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Il borgo di Seclì sorge nella Puglia salentina, tra la Serra di Cutrofiano e le Serra dei Campi Latini, a soli 12 chilometri dalla costa ionica.

Il Borgo di Seclì

Seclì è un borgo di pianura, il cui abitato si distribuisce su un terreno che presenta differenze di altitudine appena accennate. Il suo territorio comprende sia il capoluogo comunale che la località Case Nuove. Nei dintorni del paese si possono osservare principalmente uliveti e vigneti, che regalano alla vista il verde brillante della pianura salentina e dei suoi prodotti tradizionali.

Seclì chiesa madre rosone

 

La Storia

Le origini del borgo di Seclì restano ancora oggi avvolte nel mistero. Secondo una teoria, che però non ha trovato alcuna conferma scritta, a fondare il centro abitato sarebbero stati i profughi di Fulcignano, che si sarebbero rifugiati nella zona dopo essersi ribellati alla comunità di Galatone, che li voleva invece assoggettare al proprio dominio.

L’antico nome del borgo, “Sflichi”, si ritrova per la prima volta in un documento che risale alla seconda metà del XIV secolo, e deriverebbe dal termine greco “sfeclìon”, corrispondente del termine salentino “specchia” ovvero “grosso mucchio di sassi”.

Dominato dai normanni e, in seguito, da numerosi signori, a partire dal XVI secolo entra a far parte dei possedimenti dei Sanseverino, che conservano il possesso del territorio fino all’inizio dell’Ottocento.

Seclì resta unita ad Aradeo fino al 1947, e in seguito acquista l’autonomia amministrativa.

Seclì, Palazzo Ducale – Lupiae – Wikimedia

 

Da vedere

Nonostante le piccole dimensioni dell’abitato, sono diverse le architetture religiose di pregio che meritano una visita.

La Chiesa e convento di Sant’Antonio da Padova venne costruita tra il 1587 e, si presume, il 1592. Annesso al monastero si costruì, ed è ancora presente, un tempio dedicato alla Madonna degli Angeli, oggi detto di Sant’Antonio. Nel 1866 l’ordine dei Frati Minori venne soppresso e le strutture del convento divennero di proprietà del Comune. Successivamente il convento venne acquistato da un privato, che lo trasformò in un frantoio e deposito: il vasto giardino divenne proprietà privata e lì si sviluppò il rione Case Nuove. Oggi il convento è nuovamente di proprietà del Comune.

Tra gli esempi più rappresentativi dell’architettura tipica della zona di Lecce chiamata “Catalano- Durazzesco”, diffusa intorno alla metà del 1500, troviamo la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Al suo interno si può osservare un ambiente vasto e una navata laterale con due altari, uno dei quali del 1700, dedicato a San Paolo, santo protettore di Seclì.

Altre chiese “minori” sono la chiesa Parrocchiale della B.V. Maria delle Grazie, la chiesa del SS Crocifisso, la cappella della Madonna del Carmine, la cappella delle Anime Sante del Purgatorio, la cappella della Madonna della Luna, la cappella del SS Crocifisso della Masseria, la cappella dei Padri Passionisti e il Calvario.

Di grande importanza architettonica e storica è inoltre il Palazzo Ducale, costruito probabilmente intorno alla seconda metà del 1500 e ristrutturato più volte nel corso dei secoli, in particolare in seguito al terremoto del 1743. Il palazzo, sorto probabilmente a scopo difensivo e solo in un secondo momento ingentilito nelle forme, si sviluppa su due piani, con un piccolo cortile interno. Di particolare bellezze le pareti affrescate delle stanze del piano superiore.

Palazzo Ducale

Da gustare

Tra i prodotti tipici del borgo di Seclì la carne di cavallo, “carne de cavaddhru”, è tra i più rinomati. Si cucina con una ricetta antica secondo la quale dev’essere cotta a lungo in un tipico recipiente di terracotta, accompagnata con aromi naturali. Ad essa si affiancano prodotti da forno e dolciari, il tutto accompagnato dall’ottimo vino prodotto delle aziende vinicole locali.

Cosa fare

Gli eventi che maggiormente caratterizzano il calendario del borgo di Seclì hanno inizio il 25 gennaio, con la processione per le vie del borgo in onore del patrono, San Paolo.

Il 13 giugno si svolge la solenne messa per Sant’Antonio da Padova seguita, in serata, dalla processione che si snoda tra le vie illuminate. Si prosegue con i riti civili caratterizzati dalle esibizioni delle “bande”.

Il mese di agosto vede come protagonisti la Festa dell’Emigrante e la Sacra te Carne te Cavaddhru, Sagra della carne di cavallo, che si svolgono entrambe nel centro storico del paese.

La seconda e la terza domenica di ottobre si svolge la festa in onore della Madonna degli Angeli e, durante la seconda metà di dicembre, nella piazza del paese, viene accese la “Focara”, un enorme falò attorno al quale si gustano le prelibatezze culinarie per riscaldare anima e corpo.

Seclì S. Antonio