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A partire dalle sue origini fino ai primi anni ’20, Predappio era un paese di modeste dimensioni che sorgeva sulle colline dell’Appennino forlivese e che, cresciuto attorno al castello medioevale.

Il Borgo di Predappio

Predappio (la Prè in romagnolo) è un comune di 6570 abitanti della provincia di Forlì-Cesena, circa a 15 km a sud del capoluogo, Forlì. Dal punto di vista geologico le origini del territorio su cui insiste il Comune di Predappio si possono far risalire al periodo compreso fra Miocene e Pliocene.

Il terreno è costituito prevalentemente da spungone (arenaria calcarea fossilifera) e puddinga (conglomerato) ed appare solcato dai calanchi, le formazioni tipiche dei suoli argillosi molto degradati.

Il paesaggio risulta estremamente vario, caratterizzato dall’alternarsi di collina e pianura, con fasce brulle e coltivazioni intensive di vite, frutta, cereali e foraggio.

Interessante dal punto di vista naturalistico è anche la zona delle grotte di Predappio Alta, frazione che rimase capoluogo del territorio sino al 1927, la quale, dopo essere stata luogo di estrazione dello zolfo, oggi si segnala per la presenza di stalattiti, acque sulfuree e roccia sedimentaria tempestata di fossili; sede, inoltre, del famoso presepio artistico che ogni anno richiama in collina numerosi visitatori.

La vegetazione arborea è uno dei fattori di maggiore fascino del paesaggio predappiese: nei pressi di Predappio Alta si ergono i castagni secolari di Barberino, che per tanti anni hanno sfamato con i loro frutti la popolazione locale; a Monte Mirabello per diversi ettari si estende un bosco di pino nero nel quale crescono abbondanti i funghi; in varie località, poi, si trovano alcuni alberi monumentali, in modo particolare roveri e roverelle, censiti a livello regionale come “storici”.

La fauna è molto ricca : caprioli, volpi, cinghiali e piccoli mammiferi popolano i boschi e i campi del territorio, così come numerose specie di uccelli, alcuni dei quali rapaci.

Predappio Vigne

 

La Storia

Si narra che il nome “Predappio” derivi dall’insediamento in questa località di una antica famiglia romana: gli Appi, che avevano originariamente denominato la località Praesidium Domini Appi, abbreviandola successivamente con Pre.D.i.Appi.

Predappio Vicolo

 

Da vedere

Quindi, sin dalle sue origini romane e fino agli anni venti, Predappio era un paese di modeste dimensioni che sorgeva sulle colline dell’Appennino forlivese e che, cresciuto attorno al castello medioevale, guardava dall’alto della propria fortificazione la sottostante valle del Rabbi lungo la quale si trovavano piccoli nuclei abitati, frazioni e case isolate che costituivano il contado della comunità di Predappio.

Lungo la valle, a circa 2 km da Predappio, era situata la località nota con il nome di Dovia (probabile toponimo romano, Duo Via) che verso la seconda metà dell’800 era costituita da poche case sparse di contadini, mezzadri e qualche artigiano. Unici centri di aggregazione della località, erano una scuola e l’osteria, quest’ultima ancora esistente. Fu proprio in una modesta abitazione di Dovia che vide la luce Benito Mussolini il quale, negli anni ’20, decise l’edificazione di un nuovo centro abitato. Cogliendo anche l’occasione fornita da una frana che aveva colpito Predappio e aveva lasciato numerosi abitanti senza tetto, si decise la fondazione, in Dovia e nelle aree circostanti, di un nuovo paese che fosse costruito seguendo i nuovi dettami architettonici del nascente regime, anche per meglio celebrare il paese natale del Duce, ormai divenuto, insieme alla vicina Forlì, la “Città del Duce”, meta di pellegrinaggi dei fascisti.

Il nuovo centro abitato prendeva il nome di Predappio Nuova (inglobando Dovia), mentre con Predappio si continuava ad indicare il vecchio abitato sulle colline. Con il passare degli anni, i nomi alle due comunità vennero cambiati, identificando con “Predappio” solamente la Predappio Nuova (che nel frattempo era aumentata sia in termini di popolazione che di importanza) mentre l’abitato antico, sulle colline, assumeva il nome di Predappio Alta.

Predappio Torre

 

Da gustare

Predappio, rinomata anche per la sua tradizione culinaria tipica romagnola e per il “suo” Sangiovese, vino rosso robusto e deciso, offre un ampio ventaglio di ristoranti e cantine dove poter gustare ed acquistare vini e pietanze.

Sono infatti numerose le aziende che operano nel campo vitivinicolo e che hanno portato alla produzione di un vino di alta qualità. Inoltre nel territorio vengono prodotti alcuni formaggi, sia freschi che stagionati, di buona qualità.

Predappio Panorama

 

Cosa fare

La città promuove con ricorrenza annuale Sagre e Feste che richiamano l’attenzione di cittadini e turisti. Tra queste si ricordano, ad esempio, la Sagra del Cinghiale (il terzo weekend di maggio); la Mototagliatella, raduno di motociclisti e buongustai (la seconda domenica di maggio); la Notte Bianca, festa dei commercianti che animano il paese con attrazioni e spettacoli ogni ultimo venerdì di giugno; e poi ancora “Predappio vive il Natale” (l’ultima domenica prima del Natale).

A Predappio Alta si svolge la “Festa della Mostatura”, alla fine di settembre, con stand enogastronomici, seguita dalla tradizionale “Festa dei Vignaioli” nella suggestiva piazzetta di Predappio Alta (la seconda domenica di novembre) e nella medesima frazione anche il Presepe nelle Grotte della Solfatara, unico nel suo genere, aperto solitamente dal 25 dicembre al 31 gennaio.

 

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