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Olevano sul Tusciano, è immerso nella natura del Parco Regionale dei Monti Piceni, tra il Monte Castello, il Monte Sant'Elmo o Monte Raione, ed i Monti Picentini. Deve il suo nome all'ulivo la cui coltivazione costituisce la principale risorsa economica del territorio e al fiume Tusciano che l'attraversa. La valle del Tusciano si è formata dalle erosioni delle acque del fiume sulle rocce calcaree e
fenomeni carsici hanno determinato nel tempo la formazione di grotte dislocate a media altezza sul monte Raione.
 

Il Borgo di Olevano sul Tusciano

Olevano  ha la caratteristica di essere un Comune sparso composto dalle frazioni di Ariano, sede del Municipio, Monticelli e Salitto.

Monticelli deve il suo nome alla piccola sommità su cui è sorto, include l’abitato del vecchio borgo ed una parte di più recente urbanizzazione, mentre Salitto situato a circa 500 metri s. l .m, alle pendici del Monte Castello da cui si sviluppò nel Medioevo la prima cinta muraria del villaggio, comprende altri cinque borghi.

La Storia

Ritrovamenti archeologici fanno risalire i primi insediamenti nel territorio di Olevano, all’età del neolitico quando le comunità pastorali sostavano lungo il fiume nel periodo della transumanza.

Il paese venne fondato dagli etruschi che colonizzarono la zona dei monti Picentini integrandosi con le popolazioni italiche residenti degli Osci . A loro si deve il termine Tuscianum, che da il nome al fiume e alla valle. Olevano risentì, anche, di influenze greche dovute ai frequenti scambi per motivi commerciali.

Gli etruschi vennero successivamente sconfitti dai romani e l’intera area divenne parte dell’impero.

Si può datare intorno al V e VI secolo d. C, periodo di declino di Roma, la costruzione del “Castrum”, castello, eretto per ragioni di difesa dalle popolazioni del luogo che, abbandonate dai romani la cui potenza era in declino, si trovarono in balia di continue invasioni.

In epoca medievale Olevano era parte della città feudale della Chiesa di Salerno.

Dal 1863 il termine Tuscianum divenne parte dell’odierno toponimo del Comune.

Il fiume, che ha sempre influito sulla vita e sull’economia della valle, dal 1901 alimenta le turbine di una delle più importanti centrali elettriche dell'Italia Meridionale.

Da vedere

La Grotta di San Michele rappresenta un unicum a livello nazionale ed è considerato tra i più importanti siti archeologici in Italia, inserita anche dal Word Monument Funds nella classifica dei 100 siti più significativi al mondo da tutelare e salvaguardare.

Si tratta di una cavità naturale lunga oltre un chilometro, sulle pendici ovest del monte Raione sita a 450 metri s.l. m, scavata nella roccia calcarea dall’attività millenaria dell’acqua. Dedicata al culto di San Michele Arcangelo vi si accede da una scala in pietra che conduce ad un primo ampio spazio all’interno del quale sono state costruite, una basilica e cinque cappelle adornate da affreschi di stile bizantino risalenti al IX -X secolo realizzati da monaci orientali in pellegrinaggio da Gerusalemme, poste ad altezza diversa all’interno della grotta e collegate tra loro da scale. La roccia che custodisce questo tesoro architettonico non è stata lavorata dall’uomo, non presenta livellature o intonaci, ma appare così come l’acqua l’ha creata permettendo al visitatore di ammirarne le conformazioni e particolarità.

La cavità prosegue biforcandosi in due rami che sono ancora oggetto di studio, uno dei quali presenta un giacimento preistorico.

Sul lato meridionale della montagna si trova la grotta di Nardantuono che deve il suo nome al brigante Antonio di Nardo. Il personaggio di Di Nardo è sempre stato avvolto da un’aria di mistero e leggenda, raccontato come una sorta di Robin Hood che vendicava i contadini dei torti subiti dai signorotti locali. Anch’essa originatasi dall’erosione dell’acqua è metà ideale per gli appassionati di speleologia, e non solo, data la presenza di stalattiti e stalagmiti di origine carsica.

Oltre alle bellezze paesaggistiche, passeggiando nel centro di Ariano si può vedere la Fontana Vecchia costituita da una vasca in stile barocco, due lavatoi in pietra e tre bocchettoni con maschere zoomorfe da cui sgorga l’acqua della sorgente.

A Borgo Valle, uno dei cinque borghi della frazione di Salitto, si trova immerso nel verde delle colline  il convento domenicano di Santa Maria di Costantinopoli edificato a partire dal 1553 e poi abbandonato ad inizio ‘800. Il Convento circondato da una murata presenta un belvedere sulla valle circostante. Della chiesa sono rimaste delle rovine, mentre è ancora possibile osservare il chiostro porticato con colonne e capitelli ed intuire quella che era l’architettura originaria con il dormitorio, la biblioteca, il refettorio e il trappeto con cui lavoravano le olive.

Sul monte Castello sito a 650 metri s.l.m incastonato tra le rocce è possibile ammirare quello che rimane dell’antico Castrum Olibanum che presenta tre cinte murarie medievali all’interno delle quali sono conservati i resti di quello che era il villaggio.

Castrum Olibanum

 

Da gustare

La caratteristica dei piatti di Olevano sul Tusciano è il profumo e l’aroma dato dall’olio di oliva extravergine che risalta e dà una nota in più di sapore a quelli che sono i piatti tipici dell’area salernitana, da quelli a base di pesce come le alici del golfo di Salerno, ai piatti di carne, alle più semplici insalate e capresi preparate con pomodori campani, basilico e mozzarella con latte di bufale allevate in loco nella piana del Sele e del Tusciano.  Durante la stagione autunnale vengono utilizzati nelle pietanze come contorni o condimenti nocciole, funghi e castagne, prodotti del bosco che si trovano nella zona dei Monti Picentini.

Tra i dolci troviamo i classici della tradizione campana come la pastiera e le sfogliatelle, e i meno conosciuti sosamelli e rococò, varietà di biscotti, accompagnati a fine pasto dal limoncello o dal nocillo, liquore di noci ancora verdi.

 

Cosa fare

Olevano sul Tusciano per la sua posizione all’interno del  Parco Regionale dei Monti Piceni offre la possibilità di fare escursioni alla scoperta del territorio godendo di paesaggi incontaminati.

Oltre alle bellezze paesaggistiche il borgo di Olevano ha un ricco calendario di eventi durante tutto l’anno.

Il Mercoledì delle Ceneri rivive per le strade l’antica tradizione del Carnevale dei Poveri accompagnato dal corteo storico “Cantata dei dodici mesi a dorso d’asino”. Dodici asini vengono per l’occasione mascherati con vestiti e parrucche per  rappresentare ognuno un mese dell’anno rievocando nel travestimento elementi della vita quotidiana e contadina. Durante il corteo si recitano le strofe dei dodici mesi, tramandate negli anni grazie al lavoro di recupero della memoria storica portato avanti dagli organizzatori. A chiusura dei festeggiamenti si celebra il Funerale di Carnevale che segna l’ inizio del periodo della Quaresima.

Da luglio a settembre si svolge Teatrando sul Tusciano” rassegna teatrale che porta in scena rappresentazioni teatrali di compagnie del territorio campano.

A fine luglio “Festa al Borgo Monticelli”con un  percorso gastronomico - culturale per i vicoli e le piazzette del centro antico di Monticelli con degustazione di cibi preparati secondo la tradizione, mostra di pittura, mercatino dell'usato e musica in piazza.

Sempre nel mese di luglio a pochi chilometri da Olevano sul Tusciano, il “Giffoni Film Festival”, festival del cinema con film realizzati dai ragazzi per ragazzi.