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Minervino di Lecce sorge nel Salento, in provincia di Lecce ed è un borgo situato verso il versante Adriatico. Dista circa 5 km da Uggiano la Chiesa, 8 km da Santa Cesaria Terme, 5 km da Porto Badisco, e 42 km da Lecce.

Il Borgo di Minervino di Lecce

Il territorio di Minervino di Lecce, che occupa una superficie di 17,88 km², si estende in gran parte sul bassopiano delle Serre di Poggiardo e di Giuggianello e risulta compreso tra gli 82 e i 127 metri sul livello del mare. Dista circa 40 km da Lecce. Confina a nord con i comuni di Giurdignano e Giuggianello, a est con il comune di Uggiano la Chiesa, a sud con il comune di Santa Cesarea Terme, a ovest con il comune di Poggiardo.

Minervino Madonna delle Grazie

 

La Storia

Circa le origini di Minervino di Lecce, pur non trascurando la teoria che lo dice fondato nel I secolo a. C. dai greci – Yapigi, si tende a dare piu’ credito alla tesi sostenuta da P. Lama che riconduce la fondazione del paese del Salento, attorno all’ anno 1000, avvenuta ad opera dei transfughi di Castro, piu’ volte invasa dai Saraceni e da Guglielmo il Malo. Una volta feudo dei Filomarini, fu venduto ai Signori Ventura, nel 1619, per 116.000 lire. Testimoni silenziosi di antichissime frequentazioni umane sono alcuni monumenti megalitici rinvenuti nella zona: il Dolmen Scusi, il Menhir Ponticelli e il Menhir della Croce.

Il soprannome che gli abitanti di Minervino di Lecce si portano appresso e’ ‘capiddhuzzi’ (da ‘capiddhu’, cappello): questo e’ dovuto alla loro indole altezzosa ed un poco presuntuosa. Infatti quando tutti gli abitanti dei paesi limitrofi usavano indossare i cosiddetti ‘coppulini’ (piccoli baschi) a Minervino di Lecce si portava invece il cappello, considerato il copricapo tipico dei Signori. Il protettore di Minervino e’ Sant’ Antonio da Padova.

Minervino Convento di S. Antonio

 

Da vedere

Entrando a Minervino di Lecce, il primo particolare che ci colpisce è la presenza di numerose chiese, quasi a testimoniare il particolare attaccamento della popolazione alla fede cristiana. La Chiesa Matrice, dedicata a San Michele Arcangelo, è una delle piu’ belle chiese rinascimentali del Salento. Edificata intorno alla metà del 1500, era considerata e lo è tuttora una Chiesa destinata a raccogliere e tenere unita tutta la popolazione. Molto belli sono i portali con degli intagli delicati, il ricco ed ampio rosone che richiama Santa Croce di Lecce, mentre di pregevole fattura e’ la maestosa campana di bronzo che , si racconta, sia capace, con i suoi veementi tocchi, ad tenere lontani dal centro abitato i temporali piu’ violenti.

Una vera fortezza è considerato il Palazzo Venturi, munito di canditoie che servivano a difendersi dagli attacchi dei nemici. Di particolare valore artistico è il portale bugnano sul quale troneggia lo stemma dei Venturi. Palazzo Scarciglia possiede un bellissimo atrio. Presenta decorazioni floreali ed è arricchito da balaustre molto particolari.

La piccola Cappella dell’Addolorata è situata a poca distanza dalla matrice. e’ a navata unica ed è impreziosita dalle tele attribuite ad Oronzo Tiso.  Del secolo XVII è pure il Convento, con la Chiesa annessa (di Sant’Antonio), dei minori Osservanti Riformati (1624-1628).

Nel paese sono presenti altre chiese quali quella dell’Immacolata, della madonna delle Grazie con una volta molto particolare e con un altare maggiore risalente al 1680. Caratteristica della Chiesa della Madonna delle Grazie è il piano molto piu’ basso di quello della via e vi si scende con dodici gradini.

L’antica Chiesa di San Pietro e Santa Croce concludono l’elenco delle numerose chiese presenti sul territorio.

Un’attrattiva molto particolare di questo centro è costituita dalla presenza di “Dolmen” e “Menhir”. Sono Spesso oggetto di particolare attenzione poichè si tratta di “monumenti antichissimi”. Il piu’ bel dolmen della provincia di Lecce si trova a Minervino ed è denominato “Li Scusi”. E’ anche il più grande e lo stato di conservazione è davvero ottimo.

Minervino Dolmen Li Scusi

In ultimo, di rilevante importanza, è il “Trappeto Ipogeo” di notevoli dimensioni (700 metri quadri), interamente scavato nella roccia. La struttura è a grotta o alla calabrese ed è sottoposta al piano stradale di circa 3 metri.

La frazione di Cocumola

Cocumola era un luogo dove c’erano capanne, tuguri rustici, per cui dal latino, per cui dal latino “Cucumula” è derivato Cocumola. Siccome in latino Cocumola significa “piccolo vaso”, si crede che in questa zona era presente l’arte figula e botteghe che confezionavano questi vasi. Patrono del paese è San Nicola, al quale è dedicata la Chiesa Matrice. Si puo’ visitare una vecchia torre con l’emblema che raffigura una biscia. Particolare è la pietrafitta “della Croce” alta m.3.75.

La frazione di Specchia Gallone

La frazione fu, un tempo, postazione di vedetta per la difesa dalle invasioni nemiche. Da Specola si chiamò Specchia cui venne poi aggiunto il termine Gallone in onore di Gian Battista Gallone, feudatario delle terre circostanti. Particolarmente interessante è la Cappella di Sant’Anna che raccoglie affreschi di spiccato valore artistico.

Il presepe vivente

A Minervino il presepe vivente raggiunge la 4^ edizione firmata O.g.m.. Il merito dei soci dell’Officina Giovani Minervino, è stato solo quello di voler riprendere, una tradizione interrotta per ben 14 anni. La manifestazione si svolge all’interno di un frantoio ipogeo di 700 metri quadri, uno dei più grandi del Salento e dei più antichi, infatti risale al XVI sec. Offre numerosi spunti a chi lo realizza perchè quasi interamente ricavato dal banco roccioso, presenta un sorprendente susseguirsi di nicchie che danno al visitatore la sensazione di trovarsi in luogo perduto nel tempo; ulteriore fascino, inoltre, viene fornito dal fatto che passando sotto il piano stradale ad una profondità di 3 metri il visitatore si trova disorientato e sorpreso dal fatto che entrando da un lato delle strada, uscendo, si ritroverà dal lato opposto.

Minervino Presepe Vivente Ipogeo

All’interno del frantoio il visitatore vedrà affiancato all’antica Betlemme, alla quale ogni anno si cerca di dare sempre una nuova interpretazione, il Salento con i suoi colori, profumi, animali e soprattutto antichi mestieri. il viaggio all’interno del presepe viene allietato da degustazioni di prodotti tipici offerti per l’occasione dalle realtà presenti nel territorio. Sul piazzale che si trova all’esterno oltre a degustare le tradizionali “pittule”, preparate ad arte dalle esperte donne minervinesi, e il vin brulè, il visitatore resta incantato da numerose iniziative che variano di giorno in giorno.

La realizzazione di questo spettacolo, che l’associazione riesce ad offrire ai suoi ospiti, è frutto di un lungo lavoro di preparazione, ricerca ma soprattutto di collaborazione con tutta la comunità Minervinese, infatti, oltre alle 100 comparse che animano la rappresentazione, c’è chi mette a disposizione dell’evento il proprio tempo e il proprio talento. È possibile visitare il Presepe Vivente nei giorni festivi ricadenti nel periodo delle Festività Natalizie, dalle ore 17:00 fino alle ore 21:00. Da non perdere l’arrivo dei Re Magi il 6 gennaio intorno alle 19, dove, come momento dell’ questo evento.

Da gustare

Tra i prodotti che più contraddistinguono Minervino di Lecce e il suo territorio spicca sicuramente l'olio extravergine d'oliva: grazie al particolare territorio e alle condizioni climatiche, nella zona di Minervino si produce un olio di altissima qualità: il suo colore dorato e limipido e il suo gusto importante sanno caratterizzare al meglio i piatti della cucina locale. 

Grazie a questa produzione di olio di qualità, anche i sottoli sono presenze caratteristiche delle tavole di Minervino, e il pasto è sempre accompagnato da un vino rosso del luogo, come può essere un Negramaro o un Novello del Salento

Cosa fare

Uno degli eventi che eglio racconta l’attaccamento alla cultura e alla tradizione locale e quelle delle famose Tavole di San Giuseppe: sono grandi tavolate che le famiglie di alcuni paesi del Salento imbandiscono il 18 e il 19 marzo di ogni anno in onore di San Giuseppe. Queste tavole sono realizzate con diverse pietanze che vanno dai lampascioni alle “rape”, dai “vermiceddhri” (tipo di pasta con cavoli), dalla massa al pesce fritto, dalle pittule alla zeppola, dal pane a forma di grossa ciambella ai finocchi e alle arance, sapientemente preparate dalla massaie del paese. Il tutto viene consumato a mezzogiorno del 19 marzo dai cosiddetti “santi” impersonati da amici o parenti delle famiglie che vanno da un numero minimo di tre (San Giuseppe, Gesù Bambino e la Madonna) a un numero massimo di tredici, sempre comunque di numero dispari. Ogni anno, a partire dal 2005, il 19 marzo, con inizio del rito alle ore 18:00, l’Amministrazione Comunale insieme alla locale Pro-Loco Minerva organizzano la “Tavola di San Giuseppe” in piazza Umberto I°, ove sono invitate persone illustri a impersonare i tredici “Santi”. Un appuntamento molto sentito dalla popolazione tanto che la stessa partecipa con devozione ed affetto. Dal 2011, la tradizionale Tavola di San Giuseppe è realizzata dal Comitato Feste, all’interno della Chiesa Madre di San Biagio a Specchia Gallone, con inizio del rito alle ore 10:00 del 19 marzo.

Minervino Chiesa Madre S. Michele Arcangelo

Una delle ricorrenze più sentite è la tradizionale Festa di S.Antonio, Santo Patrono di Minervino di Lecce che si celebra il 10-11-12 Agosto di ogni anno. Poi ancora, tra le feste religiose e civili con intrattenimenti folcloristici vanno ricordate quella di San Biagio, Santo Patrono della frazione di Specchia Gallone il 3 Febbraio, Sant’Anna nella frazione di Specchia Gallone il 27 e 28 Luglio, San Nicola, il Santo Patrono della frazione di Cocumola il 9 Maggio e, infine, la Madonna dell’Uragano nella frazione di Cocumola il 2° fine settimana di Settembre. Il 13 Dicembra si festeggia Santa Lucia in cui è tradizione accendere, alla fine dell’ultima messa vespertina, un grande fuoco (detto “vamparrina”) che può raggiungere diversi metri d’altezza. In epoca passata questo fuoco era considerato come di buon auspicio per l’intero paese e territorio circostante

Per quanto riguarda le fiere vanno ricordate: la Fiera di Santa Croce, la prima Domenica di Maggio, dedicata al bestiame e all’agricoltura in generale; la Fiera delle Messi, la prima Domenica di Luglio, sempre dedicata al bestiame all’agricoltura ingenerale; e infine la Fiera della Madonna dell’Uragano, la seconda Domenica di Settembre, dedicata al bestiame all’agricoltura in generale con annessa sagra del maiale a suon di musica tipica.

Tra le sagre sono ad ricordare: la Sagra della Massa di S. Giuseppe, il secondo fine settimana di Marzo, organizzata dal Circolo Caccia e Pesca “Santu Vasili” di Minervino di Lecce in piazza Umberto I°; la Sagra di San Giuseppe a Cocumola il 19 Marzo, organizzata dal locale Gruppo Donatori Sangue Fratres; “U Paninu da Zita”, manifestazione organizzata dall’omonima Associazione, in Piazza Umberto I° nel mese di Maggio; la Festa delle Messi, manifestazione organizzata dall’omonima Associazione, in Piazza San Pietro, nel mese di Giugno; la Sagra della “Frisella” (pane secco a forma di tarallo; consumato dopo averlo immerso n acqua e condito con pomodori, sale e olio), l’ultimo sabato di luglio, organizzata dall’Associazione Sant’Anna di Specchia Gallone nello spazio attrezzato retrostante la Cappella di Sant’Anna; la Massa d’estate, due giorni, nei primi di agosto, organizzata dalla locale Pro-Loco Minerva, in piazza San Pietro in Minervinodi Lecce; l’Anguriata, nel mese di agosto, manifestazione organizzata dal Circolo Caccia e Pesca “Santu Vasili” di Minervino di Lecce, in via Kennedy nei pressi di Padre Pio; la Festa della “Pitilla” (pane ottenuto con farina, lievito madre e molta acqua; consumato caldo e condito con olio ed eventualmente anche pomodori) il 19 agosto, organizzata dal Gruppo Donatori Sangue Fratres di Specchia Gallone nello spazio attrezzato retrostante la Cappella di Sant’Anna.