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Nell’alta valle del Tevere, al centro dell’Umbria, sorge Pietralunga, affascinante e suggestivo borgo autentico ricco di tradizioni e cultura.

Il Borgo di Pietralunga

Il centro abitato di Pietralunga si estende nella Valle del Carpina, verso il torrente Carpinella, ed è circondato da colline ricoperte di boschi.

Nel territorio del borgo è presente la foresta demaniale di Pietralunga-Bocca Serriola, tra i più vasti complessi boschivi e collinari dell’Italia. All’interno della foresta sono presenti due oasi di protezione della fauna: l’Oasi di Varrea e l’Oasi di Candeleto.

Pietralunga comprende anche due aree S.I.C. (Siti di Interesse Comunitario): i boschi di Pietralunga e i boschi dei Monti Rosso e Sodolungo.

La Storia

Pietralunga ha origini preistoriche ma la fondazione del centro urbano col nome di Tufi, tuttavia, risale al popolo Umbro.

Distrutta nel periodo delle invasioni barbariche, Pietralunga venne riedificata nel VI – VII secolo sull’odierno colle, col nome di Plebs Tuphiae.

Il territorio del borgo si estese e si popolò diventando una terra ricca di pascoli da cui il nome Pratalonga. Libero Comune dall’XI al XIV secolo, Pietralunga si sottomise a Città di Castello per ottenere protezione. Durante la seconda guerra mondiale furono oltre 100 i caduti di Pietralunga e, in seguito all’8 settembre 1943, il borgo divenne quartiere generale della resistenza nell’alta Umbria.

 

Da vedere

Il Borgo Autentico di Pietralunga è caratterizzato da un’incredibile varietà dell’ambiente naturale in cui è situato, ma allo stesso tempo ha ben saldi ed evidenti le testimonianze della storia che ne ha modellato l’aspetto e la cultura.

Il centro storico si caratterizza per la maestosità dell’antico castello, costruito in epoca longobarda, di cui ancora sono visibili i resti dell’antica fortificazione come la Porta del Cassino, dove era collocata la “garitta” o “cassino”, dove i soldati a turno sorvegliavano l’accesso alla fortezza.

Le vie del borgo sono arricchite da numerosi edifici come: Palazzo Fiorucci, costruito nel 1612 sopra le mura di cinta della città; il Palazzo Comunale, un tempo sede di rappresentanza dell’Arcipretura Pietralunghese; il Palazzo del Capitano del Popolo, nei cui fondi erano collocate le galere; il Palazzo dell’Orologio, un tempo centro vitale della città, casa dei Felicchi e dei Bonori, la casa degli Urbani e quella dei Martinelli.

Da citare è il Convento di Sant’Agostino, fondato nel XIII secolo e attualmente adibito a Biblioteca Pubblica Comunale, e l’Antico Ospedale che ospita il Centro di Documentazione Storica e Archivio Storico di Pietralunga.

All’interno del Parco della Pace è possibile ammirare il Monumento Regionale al Partigiano Umbro, riconoscimento dato al borgo dalla regione Umbria poiché Pietralunga è stato l’unico paese della regione decorato al valore militare.

Tra le chiese più importanti troviamo la Chiesa Parrocchiale Pieve di Santa Maria e, fuori le mura, il Santuario della Madonna dei Rimedi, la chiesa di Santa Maria delle Grazie e, a 12 km da Pietralunga, la Pieve de’ Saddi, tipico esempio di basilica paleocristiana.

Per gli amanti delle passeggiate e della spiritualità, il Sentiero Francescano ripropone lo storico itinerario che Francesco, nei suoi vent’anni di cammino, ha percorso più volte per andare e tornare da Assisi alla Verna. Si sviluppa in ambiente di media collina tra verdi vallate, casolari e vecchie pievi, torri colombare e antiche rocche in posizione dominante.

Da gustare

Tra i prodotti locali maggiormente diffusi a Pietralunga troviamo i tartufi, in particolare il tartufo bianco pregiato o Trifola, che cresce rigoglioso nel territorio e le patate, di pasta finissima e dal gusto molto particolare. La patata di Pietralunga è utilizzata per realizzare uno dei piatti tipici del borgo, gli gnocchi al tartufo.

Tra gli altri prodotti tradizionali spiccano la porchetta di maiale, i cappelletti, il torciglione, dolce a forma di serpente, lenticchie e cicerchie.

Nel borgo di Pietralunga è diffuso l’allevamento bovino, in particolare è molto rinomata la razza Chianina. Praticata è anche la coltivazione di cereali e la produzione di Visner, liquore ottenuto dalle Visciole che sono una specie di ciliege selvatiche.

Cosa fare

Il Palio della Mannaja è la festa più importante di Pietralunga. Si disputa nel mese di agosto per rievocare un fatto accaduto a Pietralunga l’11 Settembre 1334, quando un certo Giovanni di Lorenzo di Picardia, per recarsi in pellegrinaggio a Lucca (Volto Santo) passando per Pietralunga, veniva ingiustamente accusato di avere ucciso un uomo e di conseguenza condannato a morte. Il povero uomo si rivolse fiducioso al Volto Santo tanto che, quando il boia tentò di tagliargli il collo con la mannaja, a questa le si rivoltò la lama. Di tale fatto esistono molte testimonianze probatorie, tra cui una lettera autografa di Branca de’ Branci, podestà di Pietralunga e la stessa mannaja che è conservata nel Duomo di Lucca, appesa vicino alla cappella del Volto Santo a testimonianza del miracolo accaduto.

Il Palio della Mannaja consiste in una sfida tra borghi e quartieri che si contendono il premio, spingendo per le vie del centro storico un pesantissimo carro (il Biroccio), antico mezzo di trasporto dei condannati a morte, in una vera e propria corsa a tempo molto entusiasmante. I partecipanti indossano costumi medievali e, per l’occasione, il borgo viene addobbato a festa e nel centro storico è possibile degustare prodotti della gastronomia e acquistare oggetti di artigianato.

Altra importante celebrazione è la Mostra Mercato del Tartufo e della Patata Bianca, organizzata nel mese di ottobre, come momento di valorizzazione e promozione dei due principali prodotti tipici locali. L’evento consiste nell’esposizione dei prodotti culinari, degustazioni, mercatini e gare di cucina.

 

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