Tu sei qui

Il borgo di Chiauci, piccolo centro del Molise, si affaccia sulla sponda sinistra del fiume Trigno e presenta un territorio quasi esclusivamente montuoso caratterizzato da fitti boschi di cerro, abete, pino e faggio. Varia la sua quota altimetrica dai 618 metri slm fino ai 1028 del monte la Ciocchetta ed è attraversato dal tratturo Castel di Sangro – Lucera.

Chiauci fa parte del Consorzio Asso-Mab Alto Molise

Il Borgo di Chiauci

L’acqua è uno degli elementi cardine di Chiauci. Il borgo vanta la presenza di oltre 40 sorgenti e l’acquedotto molisano in località Sant’Onofrio distribuisce acqua potabile ad oltre 60 comuni. Una spettacolare cascata con un salto imponente rappresentò per anni la ricchezza naturalistica del paese fino alla cantierizzazione del costruendo invaso artificiale.

Chiauci fiume Trigno


Nel 1947 lo studioso Vincenzo Grasso descrisse le incredibili peculiarità naturali di questo territorio nelle pubblicazioni dell’Istituto Geografico Militare. Egli non esitò a definire la bellezza dei luoghi come assolutamente straordinari e unici per quell’aspetto ambientale oggi noto come biodiversità.

La Storia

L’attuale conformazione di Chiauci discende dall’antica Clavicia, di epoca normanna, ma sono ancora evidenti tracce di insediamenti sannitici in aree prossime all’abitato.
Nei secoli si sono succedute diverse dominazioni e vari toponimi come ad esempio Castello, Calvizia, Clavico, Clauce, fino all’attuale denominazione del Comune divenuto ente autonomo nel 1811.


Il borgo medievale, un tempo fortificato, è dominato dal palazzo baronale recante il fregio dei Gambadoro e cinto da mura in passato caratterizzate da tre imponenti accessi. Ai lati del portale principale, all’epoca chiuso da una porta lignea, sorge la torre campanaria e la torre dell’orologio, elemento attualmente a pianta quadrata dopo gli evidenti interventi d’epoca fascista.

 

Da vedere

L’antico centro storico è abitato da pochi abitanti ma custodisce la memoria storica ed architettonica del paese. La chiesa di San Giovanni Evangelista è confinante con il palazzo baronale dei Gambadoro mentre nella piazza principale sorge la chiesa dedicata a San Sebastiano nella quale è custodita la copia fedele e a grandezza naturale della Sacra Sindone conservata nel Duomo di Torino.


A circa 3 chilometri dal centro abitato si trova la chiesa campestre di Sant’Onofrio: circondata da un fitto bosco è un luogo di ritrovo per i chiaucesi nel periodo estivo.

Da gustare

Chiauci ha un nobile passato contadino facilmente individuabile nella cucina tipica. La polenta chiaucese di farina di granturco e patate, piatto tipico registrato, viene condita in maniera abbondante ed insaporita da salsiccia secca e polpa di maiale, pomodoro e pecorino. In origine il paiolo contenente la polenta veniva capovolto su di un tavolino in legno, chiamato in dialetto tav’rill, al quale i commensali mangiavano seduti.


Il granturco è presente anche nella pizza di grandigne, una pizza molto semplice, impastata con acqua e olio, cotta con la brace del camino e coperta da una coppa.


Lo squattone, un “antipasto d’inverno” ancora in uso tra i chiaucesi e tramandato da generazioni, non è altro che pasta con acqua di cottura (detta in dialetto vroda) a cui viene aggiunto il vino rosso.


Ch’coccia e patan’ p’stiat è un piatto che viene abitualmente preparato a San Martino, l’11 novembre. Una crema di patate e zucca accompagnata da pancetta rosolata e formaggio che viene servita a tavola insieme a un bicchiere di vino novello. Questa pietanza, insieme alla festa di San Martino, è inserita tra i beni immateriali della rete italiana di cultura popolare e codificata dall’Accademia italiana di Cucina

Cosa fare

Numerosi gli eventi nel borgo di Chiauci. Il 23 aprile si festeggia il patrono, San Giorgio, e l’11 giugno Sant’Onofrio.
Il 13 giugno ricorre la festa del pane di Sant’Antonio, un’antica tradizione legata ad un passato caratterizzato dall’alta mortalità infantile. Per chiedere grazia al Santo, o per ringraziarlo di grazia ricevuta, i genitori nel giorno della festa accompagnavano i figli alla pesatura donando un quantitativo di grano pari al peso del bambino. Con il prodotto macinato si panificavano pagnotte da distribuire agli abitanti ed agli animali da cortile.


Per San Martino, l’11 novembre, è tradizione costruire un fantoccio che ha per capo una zucca vuota. Dopo averlo portato in corteo per le strade al grido di “Ué Ué Sand Martì tutte le corn’ a r Quasarì”, il fantoccio viene bruciato.

Il 31 dicembre i Cap’danniar passano di casa in casa eseguendo le Maitunate, canti augurali di San Silvestro.

Chiauci vanta tra le sue peculiarità un patrimonio ambientale notevole, ricco di sentieri e strade bianchi, elementi ideali per praticare attività all’aria aperta come il trekking, l’escursionismo e la mountain bike. Nel bosco di Sant’Onofrio è possibile inoltre cimentarsi tra le funi del parco avventura, il primo realizzato in Alto Molise.


Gli appassionati di storia potranno scoprire, tra la fitta vegetazione, luoghi arcaici come i resti delle mura ciclopiche di Sant’Onofrio oppure dell’antico monastero benedettino di Monte Lupone, in località Ciocchetta.