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Elini è un piccolo centro situato nella strada provinciale che congiunge Ilbono ed Arzana. La sua popolazione, conta, infatti, circa 550 abitanti. Il suo territorio, ricco di oliveti e lecci secolari, si estende per 11 ha e comprende l’oasi naturalistica del Parco Carmine. Confina con Arzana, Ilbono, Lanusei, Loceri, Bari Sardo e Tortolì.

Il Borgo di Elini

Un’altra caratteristica del piccolo borgo ogliastrino è rappresentata dalle sue fontane perenni che attirano numerosi abitanti dai paesi vicini: Funtana Manna, e le sorgenti de Su Cramu. Le limpide acque De is cannadas venivano un tempo utilizzate dalle donne elinesi per lavare i panni. Nella parte più alta del paese è possibile godere di  una splendida vista sul mare che diventa ancora  più  spettacolare man mano che si sale verso il Bivio Carmine. Qui è possibile fare pia- cevoli passeggiate tra il Bosco e visitare il Santuario della Madonna del Monte Carmelo. A rendere ancora più suggestivo il paesaggio eli- nese contribuisce la stazione ferroviaria in blocchi di granito situata al centro del paese dove è ancora possibile ammirare il passaggio del Treninoverde.

 

La Storia

Le prime tracce di Elini risalgono al periodo nuragico,quando fu eretto un nuraghe presso l’odierno Parco Carmine.

I suoi ruderi,collocati su un’altura a poche decine di metri dal Bivio Carmine,fanno pensare ad una costruzione a scopo difensivo.

Il nome “Elini”, risalirebbe, molto probabilmente, al periodo fenicio–punico e sarebbe collegato alle parole “Hlin”, altezza, elevazione, o “Helin”, quercia, a suggerire la presenza di un villaggio in “un luogo elevato”, o “ricco di querce”, quale potrebbe essere la zona comunale di “SuCramu”.

Tracce della presenza romana sul territorio elinese sono invece testimoniate dal ritrovamento di tre “congedi” appartenenti ad alcuni soldati, forse impiegati nelle Stationes”, o“Custodia”, i presidi di polizia posti lungo le strade. Ipotesi rafforzata anche dalla scelta,da parte degli elinesi, di venerare un santo militare, San Gavino martire,come patrono della comunità.

Storicamente, il nome “Elini”compare per la prima volta nei documenti del 1316 custoditi presso l’Archivio De La Corona De Argon di Barcellona con il nome di“Geluide Montibus de Barbagia”.

Da vedere

La chiesetta al centro del paese è stata dedicata a San Gavino Martire patrono del paese. Secondo un’antica leggenda popolare San Gavino avrebbe salvato Elini dalla piena del Flumendosa deviando il corso delle acque altrove. I festeggiamenti in onore del santo si svolgono il 25 ottobre e da qualche anno si limitano alla cerimonia religiosa. La statua del Santo viene portata in processione per le vie del paese accompagnata dal melodioso suono delle launeddas. In realtà San Gavino era un soldato romano. La sua storia è legata a quella dei santi Proto e Gianuario. Il primo era un presbitero e il secondo un diacono, entrambi turritani. Furono fatti arrestare dal governatore della Sardegna Barbaro perché non rispettando gli editti anticristiani di Diocleziano e Massimiano, continuavano a predicare la fede cristiana. Nel carcere conobbero Gavino che colpito dalla loro fede decise di convertirsi e liberarli. Accusato di tradimento dal governatore romano fu condannato a morte insieme ai due prigionieri. L’esecuzione avvenne il 25ottobre a Porto Torres, dove Gavino fu decapitato. Nell’iconografia classica Gavino viene raffigurato vestito da soldato, a volte a cavallo con la lancia con bandiera in mano.

Gli anziani di Elini ricordano molto bene una statua di San Gavino a cavallo, anch’essa andata dispersa.

Casa Museo

Realizzato all’interno di un’antica casa recentemente restaurata, si trova nel cuore del centro storico del paese. L’edificio è composto da tre piani collegati da scale in legno, con pavimentazione in tavolato e soffitti realizzati con travi di legno e canne; l’intera struttura si affaccia su un ampio cortile interno dal quale è possibile accedere all’interno della casa tramite una scalinata in granito. All’interno sono stati riprodotti i vari ambienti domestici del passato: la cucina, col camino a legna, arredata con i caratteristici e tradizionali utensili; le camere da letto, arredate con antichi letti in ferro battuto, mobili e corredo; la cantina, comprendente l’angolo della panificazione e la dispensa; il cortile esterno con il portico col tradizionale forno per il pane.

Al suo interno viene allestita anche una parte dedicata ai costumi tradizionali. È inoltre possibile vedere gli oggetti tipici della vita contadina, della vita domestica quotidiana e i preziosi ricami della tradizione elinese. La visita all’interno della Casa Museo permette di conoscere e rivivere l’enorme e inestimabile patrimonio culturale e storico della nostra comunità. Nella giornata di visita al suo interno è possibile assistere alla produzione e degustazione dei sapori della nostra tradizione, con la preparazione de is culurgiones, tipico prodotto ogliastrino.

Parco Carmine e chiesa della B.V. del Carmelo

Il Parco Carmine con i suoi rigogliosi lecci secolari, le numerose specie botaniche, le fresche acque delle sorgenti, le attrezzate aree picnic, è un vero angolo di paradiso per il quale gli abitanti di Elini hanno un rispetto e un amore speciale. Nel parco sorge il santuario dedicato alla B. V. del Monte Carmelo,

La chiesa intitolata alla Madonna del Carmelo, si trova immersa fra la rigogliosa vegetazione del Parco Carmine. L’antica chiesetta ha subito nel corso del tempo diversi lavori di ristrutturazione che ne hanno radicalmente cambiato l’aspetto. Attualmente è un santuario con un’ampia pianta a forma di croce, abbellita al suo interno da opere d´arte lignee. Nella semplice facciata esterna, preceduta da una grande scalinata che sale dalla curata piazza, si apre un bel portone rettangolare sovrastato da un grande rosone. Il tetto a doppio spiovente presenta copertura in tegole.

Stazione di Elini

La stazione di Elini, già stazione di Elini-Ilbono, è una stazione ferroviaria situata nel comune di Elini e posta lungo la linea Mandas-Arbatax, utilizzata esclusivamente per i servizi turistici del Trenino Verde .

La stazione fu costruita a a fine  Ottocento insieme alla Mandas-Arbatax dalla Società italiana per le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna e fu inaugurata col nome di "Elini-Ilbono" il 1º aprile 1893, data di attivazione del tronco ferroviario Arbatax-Gairo, uno dei primi della linea per Mandas a venire aperti al traffico. Alla gestione SFSS nel 1921 subentrò quella della Ferrovie Complementari della Sardegna, a cui seguì nel 1989 la Ferrovie della Sardegna.

Sotto l'amministrazione delle FdS la Mandas-Arbatax fu destinata, a partire dal 16 giugno 1997, all'esclusivo impiego per il traffico turistico legato al progetto Trenino Verde, fatto che comportò la cessazione di ogni servizio di trasporto pubblico nella stazione. Da allora l'impianto, identificato nel frattempo col nome della sola Elini e dal 2010 gestito dall'ARST, viene utilizzato quasi esclusivamente nel periodo estivo, restando per il resto dell'anno pressoché privo di traffico.

Ubicato nel centro di Elini lo scalo è configurato come stazione passante e comprende complessivamente tre binari a scartamento da 950 mm, di cui il primo di corsa dotato di banchina e affiancante il deposito idrico dell'impianto, del tipo a cisterna metallica su struttura in muratura. Dal primo binario se ne dirama uno di incrocio (passante) oltre ad un tronchino che serviva l'ex scalo merci, dotato anche di un piano caricatore.

La stazione è dotata di un fabbricato viaggiatori a due piani e pianta rettangolare, caratterizzato dalla presenza di granito a vista nei muri perimetrali, avente tetto a falde e dotato di tre ingressi sul lato binari. Dall'estate 1997 la stazione è utilizzata esclusivamente per il traffico turistico mentre tra la primavera e l'autunno, in cui vengono effettuati dei treni a calendario, che nell'estate di norma assumono frequenza quasi giornaliera.

 

 

Cosa fare

Festa della Beata Vergine del Carmelo. I riti in onore della Beata Vergine del Monte Carmelo si svolgono ogni anno a partire dal terzo sabato del mese di luglio è rappresentano la festa principale del paese.

Ha origini antichissime che si perdono nella notte dei tempi e conserva ancora oggi molte delle tradizioni del passato. E’ una ricorrenza molto sentita dagli elinesi ma anche dagli abitanti dei paesi limitrofi che accorrono numerosi alla cerimonia religiosa che si svolge nella suggestiva oasi naturale del Parco Carmine. Qui gli antenati degli elinesi edificarono una chiesetta campestre dedicata alla Madonna.

I festeggiamenti iniziano il sabato, quando i fedeli partono, alle prime luci dell’alba, dalla chiesa del paese portando in spalle la statua della Vergine e di San Mauro. La statua della Madonna viene ornata con oggetti d’oro che i fedeli le hanno donato negli anni per grazia ricevuta.

L’inizio della processione è annunciato, come da tradizione, dal rumore de is coettos (i petardi) lanciati dagli obrieri. La processione attraversa le principali vie del paese resa più suggestiva dai canti delle donne che intonano il Santo Rosario in limba (in dialetto sardo). Il corteo accompagnato dalle launeddas prosegue il suo cammino verso la meta. Arrivati a destinazione i fedeli possono assistere alla Sacra Messa e ascoltare l’inno che da anni le donne elinesi dedicano alla Beata Vergine del Carmelo. Una melodiosa preghiera tramandata da generazioni da madre a figlia. Dopo aver partecipato alla Santa Messa i fedeli vengono accolti in Sa Lolla , un locale vicino alla chiesa dove viene offerto loro latte, caffè, biscotti, dolci tradizionali e is turtas, portate in processione e benedette durante la messa. Esempio della tradizionale ospitalità elinese, su cumbidu (l´invito), è preparatodagli Obrieri, un gruppo di famiglie del posto che si occupano di organizzare la festa e ha subito nel corso degli anni alcune variazioni. Gli anziani del paese, infatti, ricordano che in passato su cumbidu consisteva nel dare ai devoti un pezzo di carne arrosto e una sfoglia di pistoccu. Tesi confermata anche dall’Angius/Casalis dove troviamo scritto «Le feste principali di Elini sono due: una si celebra nella parrocchia in onore di San Agostino, l’altra per la Vergine del Carmelo, e questa è la festa, come usan dire di chirriolu, presentandosi agli operai della chiesa un brano di carne di caprone e un pane a quelli che vi concorrono. Si fa parte anche alle persone distinte del paese, a’ quali si manda la carne non arrostita come dessi agli altri». Ancora oggi si usa portare a chi non ha potuto partecipare alla festa, come anziani e malati, un assaggio de su cumbidu. Durante la giornata gli Obrieri passano per i tavoli del carmine e per le case con sa corona ( la corona della Madonna) chiedendo ulteriori offerte per l’organizzazione della festa. Per tutta la giornata di sabato e la domenica le statue dimorano nella chiesa campestre e accolgono le preghiere, le gioie e i dolori dei fedeli. La domenica sera vengono riportate nella chiesa del paese, dove i festeggiamenti proseguiranno fino alla domenica successiva.

 

La Sagra de s'anguli de cibudda è la manifestazione più importante di Elini,di solito organizzata nel mese di Agosto.

La sagra è dedicata alla tipica focaccia elinese, s'anguli, a base di zucchine, cipolle, pomodori, lardo, olio d'oliva e formaggio fresco salato. Particolarmente interessante è il metodo di cottura, l'impasto, diviso in piccole porzioni, viene steso su foglie di cavolo e cotto nel forno a legna.

S'anguli è un piatto povero preparato dalle massaie per sfruttare quello che producevano negli orti e sfamare la famiglia. Questa focaccia viene riproposta durante la sagra che si svolge la prima domenica di agosto e coinvolge tutti gli abitanti nella preparazione di questo e di altri piatti tipici quali gli insaccati, gli arrosti, i formaggi e i dolci rigorosamente locali.

Le donne di Elini preparano anche i culurgiones che una volta cotti vengono distribuiti la sera anche nelle vecchie cantine che vengono aperte per l'occasione. 

Sfilate di gruppi folkloristici e esibizioni di gruppi etnomusicali completano la sagra che fa della tradizione e dei sapori semplici la sua unicità.