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Silvi, cittadina della Provincia di Teramo, è definita “la perla dell’Adriatico” per la sua unicità, che la contraddistingue dalle altre località situate sulla costa Adriatica.

Il Borgo di Silvi

Anticamente Silvi veniva chiamata Matrinum o Silva (età Romana) e Castel Belfiore o Castrum Silvi (nel medioevo), Silvi fino al 1931 apparteneva al confinante Comune di Atri, come il comune limitrofo di Pineto. Il suo territorio è però inserito nell’area metropolitana di Pescara, città dalla quale dista solo pochi chilometri.

Situata ai piedi delle suggestive colline di Città Sant’Angelo ed Atri, Silvi è una stazione balneare, con un arenile lungo 6 km dalla torre di Cerrano al Fiume Piomba. Attrezzata con alberghi, campeggi e stabilimenti balneari, inoltre dispone di una stazione ferroviaria.

Il centro storico si trova sulla parte collinare, a 4 km da Silvi Marina, ad una altitudine di 242 m s.l.m. Silvi è attraversata da numerosi corsi d’acqua: fiume Piomba (45 km), Torrente o Fosso del gallo (14 km), Torrente Cerrano (10 km), fosso Concio (5,5 km), fosso Marinelli San Silvestro (6.5 km).

Silvi panorama

 

La Storia

Silva è l´antico nome dell´odierna Silvi, legato, come suggerisce l´antico etimo, alla ricca vegetazione del luogo.

I primi insediamenti abitativi, soprattutto costieri, risalgono ad epoca romana e sono legati all´antico Municipium di Atri al quale resero numerosi servizi grazie al famoso porto Macrinum (alla foce del torrente Piomba) ed al Porto di Cerrano, punto nevralgico della costa abruzzese, ma anche Adriatica in generale.

In seguito, numerose vicende storiche, quali invasioni barbariche, problemi politici e sociali, ma anche vicende naturali, segnarono il declino e la scomparsa di questi insediamenti costieri e quindi uno spostamento delta vita sociale sull´altura, luogo certamente più sicuro per la popolazione.

Silvi Marina Panoramica

Il territorio di Silvi con il suo Castello e la sua Marina vide sorgere i primi insediamenti in epoca preromana. Nel medioevo divenne feudo benedettino della diocesi di San Giovanni in Venere di Lanciano e partecipò suo malgrado alle vicende spesso sanguinose che caratterizzarono questo periodo di guerre di conquista e consolidamento.

Il Comune di Silvi, nella forma moderna, nasce, come il resto dei Comuni d’Italia, con la discesa di Napoleone e la creazione del Regno d’Italia. Con Napoleone, infatti, vennero aboliti i privilegi feudali (1806), ci fu lo sviluppo degli apparati burocratici e molte funzioni vennero affidate ai Comuni come per esempio lo stato civile e l’anagrafe fino ad allora gestiti dagli organi ecclesiastici.

Da vedere

Oltre alle bellissime spiagge di Silvi Marina si può passeggiare nel borgo medievale di Silvi Alta, che era l’antica Castrum Silvi. Da quì si può godere uno splendido panorama verso il Gran Sasso.

Quì troviamo anche la Cattedrale di San Salvatore, dell’XI sec., con torre campanaria del ‘700 e affreschi del XII sec.

Consigliamo inoltre un’escursione verso la costa dove si trovano alcune ville dell’800. Nelle colline è invece possibile ammirare ancora qualche pianta di liquirizia.

Silvi panoramica bassa

 

Cosa fare

Lu Ciancialone è una tradizione nata nel XVI secolo, legata alle terribili vicende dei predoni turchi, è quella del “Ciancialone”. Si festeggia l’ultima domenica di maggio nella frazione Silvi Paese (o chiamata anche Belvedere di Silvi) e impegna tutto il paese nell’allestimento di un grosso cilindro costituito di canne legate tra loro, alto fino a dieci metri. Issato verticalmente nella piazza principale e acceso, richiama attorno una folla festante che danza e fa baldoria fino ad esaurimento del ciancialone.

La tradizione è legata a una leggenda ambientata intorno al XIV secolo. All’epoca i Turchi sbarcarono nel porticciolo del Cerrano (l’antico porto di Atri e Silvi) e, dopo avere saccheggiato tutto quello che di utile c’era, si diressero verso la località di Silvi. Tutta la popolazione fu chiamata a difendere la città, allorché un giovane coraggioso di nome Leone scese dalla collina con una fiaccola in mano e li affrontò. Avviandosi, quella fiaccola miracolosamente emanò una luce sempre più intensa, tanto che gli invasori credettero che un intero esercito fosse lì ad aspettarli. Per paura di perdere il bottino già conquistato, si ritirarono.

Inoltre, a Silvi, dal primo venerdì dopo la metà di luglio fino al martedì seguente, c’è un avvenimento a cui non si può mancare se si soggiorna in Abruzzo. Una mostra per le vie cittadine delle arti e dei mestieri “di una volta” per rivivere insieme il passato dell’antica terra abruzzese. Chiudere gli occhi e viaggiare nel tempo rievocando usi e costumi della vita quotidiana abruzzese in un alternarsi armonico di suoni, racconti, colori, mestieri e sapori. Mestieri in primo luogo, quelli della gente di Silvi: ci sarà il marinaio, il falegname, il fabbro la tessitrice, il contadino, e molti altri. Teatro di tale manifestazione è la roccaforte di Silvi che imponente si affaccia sull’Adriatico. Nelle sue strette e incantevoli vie ci farà ammirare i dimenticati attrezzi agricoli e marinareschi. Numerosi artigiani inoltre saranno in opera dando forma, con le loro mani, ad oggetti antichi e moderni, ricreando così la tipica atmosfera delle botteghe medievali. Inoltre ci saranno stand gastronomici per poter degustare i tipici prodotti delle terre silvarole, in una piazza dalla quale si può ammirare tutto il panorama della costa abruzzese, un’emozione unica da vivere.

Nel corso delle serate ci saranno anche avvenimenti folkloristici come la corsa degli asini, la corsa coi sacchi e tanto altro come il celebre ballo della pupa.

Silvi Marina Dettaglio