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Roseto Valfortore, borgo montano di origini medievali della provincia di Foggia, sorge dove ha origine il Fortore, fiume da cui il borgo prende nel 1800, il suo nome composito.

Il Borgo di Roseto Valfortore

Roseto Valfortore ha conservato, nei secoli, l’aspetto di un tipico borgo medievale caratterizzato da vie strette, “stréttole”, che hanno origine nella strada principale e si alternano a vie più larghe. Alcuni vicoli presentano ancora le porte d’accesso che, in passato, erano necessarie per difendersi dagli attacchi esterni.

Il borgo sorge in una posizione strategica, data la sua originaria funzione difensiva, circondato dal verde.

Roseto Valfortore fa parte del Sistema delle Comunità Ospitali dei Monti Dauni

 

La Storia

Il nome del borgo, “Rositum”, appare per la prima volta in un documento del XII secolo e sembra derivare dal toponimo latino “Rosetum”, “roseto”. La specificazione “Valfortore” è stata aggiunta nel 1862 e deriva dal nome dell’omonima vallata che ospita il borgo.

Il passato di Roseto è difficilmente ricostruibile con esattezza poiché scarse sono le notizie certe che si hanno in proposito. Si sa però che i bizantini lo resero un luogo fortificato con la costruzione del castello, attorno a cui si sviluppò nel tempo l’abitato. Il borgo vide diverse dominazioni, tra cui gli svevi, gli angioini e gli aragonesi.

La storia dei secoli successivi seguì quella dei territori circostanti: nel Cinquecento subì il dominio spagnolo, poi quello degli Asburgo e dei Borboni che dominarono l’intera zona fino all’annessione all’Italia unita, nel 1861.

 

Da vedere

Il centro storico di Roseto Valfortore conserva alcuni edifici di pregio come la Torre del Palazzo marchesale, palazzi gentilizi e la Chiesa madre, costruita nel 1507 per volere del feudatario Bartolomeo III Di Capua.

Nei dintorni del borgo, meritano inoltre una visita i mulini ad acqua, costruiti sulle rive del Fortore: alle pendici di Roseto si trovano due imponenti mulini recentemente restaurati, funzionanti dai primi anni del XX secolo, che testimoniano la secolare cultura contadina che da sempre ha caratterizzato il territorio.

Nei locali dei mulini ad acqua si trova poi il Museo di Arte Antica, che raccoglie gli oggetti, gli attrezzi e le testimonianze che raccontano usi e abitudini delle popolazioni locali.

Per gli appassionati di natura, da non perdere è l’Osservatorio di Ecologia Appenninica, luogo privilegiato per scoprire la fauna e la flora dell’Appennino Dauno. Il Museo nasce nel 2001 per volere del Comune di Roseto Valfortore ed è strutturato in due sezioni: una scientifica e una didattico-divulgativa. Quest’ultima ospita il centro di esperienze ambientale “Il Lupo”, dedicato alla vita e allo studio di questo bellissimo predatore.

 

Da gustare

Tra le specialità della tavola rosetana ricordiamo la pasta casareccia, le carni e le scamorze alla brace, l’agnello con le patate e i dolci con il miele o il vino cotto. 

Inoltre, nei boschi circostanti è possibile trovare il tartufo nero, il tartufo bianco, il bianchetto e l'uncinato, prodotti che meglio raccontano la tavola del borgo.

Cosa fare

Tra gli eventi più importanti del borgo di Roseto Valfortore, la Festa dei Fuochi di Sant’Antonio Abate si festeggia a gennaio in concomitanza con la celebrazione dell’omonimo santo, con musica, piatti tipici e i tradizionali falò che illuminano tutto il borgo. A partire dalla mattina, ogni vicolo e ogni piazza vengono allestiti con i falò artistici attorno a cui si organizzano stand enogastronomici: a partire dalle 20.00 i falò vengono accesi e la festa ha ufficialmente inizio.

La Sagra del Vitello viene organizzata nel mese di luglio e rappresenta ormai un appuntamento attesissimo che attira un numero sempre crescente di visitatori.

Appuntamento del mese di agosto è la Sagra del Tartufo, caratterizzata da degustazioni e spettacoli musicali.

Tra gli altri eventi da ricordare:

  • la festa della Madonna dell’Incoronata, la prima domenica di maggio;
  • la fiera dell’artigianato e dei prodotti tipici del Sub-Appennino Dauno, l’ultima domenica di giugno;
  • la fiera di Sant’Antonio, il 6 luglio;
  • la giornata dell’emigrante, l’ultima decade di luglio;
  • la fiera di San Modestino, il 7 settembre, e quelle della Madonna della Consolazione e di San Rocco, a ottobre;
  • la festa del Patrono, San Filippo Neri, che viene celebrata il 26 maggio: si commemora l’intervento del Santo in aiuto dei rosetani in un periodo di siccità e carestia

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Sistema delle Comunità Ospitali dei Monti Dauni