli vi sono amici, parenti e anche curiosi. A conclusione pellegrinaggio, una cerimonia religiosa di ringraziamento celebrata nella chiesa di San Giorgio, e qualche “bevuta” per i più giovani della compagnia. La domenica successiva all’11 settembre si festeggia Santa Croce con la processione dei confratelli di S. Giovanni Battista, mentre nella domenica più prossima al 7 ottobre si celebra la festa della confraternita della Madonna del Rosario con la processione per le vie del paese.

Da anni un evento che contraddistingue Pereto è il Presepe Vivente, manifestazione in costume rievocativa della nascita di Gesù.

Passando dal sacro al profano il calendario estivo peretano è ricco di eventi e manifestazioni che ravvivano il piccolo borgo aquilano. Si parte a luglio con la folcloristica Gnoccata in piazza, dove vengono distribuiti gratuitamente a tutti i partecipanti gli gnocchi preparati dalle donne del paese secondo l’antica tradizinone. Sempre a luglio, il 17 del mese, viene organizzata la Festa della montagna tra giochi, canti e balli, mentre agosto è il periodo della Fiera Piana del Cavaliere, della Canolicchiata, dell’Agosto Peretano con eventi dedicati ai patroni del paese e della Fagiolcotica in piazza.

 

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