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Dichiarati monumento nazionale negli anni ‘settanta, per la loro particolare architettura di montagna, Erto e Casso sorgono immersi nella natura nella splendida valle del Vajont.

Il Borgo di Erto e Casso

La notte del 9 ottobre 1963 una parte della montagna sovrastante Erto e Casso, e altri borghi circostanti, si staccò finendo nel bacino idrico delimitato dalla Diga del Vajont. Le onde generate distrussero moltissime borgate e la vita serena delle comunità.

L’aspetto rurale dei due borghi è rimasto intatto, cosi come la magica atmosfera di montagna di questi luoghi. Nonostante la vicinanza geografica dei due borghi, gli abitanti parlano dialetti differenti: a Erto si parla un dialetto misto tra il ladino dolomitico e quello friulano, a Casso un dialetto veneto bellunese.

Ancora nelle comunità si tramandano tradizioni, storie, leggende come quelle che narrano che i folletti vivano nei boschi circostanti.

Erto e Casso scorcio

 

La Storia

Le origini di Erto sono documentate sin dall’età romana mentre Casso viene datato all’XI secolo. L’agricoltura, l’artigianato, l’allevamento del bestiame e il commercio ambulante hanno caratterizzato da sempre l’economia dei due borghi.

A cavallo degli anni ’50 e ’60 venne portato avanti il progetto di utilizzo della valle del Vajont come bacino artificiale. In seguito al disastro del 1963 molti borghi vennero completamente distrutti insieme alle loro comunità. Oltre ai danni economici, i danni morali furono profondi tanto da cambiare per sempre la vita degli abitanti di questi splendidi luoghi.

Erto fu dichiarato zona a rischio e i suoi abitanti dovettero trasferirsi nei centri vicini. All’inizio degli anni settanta si iniziò a ricostruire il paese nuovo a una quota più alta ma in sicurezza. Attualmente molte persone hanno deciso di tornare alle proprie case e di ricostruirle per riportare in vita il loro borgo d’origine.

Erto e Casso Vallata

 

Da vedere

Il museo “Uno spazio alla memoria” è allestito nel centro visite di Erto e racconta ampiamente la storia del Vajont, dalla progettazione della diga fino al processo conclusivo in seguito al disastro.

Il museo è gestito dal Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e al suo interno è possibile reperire materiale informativo sui percorsi escursionistici della zona come il sentiero “Al trui dal Sciarbon”.

E’ possibile inoltre praticare sport estremi nella Val Zemola o nella palestra di roccia di Erto, una delle più importanti a livello internazionale.

Da gustare

I piatti tipici di Erto e Casso ricordano i gusti tipici dei borghi di montagna. Tra le ricette tradizionali spicca la polenta con selvaggina e frico e i piatti realizzati con le erbe spontanee.

Cosa fare

Tra le tradizioni più radicate di Erto e Casso troviamo quella del “Veindre Seint” (Venerdì Santo), giorno in cui si svolge una suggestiva rappresentazione in abiti romani della passione e morte del Cristo, nel caratteristico anfiteatro naturale di Erto. La Passione viene annunciata già dai giorni precedenti dal rullo dei tamburi, “Tamburins. Il più anziano del paese porta in processione un’asta sormontata da un gallo, camminando davanti a una persona incappucciata e vestita di bianco che sorregge il crocefisso del Brustolon, e, a sua volta, è sorretta da altre due persone che camminano scalze. Oltre cinquanta attori, i Cagnudei, Giudei, partecipano alla rappresentazione che, partendo dal centro abitato, termina in uno spiazzo sopra un colle, in prossimità dell’abitato, dove avviene la crocifissione.

Il carnevale rappresenta un momento molto esuberante per Erto e Casso. Da tempi immemori si svolge infatti “Tirè al scopetòn”, una tradizione molto sentita da tutta la popolazione che, vestita in abiti tradizionali, segue lo “scopeton”, aringa, che viene trascinata da un animale (capra o asino) in giro per il paese. Gli abitanti offrono da bere e da mangiare a tutti i partecipanti per esorcizzare lo “scopeton” che rappresenta il magro vivere quotidiano di una volta.

Il 18 e il 19 giugno Casso festeggia i patroni, San Gervasio e San Protasio, con musica e cibi tradizionali.

Alla fine del mese di agosto si disputa la gara podistica “Al giro dal Lec – Trofeo diga del Vajont”, un appuntamento nato nell’anno in cui venne posta la prima pietra del nuovo borgo. Si tratta di una gara non competitiva e commemorativa che si corre attorno al vecchio lago del Vajont. 

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