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Nella quiete delle sue giornate, gli abitanti di Pietralunga, affascinante borgo autentico dell’Umbria, accolgono i loro ospiti in modo unico, con feste, sagre e celebrazioni gastronomiche, per rendere indimenticabili i soggiorni in questa oasi di verde, tra le dolci colline umbre.

Il Borgo di Pietralunga

Nel centro dell’Umbria, il cuore dell’Italia, si erge un comune che vive di tradizione e cultura locale ogni giorno, in mezzo al verde delle sue zone. È situato nella parte nord-est dell’Alta Valle del Tevere, a 564 metri sul livello del mare. Il ritmo lento delle sue giornate scandisce la vita degli abitanti, che si adoperano sempre con orgoglio e passione, per rendere indimenticabili i soggiorni dei visitatori, con un’accoglienza unica e con feste suddivise in tutto l’arco dell’anno.

L’insediamento urbano occupa la parte terminale di un crinale collinare degradante verso la valle del torrente Carpinella, a ridosso dell’Appennino Umbro-Marchigiano, all’interno della Valle del Carpina. La sua posizione è splendida: circondata da ogni parte da colline, ricoperte di boschi, degradanti in piccole verdi vallate, che offrono all’occhio del visitatore una stupenda tavolozza di variegati colori, in perfetta armonia con il brillante serpeggiare del Carpinella. Le strade di accesso al centro storico hanno dato luogo a un insediamento recente di tipo lineare, che ha finito per impegnare le aree a ovest ed est del centro storico.

Negli ultimi decenni, nei terreni della foresta demaniale di Pietralunga-Bocca Serriola, si sono instaurati interessanti meccanismi di rigenerazione, sia naturale sia a opera dell’uomo, che oggi permettono di trovarsi di fronte a uno tra i più vasti e meglio conservati complessi boschivi collinari del nostro paese. Nell’ambito del progetto europeo Natura2000, la Regione Umbria ha inoltre individuato, nel territorio di Pietralunga, due Siti di Interesse Comunitario (zone ad alta naturalità sotto tutela come aree protette per la salvaguardia di specifici habitat): i boschi di Pietralunga e i boschi dei Monti Rosso e Sodolungo. Mentre all’interno della foresta demaniale, la Provincia di Perugia ha individuato due oasi di protezione della fauna: l’Oasi di Varrea e l’Oasi di Candeleto.

La Storia

Pietralunga ha origini preistoriche e il “Flauto su tibia umana”, conservato presso il museo archeologico di Perugia, insieme ai vari “castellieri” sparsi nel territorio e i ritrovamenti litici, ne sono la tangibile testimonianza. La fondazione del centro urbano col nome di Tufi, tuttavia, risale al popolo Umbro.

Del periodo romano, invece, restano significative testimonianze, come ville, acquedotti, “fistulae acquariae”, monete e importanti strade (diverticula), delle quali tre tratti interamente basolati. Distrutta nel periodo delle invasioni barbariche, Pietralunga venne riedificata (VI-VII sec.) sull’odierno colle, col nome di Plebs Tuphiae.  Proprio a questo periodo si fa risalire la costruzione della Pieve di Santa Maria e della Rocca Longobarda pentagonale (VIII sec.).

Col passare dei secoli, il territorio pietralunghese divenne una terra popolata e florida e il nome della città mutò in Piatralonga, ispirato dai pingui ed estesi pascoli che la circondavano. Libero Comune dal XI al XIV secolo, Pratalonga venne dotata dello strumento degli Statuti e del Catasto e le vicende politiche che la interessarono non furono dissimili a quelle delle altre città della Regione. A questo periodo risale il fatto, storicamente provato, della “mannaja del boia”, conservata ancora oggi dal 1334 presso la Cattedrale di Lucca, che si rievoca ogni anno ad Agosto con il Palio della Mannaja. Allo scadere del XIV secolo, per garantirsi incolumità e sicurezza, Pietralunga si alleava e si sottometteva a Città di Castello, diventandone parte integrante del territorio. Da allora in poi la sua storia procedette in parallelo con quella di Città di Castello. Dopo l’amministrazione pontificia, essa è entrata a far parte del Regno d’Italia. Il Comune di Pietralunga ha partecipato con i suoi oltre 100 caduti alla prima guerra mondiale e, nella seconda, dopo l’8 Settembre 1943, con la costituzione della Brigata Proletaria d’Urto San Faustino, è divenuta il centro operativo della resistenza nell’alta Umbria. Pietralunga è l’unico comune in Umbria ad essere stato decorato al Valor Militare e per ricordarlo è stato realizzato il Monumento Regionale al Partigiano Umbro.

 

Da vedere

Il Borgo Autentico di Pietralunga è caratterizzato da un’incredibile varietà dell’ambiente naturale in cui è situato, ma allo stesso tempo ha ben saldi ed evidenti nel suo territorio, le testimonianze della storia che ne ha modellato l’aspetto e la cultura.

Cominciando dal centro storico è immediata la maestosità dell’antico castello caratterizzato dai resti dell’antica fortificazione, costruita in epoca longobarda intorno al VIII secolo d.C. Si passa poi agli importanti palazzi: Palazzo Fiorucci, costruito nel 1612 sopra le mura di cinta della città, il Palazzo Comunale, un tempo sede di rappresentanza dell’Arcipretura Pietralunghese, il Palazzo del Capitano del Popolo nei cui fondi erano collocate le galere, il Palazzo dell’Orologio, un tempo centro vitale della città e che scandisce le ore della storia pietralunghese e i vari Palazzi Signorili tra cui la casa dei Felicchi e dei Bonori, la casa degli Urbani e quella dei Martinelli.

Tra i resti delle antiche mura va citata la Porta del Cassino, così chiamata perchè, fungendo anche da posto di guardia, nei tempi passati vi era collocata la “garitta” o “cassino”, dove i soldati a turno sorvegliavano l’accesso alla fortezza, è l’unica rimasta, ben conservata, delle tre porte d’ingresso a Pietralunga. Poi ancora vanno citati: il Convento di Sant’Agostino che risale al XIII secolo, è attualmente adibito a Biblioteca Pubblica Comunale, l’Antico Ospedale attualmente Centro di Documentazione Storica e Archivio Storico di Pietralunga. Una citazione a parte merita il Monumento Regionale al Partigiano Umbro, collocato nel Parco della Pace, a cui si accede dai giardini pubblici antistanti la piazza principale del paese attraverso un sottopassaggio.

La Regione Umbria ha deciso di dotare Pietralunga di tale monumento, poichè si tratta dell’unico paese della regione a essere stato decorato al Valor Militare. Tra i luoghi storici del borgo una menzione va anche alle chiese, come la Chiesa Parrocchiale Pieve di Santa Maria, mentre fuori le mura ci sono il Santuario della Madonna dei Rimedi, la chiesa di Santa Maria delle Grazie e a 12 km da Pietralunga la Pieve de’ Saddi, tipico esempio di basilica paleocristiana.

Infine, per gli amanti delle passeggiate e della spiritualità, il Sentiero Francescano ripropone lo storico itinerario che Francesco, nei suoi vent’anni di cammino, ha percorso più volte per andare e tornare da Assisi alla Verna, attraverso luoghi da lui particolarmente amati, che consentono di respirare l’intenso profumo della natura con tutti i suoi colori. Si sviluppa in ambiente di media collina: dolci profili e verdi vallate, casolari e vecchie pievi, torri colombare e antiche rocche in posizione dominante.

 

Da gustare

Pietralunga offre ai propri visitatori numerosi prodotti locali tradizionali sia nel campo gastronomico che in quello dell’artigianato. Naturalmente i tartufi di tutte le specie sono il prodotto principe e in particolare il tartufo bianco pregiato o Trifola che trova nel territorio l’habitat ideale per nascere e svilupparsi.

Un altro prodotto tradizionale è la famosa patata di Pietralunga, di pasta finissima e dal gusto inimitabile, ideale per realizzare uno dei piatti locali più gustosi e cioè gli gnocchi, naturalmente al tartufo. A Pietralunga la buona cucina è la regola e da ricordare, tra gli altri, ci sono la porchetta di maiale, i salumi e gli insaccati vari, i formaggi, i cappelletti, il torciglione, un dolce a forma di serpente e i legumi come lenticchie e cicerchie.

L’economia del luogo è essenzialmente agricola e basata sull’allevamento bovino con particolare attenzione per la razza Chianina. Importante è anche la coltivazione di cereali, anche se negli ultimi anni alcune aziende agrituristiche si sono dedicate alla coltivazione e trasformazione di prodotti agricoli alternativi e con metodi biologici, in particolare segnaliamo il Visner, liquore ottenuto dalle Visciole che sono una specie di ciliege selvatiche.

Cosa fare

Il Palio della Mannaja è la festa più importante di Pietralunga e si disputa nel mese di agosto per rievocare un fatto accaduto a Pietralunga l’11 Settembre 1334, quando un certo Giovanni di Lorenzo di Picardia (Francia), per recarsi in pellegrinaggio a Lucca (Volto Santo), passando per Pietralunga, veniva ingiustamente accusato di avere ucciso un uomo e di conseguenza condannato a morte. Il povero uomo si rivolse fiducioso al Volto Santo tanto che, quando il boia tentò di tagliargli il collo con la mannaja, a questa le si rivoltò la lama. Di tale fatto esistono molte testimonianze probatorie, tra cui una lettera autografa di Branca de’ Branci, podestà di Pietralunga e la stessa mannaja che è conservata nel Duomo di Lucca, appesa vicino alla cappella del Volto Santo a testimonianza del miracolo accaduto. Pietralunga ricorda tale avvenimento con una manifestazione, detta Palio della Mannaja che consiste in una sfida tra borghi e quartieri che si contendono il premio spingendo per le vie del centro storico un pesantissimo carro (il Biroccio), antico mezzo di trasporto dei condannati a morte, in una vera e propria corsa a tempo molto entusiasmante.

La manifestazione si svolge utilizzando costumi di tipo medioevale e coinvolge attivamente tutta la popolazione del comune che, suddivisa in rioni e quartieri, si sfida nella tradizionale corsa del biroccio. Il paese per l’occasione si addobba a festa; nel centro storico e nelle vie principali si aprono le botteghe artigiane, le taverne e le locande, dove si possono ammirare e acquistare prodotti dell’artigianato locale, degustare cibi della gastronomia locale, il tutto accompagnato da tanta ospitalità.

Per quanto riguarda la gastronomia locale, altra importante celebrazione è la Mostra Mercato del Tartufo e della Patata Bianca, tenuta ogni nel mese di ottobre, come momento di valorizzazione e promozione dei due principali prodotti tipici locali. L’evento consiste nell’ esposizione dei prodotti culinari, degustazioni, mercatini e gare di cucina.

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