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Austis è un piccolo comune di circa 800 abitanti della provincia di Nuoro, nella Sardegna centrale, alle pendici del Gennargentu, appartenente alla regione storica della Barbagia di Ollolai, ai confini con il Barigadu ed il Mandrolisai.

Il Borgo di Austis

Borgo dalle origini antiche Austis sorge in una zona avvolta dalla natura e dalle foreste. Il territorio che lo circonda è ricco di boschi di querce, sugheri e lecci, e si estende per circa 5500 ettari di superficie. Nel fondovalle si trova il lago Benzone, lago artificiale alimentato dal fiume Taloro. Il centro storico racconta il passato del borgo nello stile di una volta, grazie alle case in granito che ancora lo caratterizzano.

Il nome deriva dalle origini Romane del borgo: durante l’invasione dell’Isola, l’Imperatore Augusto fece stabilire qui una stazione militare per il controllo del ribelle territorio, su un preesistente villaggio di origini preistoriche-nuragiche.

Legata ad Austis si tramanda ancora oggi la leggenda di Sa Crabarissa.

Una popolare leggenda narra che una fanciulla originaria di Cabras, da cui il termine Crabarissa (Donna di Cabras), si innamorò di un pastore di Austis conosciuto durante la transumanza invernale, che dalle montagne faceva scendere le greggi alla ricerca dei pascoli migliori, fino alla costa dove il clima era più mite. Furono scambiati i doni e le promesse di matrimonio. Finita la transumanza il pastore ripartì per la montagna e la ragazza attese invano il suo ritorno. La giovane intraprese il lungo viaggio verso la montagna e giunta ad Austis trovò il pastore sposato con un'altra donna e, nel ritorno verso la pianura, la giovane rimase pietrificata dal dolore.
(dal sito web del Comune)

Il blocco di granito, alto oltre 40 metri, è facilmente raggiungibile dal vicino centro abitato e, nell’insieme, ricorda le forme di una ragazza in costume tradizionale.

La Storia

Il territorio di Austis, abitato fin da tempi lontanissimi, è ricco di testimonianze di frequentazioni umane risalenti all'età del bronzo (1700 a.C.), tesi questa confermata dai resti della civiltà nuragica presenti nelle immediate vicinanze del centro abitato.

Austis nasce urbanisticamente come “stazzo”, luogo di stazionamento, in epoca Romano-Augustea lungo la strada che da “Caralis”, l’attuale Cagliari, portava a Olbia passando per “Forum Traiani”, oggi Fordongianus, e Sorabile, nei pressi dell’attuale abitato di Fonni.

Nel Medioevo è ricordato per la presenza, nel suo territorio, della chiesa di Sant’Agostino, l’unica nella zona in cui si potesse praticare il rito del Battesimo Solenne; questo fa supporre che nel medioevo “Aùstis” dovesse essere uno dei centri più grossi ed importanti di tutto il circondario.

Appartenente al Giudicato di Arborea, e poi fino al 1461 sotto il controllo del Re, fu annesso al Marchesato di Oristano e, nei secoli successivi, fu controllato da diverse famiglie nobili. Nel 1807 il paese entrò a far parte della prefettura di Sorgono e, in seguito, di quella di Busachi. Oggi fa parte della Provincia di Nuoro mentre la Chiesa fa capo all’Arcidiocesi di Oristano.

Da vedere

Tra gli elementi di pregio del borgo e del suo territorio spiccano numerosi siti archeologici tra cui il sito nuragico di Perda Longa, ed i vari Nuraghi, dei quali il meglio conservato è quello in località “Isteccorì".

La Chiesa della Beata Vergine Assunta, risalente al 1567, si caratterizza soprattutto per la pendenza del percorso che porta dall’ingresso al presbiterio. All’interno si possono ammirare diverse sculture dell’artista locale Elio Sanna, tra le quali spicca un crocifisso che sovrasta la fonte battesimale. Recentemente, inoltre, è stato ristrutturato il coro ligneo aggiunto alla costruzione originaria nel 1829.

Di particolare bellezza è la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, fatta costruire nel 1664 dai coniugi Grissante Satta e Giovanna Maria Dessì, sull’altopiano chiamato “Sa Sedda de Basilocu”.

Il territorio regala scenari di rara bellezza, si presta ad escursioni a cavallo e in mountain-bike (oltre che Trekking e Fit-Walking a piedi), attraverso centinaia di sentieri. Da numerosi punti panoramici è possibile ammirare i paesaggi granitici locali o le punte del Gennargentu, la catena del Marghine fino, in giornate prive di foschia, a scorgere il mare di Oristano.

Oltre la citata “Sa Crabarissa” vi sono altre rocce particolari, scolpite nei secoli da vento e acqua: “Sa Conca de Su Cannizzu”, massiccio alto circa 10 metri dalle sembianze di un’aquila (rapace che non di rado si riesce a vedere realmente da queste parti); “Sa Conca de Oppiàne”, “Su Nòu Pertùntu”, “Su Nòu Orruendèche”, suggestiva sequenza di due massicci granitici monolitici sovrapposti uno sull’altro e a loro volta poggianti su un terzo inferiore affiorante dal terreno, e ancora il Dolmen “Perda Longa”. Un altro luogo che il naturale trascorrere del tempo ha reso “magico” è la foresta vergine di “Tannòro”, una vasta zona incontaminata e percorribile solo a piedi attraverso aspri e suggestivi sentieri nel bosco più profondo, solcato da un torrente che rende quasi magico questo luogo. Testimoni dell’epoca dei “Carbonai” sono invece diverse piazzole su cui venivano realizzate “Sas Fogàias” sparse per il territorio ed ancora ben definite e visitabili, o i resti di alcuni ovili storici anticamente realizzati in pietra e frasche.

 

Da gustare

Tra i piatti tipici della cucina di Austis ricordiamo in particolare sa fregula istuvada, piatto tipico a base di pasta di semola al forno, i ravioli di formaggio fresco e patate e le seadas, ripiene di formaggio fresco.

Inoltre, caratteristici della cucina di Austis sono i maccarroneddos, piccoli gnocchetti di pasta di semola fresca, lavorati a mano come vuole la tradizione.

Come per il resto dell'Isola la produzione del pane è legata alla quotidianità e ai momenti di passaggio della vita. Tra i numerosi tipi di pane ricordiamo su Pane Cannèddu Modde” e Canneddu Grùssu o “Assàu, su Pane cun Ghèrdas e cun Patàta, Su Pane Pintàu decorato e realizzato per le cerimonie festive, ma soprattutto Su Pane Fresa, pane sottile e croccante dalla caratteristica forma ovale costituito da due grandi sfoglie (una spessa esterna ed una più sottile interna) messe una sull’altra e piegate in due in senso trasversale, ed il suo derivato Fresa Lente, identico al precedente ma morbido anziché croccante; tutti pani realizzati a mano.

Tipici della cucina di Austis sono poi i formaggi: pecorini, caprini, misti, freschi e stagionati, molli e induriti, preparati con gli strumenti e le tecniche che derivano dall’antichissima tradizione agropastorale mai abbandonata.

Cosa fare

La festa civile e religiosa più importante ad Austis è quella in onore di Sant’Antonio da Padova, a cui da anni è abbinata Cortes Apertas, un appuntamento annuale che nasce nel 2006 e dura due giorni, durante i quali i produttori locali organizzano numerose degustazioni. Vengono valorizzate le antiche usanze, messi in mostra gli abiti di una volta e, in generale, si riporta in vita la quotidianità di un passato che viene cosi tramandato. La festa di San'Antonio si svolge la terza domenica di settembre (e la successiva per “S’ottada”, l’ottava), nell'omonima chiesa rurale, e la sera nella piazza Corroga, all'interno del centro abitato. La ricorrenza è legata alla pastorizia e all’agricoltura: balli e canti tradizionali animano il luogo e riportano in vita usanze antiche ma mai sopite, come il tradizionale “Ballu a Chintorzu”, ballo in piazza tramandato nei secoli e comandato e gestito da persone esterne al ballo stesso, testimonianza di antichi riti pagani.

Il 16 e 17 gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate, Sant’Antoni ‘e su fogu, celebrato in tutta la Sardegna. Un grande tronco da ardere, il falò, viene preparato durante i giorni precedenti nella piazza vicino alla chiesa parrocchiale. La sera del 16, prima che vengano recitati i vespri, viene acceso il fuoco che, dopo la celebrazione, viene benedetto dal sacerdote. Dopo questo rito hanno inizio i balli e i festeggiamenti intorno al falò fino a tarda serata, a volte fino all’alba. È in quest’occasione che fanno la prima uscita annuale le antiche maschere carnevalesche Austesi de Sos Colonganos e S’Urtzu.

Legata alla festa di Sant’Antonio va ricordata la tradizione di “Sa pane manna”, che nasce come richiesta di grazia al Santo da parte dei contadini. La sera del 16, coloro che hanno fatto “sa pane manna”, dolce tradizionale, la portano in chiesa per la benedizione. Il dolce viene offerto alla comunità e consumato attorno al falò.

Dopo i riti pasquali, il 13 Giugno, si svolgono i festeggiamenti religiosi e la processione in onore di Sant’Antonio da Padova, nell’omonimo Santuario Campestre. Il 24 Giugno si svolgono i festeggiamenti religiosi e la processione in onore di San Giovanni Battista, mentre il 15 Agosto vi sono quelli in onore della patrona del paese, la Beata Vergine Assunta.

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