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Manifesto dei Sindaci per la legalita ' contro il gioco d'azzardo

Il gioco d’azzardo è largamente presente in tutte le regioni d’Italia e nel 2017 si conferma al secondo posto tra le industrie italiane, assorbendo oltre il 12% della spesa delle famiglie. Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo

 

L'Associazione Borghi Autentici d'Italia invita i propri associati ad aderire al Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo, nell'ambito della partnership tra l’Associazione Borghi Autentici d’Italia e la Scuola delle Buone Pratiche (promossa da Legautonomie Lombardia e Terre di Mezzo)

LO SCENARIO

I dati forniti dalla Commissione Bicamerale Antimafia 2016, dalle Ricerche del CNR sul gioco d’azzardo in Italia nel 2017 e dalle ricerche condotte dalle Asl, confermano la grande e preoccupante diffusione del gioco d’azzardo nel territorio italiano. Infatti, dopo la leggera flessione del 2013 e 2014, dal 2015 è di nuovo aumentata la raccolta, che ammontava a 95.969 milioni di euro nel 2016, secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e arriva a oltre 100 miliardi nel 2017 secondo le stime di diversi affermati istituti.

Il gioco d’azzardo è largamente presente in tutte le regioni d’Italia e nel 2017 si conferma al secondo posto tra le industrie italiane, assorbendo oltre il 12% della spesa delle famiglie.

In Italia mancano ricerche statistiche e dati certi ufficiali sui giocatori, ma secondo stime internazionali e nazionali, quali il Rapporto del Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (IFC-CNR) si può calcolare che il 42,8% degli italiani, oltre 17 milioni di Italiani fra i 15 e i 64 anni, si concede ogni anno almeno una volta il gusto dell’azzardo legale. Tra i giocatori aumentano i problematici, stimati in 400.000 nel 2017.

In mezzo c’è un’area grigia di chi trascorre ore nei bar, nelle tabaccherie, tra slot, gratta e vinci e lotto istantaneo: due milioni e mezzo di giocatori che, pur non compulsivi, investono cifre consistenti di denaro nella speranza del colpo di fortuna che possa cambiare la loro vita.

Le persone più coinvolte dalla dipendenza del gioco d’azzardo sono le fasce più fragili della nostra società, i minori e gli anziani, chi ha una minore scolarizzazione, chi ha un lavoro più precario, chi è in difficoltà nel trovare una propria identità, chi vive in una famiglia e in un ambiente favorevoli al gioco d’azzardo.

Giocano anche gli adolescenti: sempre il Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa (Ifc-Cnr), ha rilevato tramite il progetto ESPAD®Italia i dati relativi alla diffusione del gioco d’azzardo fra gli studenti tra i 15 e i 19 anni nel 2016: gli adolescenti giocatori sono intorno al 40%,  circa un milione di giovani. Sono l’11% i giocatori a rischio, e l’8% quelli problematici. A essere coinvolti sono maggiormente i maschi, 50% contro il 30% delle coetanee, e le prevalenze in entrambi i generi crescono progressivamente con l’età, passando dal 34% dei 15enni al 40% dei 17enni, fino al 47% dei 19enni.  Le cifre sono importanti, considerato che per i minorenni il gioco d’azzardo è illegale, e si legano all’estrema facilità con cui i giovanissimi riescono a entrare in contatto con i luoghi adibiti.

I dati però forniscono un elemento di speranza importante: negli ultimi anni i giovani giocatori sono diminuiti, passando da 1,4 milioni a 1 milione. Progetti condotti nelle scuole con gli studenti confermano la loro disponibilità a farsi coinvolgere in riflessioni sui danni che può provocare il gioco d’azzardo, e questi dati confortano nelle azioni di sensibilizzazione che gli Enti locali stanno portando avanti.

L'indagine Anziani e Azzardo, condotta da Gruppo Abele, Auser Nazionale in collaborazione con Libera, ha avuto quale obiettivo l'esplorazione del comportamento di gioco d'azzardo tra la popolazione over 65 incontrata da Auser in 15 regioni d'Italia nel 2014. Tale ricerca è confermata dall’indagine dell’Asl di Bergamo nel 2015 promossa e coordinata dall’ASL DI BERGAMO – Dipartimento Dipendenze – Osservatorio Dipendenze, in collaborazione con Federconsumatori, Adiconsum, Sindacati pensionati CGIL e CISL, Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, L’Eco di Bergamo, con il coinvolgimento dei Medici di Assistenza Primaria, e condotta dalla Sezione di Epidemiologia e ricerca sui Servizi Sanitari del CNR – Istituto di Fisiologia Clinica.

Il 70,7% dei partecipanti all’indagine ha giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno precedente; tra i vari giochi, quelli maggiormente utilizzati sono stati Gratta e vinci e lotterie istantanee, Lotto e Superenalotto. Secondo le risposte ottenute, il 14,4% delle persone sono risultate a rischio, ovvero con presenza di elementi problematici che potrebbero nel tempo evolvere in  situazioni più gravi. Per il 16,4%, invece, il gioco d’azzardo sembra già rappresentare un problema di gravità medio/elevata e che richiederebbe un intervento specialistico.

La dipendenza dal gioco è una vera e propria malattia che compromette lo stato di salute fisica e psichica del giocatore, il quale non riuscirà a uscirne da solo.

I rischi di dipendenza dal gioco d’azzardo sono stati riscontrati fin dal 1980 dall’American Psychiatric Association che ha riconosciuto che il gioco d’azzardo può assumere la connotazione di un vero e proprio disturbo psichiatrico; nel 1992 l’Organizzazione Mondiale della sanità ha inserito il gioco d’azzardo patologico  fra le dipendenze, nel 1994 il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali IV ha classificato il gioco d’azzardo patologico (GAP) come “disturbo del controllo degli impulsi che compromette le attività personali, familiari o lavorative, e nel 2013 l’ American Psychiatric Association ha elaborato una nuova definizione più aggiornata e scientificamente corretta ovvero:  "Disturbo da Gioco d'Azzardo".

Nel 2012 il Decreto Balduzzi 2012, D.L. 158 del 13.09.2012 ha elaborato l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia (art. 5, comma 2), e in attuazione di tale disposizione, è stato approvato il Piano d’azione nazionale; il 18 marzo 2017 il DPCM ha inserito  e finanziato la dipendenza da gioco d’azzardo nei nuovi  LEA.

Tra il 2012 e il 2016 diciassette Regioni italiane hanno approvato e aggiornato leggi con norme per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo patologico; il 6 dicembre 2017 la Conferenza Unificata Stato-Regioni ha approvato le “Linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da gioco d’azzardo patologico (GAP)”: nel documento la definizione GAP viene sostituita con la definizione  DGA (Disturbo gioco azzardo).

La persona affetta da Disturbo da Gioco d’Azzardo è cronicamente e progressivamente incapace di resistere all’impulso di giocare, gioca tutte le risorse disponibili nella propria famiglia, e spesso si trova nella condizione di dover chiedere  prestiti a usurai o a fonti illegali, oppure di venire arrestato per falsificazione, frode, appropriazione indebita o evasione fiscale mirate a ottenere danaro per giocare; a volte  giunge alla perdita del lavoro per assenteismo. Tutto questo produce sofferenza, difficoltà di relazione anche all’interno della famiglia, litigi e vulnerabilità, fino al suicidio e all’omicidio.

Nella maggior parte dei casi  la patologia del gioco di azzardo patologico, nonostante sia riconosciuta a livello nazionale nei livelli essenziali di assistenza,  non è stata suffragata da finanziamenti certi e continui per interventi del servizio sanitario, così che nel nostro Paese si è prodotta una situazione a macchia di leopardo, con aree completamente prive di assistenza specifica e aree dove la sensibilità di alcune Regioni, Asl, Amministrazioni o operatori del privato sociale ha saputo creare servizi ed interventi efficaci.

La situazione si è modificata con i finanziamenti destinati alle Regioni per la prevenzione e la cura delle persone che hanno un disturbo da gioco d’azzardo, con le leggi finanziarie 2016 e 2017. Un ricorso del Codacons al Tar del Lazio, ha però finora bloccato i finanziamenti.

È stato in discussione per molti mesi presso la Conferenza Unificata Stato-Regioni, un accordo sulla definizione delle  caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie il gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori e di prevenire il rischio di accesso dei minori di età. In data 7 settembre 2017 la Conferenza ha raggiunto l’accordo per alcune norme importanti sia sulla riduzione dell’offerta di gioco sia sui poteri alle Regioni e ai Comuni per la distribuzione e concentrazione territoriale sia per la riduzione oraria dell’offerta di gioco. Tali accordi però non sono stati recepiti attraverso i decreti che il Governo avrebbe dovuto emanare entro il 31 ottobre.

Risulta dunque particolarmente importante un’azione locale finalizzata a creare conoscenza, consapevolezza e prevenzione verso i rischi del gioco d’azzardo.

La dipendenza da gioco si configura infatti come una questione socio-sanitaria, che coinvolge il sistema sanitario nazionale, le regioni, le ATS, le Asl, le Amministrazioni locali e le comunità nel loro insieme: è una questione che coinvolge anche la nostra comunità e la nostra Amministrazione, e va affrontata prima di tutto a livello di prevenzione, culturale e sociale; ma richiede anche interventi normativi e regolativi a livello nazionale, regionale e comunale, essendo questi ultimi suffragati dalla nota del Ministero dell’Interno, Protocollo 557/PAS/U/004248/12001(1) in data 06/03/2014 classifica 12001(1), dalla pronuncia della Corte Costituzionale n. 220/2014 e da sentenze del Consiglio di Stato, Dalla  sentenza n. 4593 del 21 settembre 2015 del Consiglio di Stato, e dalla Circolare del Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza del 19/03/2018, indirizzata alle Prefetture, alle Questure, ai Commissariati di Governo per le Province di Trento e Bolzano, alla Regione Autonoma Valle D’Aosta – Dipartimento Enti Locali, Servizi di Prefettura e Protezione Civile e per conoscenza all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, all’Anci, Al Gabinetto del Sig. Ministro, alla Segreteria del Dipartimento, avente oggetto: “Licenza ex art. 88 TULPS per l’esercizio di attività di raccolta di scommesse, di sale giochi con apparecchi videolottery e sale bingo. Distanze minime da luoghi sensibili. Indicazioni operative”.

GIOCO D'AZZARDO E MAFIE

Il gioco d’azzardo è un mercato tanto ricco e diffuso in modo così capillare da richiamare la presenza delle mafie anche nel gioco legale, come dimostrano le Relazioni parlamentari e le numerose indagini delle direzioni distrettuali antimafia in tutta Italia, e il gioco lecito è diventato uno dei settori di maggiore interesse per il riciclaggio.

Importante, la Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta presentata alla Camera il 16 e il 17 gennaio 2017, sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. Recepita dalla Camera, insieme alle indicazioni sulle norme da attivare per la sconfitta del fenomeno mafioso nel gioco legale e per liberare il settore dal riciclaggio, ancora nulla si è fatto.

Il settore dove si concentrano i clan è comunque quello delle slot, perché a maggiore produttività, e la loro diffusione capillare consente anche un presidio generalizzato del territorio, fatto che allarma e desta enorme preoccupazione alle Amministrazioni locali.

La presenza di punti di gioco attira anche la criminalità comune, con furti, scippi e minacce, portando insicurezza e degrado nei paesi e nelle città.

L'ATTUALE SISTEMA NORMATIVO

Il sistema normativo vigente e di controllo è totalmente insufficiente a disciplinare e a sanzionare situazioni che presentano già enormi costi sociali.

La grande adesione di Comuni al MANIFESTO DEI SINDACI PER SOSTENERE LA LEGALITÀ E CONTRASTARE IL GIOCO D’AZZARDO elaborato da Sindaci e Assessori all’interno delle iniziative della Scuola delle Buone Pratiche promossa da Terre di mezzo e Legautonomie Lombardia, e assunto dall’Associazione Borghi Autentici d’Italia, dimostra la necessità di interventi sia sul piano normativo e regolativo che su quello educativo, culturale, d’informazione e formazione.

Il lancio del Manifesto avvenuto nel gennaio del 2013 ha generato molteplici attività formative e informative presso le popolazioni, nonché la promozione di una legge di iniziativa popolare finalizzata a regolamentare il gioco d’azzardo sul territorio nazionale, che ha raccolto 193.194 firme, frutto di impegno diretto di tanti Amministratori locali e tante Associazioni

La mobilitazione di Enti locali, Associazioni e popolazioni ha portato all’emanazione di strumenti normativi importanti, quali:

  • l’approvazione di leggi regionali a contrasto del gioco d’azzardo in 15 Regioni italiane;
  • è stato approvato dal Parlamento all’unanimità l’art. 14 della Delega fiscale sui giochi pubblici, rispondente alle richieste giunte al Parlamento da parte delle Associazioni e degli Enti locali che chiedevano norme di tutela per la popolazione, contro il riciclaggio e le infiltrazioni mafiose nel gioco lecito ( a tale fatto non è seguito purtroppo il decreto legislativo corrispondente);
  • è stata emanata la nota del Ministero dell’Interno, Protocollo 557/PAS/U/004248/12001(1) in data 06/03/2014 classifica 12001(1) che riconosce la potestà regolamentare dei Comuni;
  • è stata emessa la pronuncia 220/2014 da parte della Corte Costituzionale, che riconosce ai Comuni il potere di regolamentazione del gioco nei propri territori secondo l’art. 50 del decreto legislativo 267/2000;
  • è stata prevista la partecipazione delle Regioni e delle Città della Conferenza Unificata per stabilire i criteri per le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, e i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale;
  • è stato istituito l’Osservatorio nazionale sul gioco d’azzardo presso il Ministero della salute (2016), il quale esamina anche i piani regionali per la prevenzione e la cura dal gioco d’azzardo patologico;
  • sono state emanate Linee guida nazionali per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone dipendenti dal gioco d’azzardo (6 dicembre 2017).

PERCHE' ADERIRE AL MANIFESTO

L’adesione al Manifesto quindi si configura come movimento importante dei Comuni, in grado di sollecitare e indirizzare strumenti legislativi a favore delle persone e nello stesso tempo si configura come impegno dei Comuni a promuovere nei propri territori attività di formazione, informazione e prevenzione contro i rischi del gioco d’azzardo.

  • Occorre una legge quadro nazionale sul gioco d’azzardo in grado di contenere e programmare i luoghi del gioco, di vietarne la pubblicità, di inibire il gioco ai minori, di evitare infiltrazioni mafiose e riciclaggio di denaro sporco, di curare le persone dipendenti dal gioco e promuovere attività di formazione e prevenzione dal gioco patologico.
  • Occorre sostenere le leggi regionali e partecipare alle attività di contrasto al gioco d’azzardo che queste promuovono.
  • È necessario riconoscere ai Sindaci potere di programmazione, controllo e regolamentazione.
  • È indispensabile mettersi in rete con altre Amministrazioni e altri territori, con le Asl, le Prefetture e le Questure, per costruire un fronte ampio d'informazione, formazione e contrasto a questo tipo di gioco che è una vera emergenza sociale.
  • È altresì indispensabile costruire reti in ogni territorio coinvolgendo parrocchie, scuole, associazioni, volontari, polizia locale e forze dell’ordine per attivare iniziative culturali e formative, attività di controllo e di prevenzione finalizzate a far conoscere e comprendere la portata e le conseguenze del gioco d’azzardo e costruire nuovi atteggiamenti e nuove mentalità.

I Borghi Autentici che via via stanno aderendo al Manifesto per la legalità e contro il gioco d'azzardo:

  • Biccari (FG)
  • Santa Sofia (dell'Unione della Montagna Forlivese - FC)
  • Oriolo Romano (VT)
  • Alessandria del Carretto (CS)
  • Galatone (LE)
  • Sestri Levante (GE)
  • Aritzo (NU)
  • Silanus (NU)
  • Aradeo (LE)