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Il borgo di Riccia è situato nella provincia di Campobasso, nella regione del Molise, circondato da un incantevole paesaggio ricco di boschi.

Il Borgo di Riccia

Strette vie, edifici storici e suggestivi palazzi caratterizzano il centro storico di Riccia, borgo che conserva ancora intatte tradizioni autentiche e un diffuso senso di ospitalità.

La Storia

La scarsità di fonti storiche non ha permesso di ricostruire le origini della storia del borgo ma, ritrovamenti archeologici, fanno supporre che il territorio fosse abitato dai Sanniti e poi dai Romani.

Durante l’epoca feudale fu sotto il controllo della famiglia Di Capua fino a quando Bartolomeo, ultimo esponente della famiglia, morì nel 1792. Da quel momento in poi il borgo di Riccia fu ceduto al demanio.

 

Da vedere

La memoria storica di Riccia è rappresentata dalla torre cilindrica che sorge nella parte vecchia del borgo. Si tratta della testimonianza superstite del castello medievale dei Di Capua.

Vicino ai ruderi del castello di trova la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, l’edificio religioso più antico, all’interno del quale si trova il vano di sepoltura dei Di Capua.

La Chiesa di Santa Maria Assunta, risale probabilmente al XIII - XIV secolo e presenta un portale sormontato da un arco sotto il quale sono presenti due colonne e capitelli decorati con pomi vegetali e foglie aggettanti. Al suo interno è contenuto un pregevole quadro ligneo, raffigurante la Madonna degli Apostoli e riferibile al periodo rinascimentale, oltre alle reliquie di San Vitale, traslate da Roma e giunte a Riccia nel 1755.

Del secolo XIV è anche la Chiesa della SS. Annunziata, il cui altare maggiore fu consacrato dal Cardinale Orsini, divenuto poi Papa nel 1716.

Da visitare sono il Museo delle Arti e delle Tradizioni popolari e il bosco di “Mazzocca”.

 

Da gustare

Riccia vanta una formidabile e ricca tradizione culinaria. I piatti tipici locali vengono preparati sfruttando prodotti offerti dal territorio. Vino, formaggi, olio eccellente, insaccati sono solo alcuni dei prodotti che la cucina riccese ha da offrire. E’ proprio qui che il tartufo ha trovato il suo habitat ideale ed è qui che, grazie alle numerose erbe medicinali che si possono trovare, viene prodotto l’amaro Molisano, con 32 tipi di erbe e radici locali.

Ricette tipiche riccesi  sono: gli spaghetti con alici, noci e mollica di pane, primo straordinariamente sapido; i peperoni sott’aceto ripieni, preparati con mollica di pane raffermo, noci, alici, aglio, olio, prezzemolo ed uva passa. Altri piatti tipici locali sono il riso con il latte, cucinato con cannella, vaniglia e buccia di limone e le polpette di tonno, prelibatezza riccese assolutamente da provare.

Cosa fare

Tra le manifestazioni più conosciute del borgo di Riccia spicca la Sagra dell’Uva riccese, evento che si svolge al termine della vendemmia, al quale partecipano turisti provenienti da tutta Italia.

La Sagra dell’Uva è una gara di carri artistici decorati con chicchi di uva. I carri allegorici, di diverse dimensioni, sfilano per il centro di Riccia, dove persone, generalmente donne e bambini con costumi tipici, da piccole finestrelle costruite sui carri omaggiano il pubblico di delizie molisane e vino.

Altra festività particolarmente sentita dalla comunità di Riccia è la festa di San Giuseppe, un’occasione caratteristica, un modo di stare insieme convivialmente, che nulla toglie alla devozione verso il santo.

Il 20 aprile vengono celebrati i “fuochi di San Vitale”. L’accensione di fuochi o torce cerimoniali è considerata un vero e proprio rito di passaggio: il fuoco viene inteso come rigeneratore e purificatore, ma soprattutto come motore del rinnovamento.

La Festa Patronale di Maria SS. del Carmine si festeggia il 16 luglio e prevede un ricco programma religioso e civile che coinvolge tutta la comunità.

 

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