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Piccolo paese della Sardegna centro – occidentale, Flussio è noto per l’arte dell’intreccio e per l’ottima malvasia. Verdi vigneti colorano il paesaggio attorno al borgo adagiato su un declivio soleggiato nella regione storica della Planargia

Il Borgo di Flussio

Flussio è unito senza soluzione di continuità a Tinnùra, centro con il quale condivide la via principale (SS292).

Dal dolce pendio tra la bassa valle del fiume Temo e il contrafforte basaltico di Pedra Senta, Flussio sovrasta la rigogliosa valle di Modolo. 
Il nome del piccolo borgo sembra derivare dal sardo "frusiu", pungitopo, pianta che cresce abbondante nella zona. Gli anziani del borgo ricordano che Flussio era chiamato in passato anche "Mura de Figos" per via della gran quantità di piante di fico d’India vicino al piccolo centro. 

Il territorio è particolarmente fertile e adatto all’agricoltura tanto da caratterizzare, insieme all’artigianato, l’economia del paese che va dalla raccolta dell’asfodelo, i cui steli essiccati sono utilizzati per la creazione di tipici ed elaborati cestini, ai vigneti di malvasia, raffinato vino DOC che fa di Flussio uno dei paesi inseriti  nella “Strada del vino Malvasia di Bosa”. 

La Storia

Le numerose costruzioni dell’età del Bronzo come nuraghi e tombe dei giganti e la muraglia megalitica, di probabile età nuragica, rinvenuta vicino alla chiesa medievale di San Bartolomeo, dimostrano che l’area fu abitata sin dalla preistoria. 

Il ritrovamento, alla fine dell’ottocento, di alcune armi in pietra, dei resti di un sepolcro e dei ruderi di alcune costruzioni hanno fatto ipotizzare la presenza di un accampamento fortificato di epoca romana. Età in cui è attestata la coltivazione di cereali nel territorio protrattasi sino al periodo medievale.

Da vedere

Tra i vivaci e caldi colori dei murales sembra quasi di passeggiare in un museo a cielo aperto.

Situata al centro del paese e di notevole interesse la Chiesa di S. Maria della Neve, datata al XIV secolo nella sua forma originaria. Dell’antica configurazione oggi rimangono la facciata e la torre campanaria. L’edificio è stato interamente restaurato nel 1939 ad opera dell’arch. Garavini di Milano il quale ha reimpostato l’impianto che si presenta a forma ottagonale a croce greca.

Lasciando appena alle spalle il centro del borgo si giunge sino alla chiesa di San Bartolomeo risalente al XII secolo, oggi inglobata in una struttura più moderna e circondata dalla muraglia megalitica di probabile età nuragica. Diverse sono le testimonianze sparse sul territorio risalenti all’età del bronzo: i nuraghi Jiannas, Murciu, Caddàris e Carcheras e le tombe dei giganti di sos trainos e sa figu bianca.

Flussio, Nuraghe Jannas
Flussio, Nuraghe Jannas

Flussio è molto suggestivo in primavera, ad aprile, quando l'asfodelo viene raccolto e messo ad essiccare a fasci, sos mattulos, in tutte le strade, nei cortili e nelle piazze, ricoprendo ogni spazio possibile del borgo. 

Da non perdere la mostra temporanea dei manufatti in asfodelo ospitata nei locali della ex Casa Comunale in Via Nazionale. La lavorazione dell’asfodelo, l’intreccio degli steli essiccati, dà vita a prodotti unici e caratteristici, cestini artigianali detti anche corbule e canestri, realizzati dalle donne secondo una tradizione che si tramanda da secoli; la leggenda narra che fu San Bartolomeo ad insegnare ai flussiesi l’arte dell’intreccio. Per valorizzare ulteriormente quest'arte, il Comune ha in programma di aprire proprio un museo dell'asfodelo.

Da gustare

Il florido paesaggio di Flussio è caratterizzato da numerosi vigneti in gran parte dedicati alla produzione di vini che rientrano nell’area D.O.C. della Malvasia di Bosa
Vino dolce e raffinato re indiscusso dell’enogastronomia flussiese e rappresentativo dell’intera area della Planargia. Un vino nobile ed elitario riservato ad occasioni e persone speciali; il vino della festa e dell’ospitalità. 
Nel borgo è presente una cooperativa di viticoltori che dal 1964 produce e valorizza i prodotti vinicoli locali come la Malvasia di Bosa Doc e lo Spumante malvasia. 

http://www.stradadellamalvasiadibosa.it/vini/la-malvasia-di-bosa/

 

Cosa fare

Diverse sono le manifestazioni mirate alla valorizzazione dell’identità locale. 
Tra le feste religiose si ricordano Sant’Antonio Abate il 16 gennaio con l’accensione di un grande falò. Ma è durante il mese di agosto che si concentrano i maggiori festeggiamenti con la festa di Santa Maria della Neve, Santo patrono del borgo, il 5 agosto e i Santi Bartolomeo e Costantino festeggiati rispettivamente il 24 e il 25 agosto con una processione di costumi tradizionali e cavalli.  
A chiusura dell'anno il 13 dicembre si tiene la festa in onore di Santa Lucia con la processione, diverse celebrazioni e il concorso di poesia sarda S’ Isciareu giunto ormai alla 10ˆ edizione.