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Casalnoceto

Piemonte

Casalnoceto è un comune piemontese situato nella provincia di Alessandria, al confine tra Piemonte e Lombardia, posizionato lungo la valle del Curone, in un’area che storicamente ha rappresentato un crocevia strategico tra pianura padana e colline appenniniche. La sua posizione geografica, a metà strada tra Alessandria e Pavia, attribuisce al paese la “porta del Piemonte”, un punto di passaggio che ha visto scorrere secoli di storia commerciale e militare.

Il Borgo di Casalnoceto

IL BORGO IN BREVE

Il territorio di Casalnoceto, abitato già in età preistorica, risulta tra i siti più importanti che documentano la cosiddetta Civiltà dei Vasi a Bocca Quadrata sviluppatasi intorno al V millennio a.C. in Italia settentrionale e nelle Alpi e che segnò il passaggio da un’economia da sussistenza ad un’economia produttiva.

La fortuna di Casalnoceto nei secoli è dovuta alla sua posizione lungo una importante via di comunicazione e al gualdo, “l’oro blu” fin dagli inizi del XII secolo, poiché pianta tintoria utilizzata per la tela degli abiti in jeans. L’insediamento più antico di origine romana, Nocetum, venne distrutto verso la fine del 1300 e subito rifondato dai Visconti come una struttura difensiva quadrangolare. Questa regolarità urbanistica è ancora oggi l'aspetto più caratterizzante del centro storico, che da baluardo difensivo divenne poi nel XV secolo feudo della famiglia genovese degli Spinola che favorì un periodo di grande floridezza economica basata sul commercio del grano e del gualdo da tintura.

Casalnoceto mantiene tuttora un’identità fortemente radicata nella tradizione agricola, con coltivazioni di cereali, vigneti e frutteti e con pratiche agricole che negli ultimi decenni hanno virato al biologico e ad iniziative di tutela del territorio e delle risorse idriche. Altro aspetto peculiare dell'economia di Casalnoceto, è la forte presenza del Settore Socio-Sanitario, con il Centro di Riabilitazione Paolo VI (eccellenza per la riabilitazione neuropsichiatrica infantile) e la RSA "I Giardini".

Il significativo patrimonio artistico e culturale, riflette la storia religiosa, militare e civile di Casalnoceto. Tra i luoghi di maggiore interesse citiamo l’Oratorio di San Rocco, un edificio religioso dell’ultimo quarto del sec. XIV, con affreschi interni che raccontano episodi della vita del santo; la chiesa di San Giovanni Battista, cuore spirituale del paese, con elementi architettonici che vanno dal romanico al barocco; la chiesa di Santa Maria di Rosano (mausoleo della famiglia Spinola) e il Santuario della Fogliata, importanti centri di culto mariano, luoghi di pellegrinaggio e di aggregazione sociale, che conservano opere d’arte sacra e testimonianze di devozione secolare; il Museo “La memoria del passato”, uno spazio espositivo dedicato alla storia locale, alla vita contadina e agli eventi che hanno segnato Casalnoceto, con documenti, fotografie e reperti archeologici. Questi luoghi non solo raccontano la storia, ma fungono da centri culturali e sociali, dove si svolgono eventi, feste patronali e rievocazioni storiche.

PROGETTUALITA’ E VISIONE DEL FUTURO

L’Amministrazione comunale di Casalnoceto si trova oggi a gestire diverse sfide strategiche. Dalla conservazione del patrimonio storico e artistico, alla promozione di uno sviluppo economico sostenibile, dalla gestione efficiente delle risorse idriche alla promozione di energie rinnovabili.

Fra i tanti progetti realizzati e in corso vi sono gli interventi di efficientamento energetico degli edifici comunali, l'ammodernamento della pubblica illuminazione con tecnologia LED, la manutenzione e segnalazione della rete sentieristica che collega il borgo alle colline vitate e ai comuni limitrofi della Val Curone favorendo il cicloturismo e il trekking, il programma di pulizia degli argini del torrente e la manutenzione dei fossi, realizzato in collaborazione con la Protezione Civile e gli agricoltori locali.

In corso e in programma il consolidamento della sinergia con il Centro Paolo VI e la RSA "I Giardini": non solo ospitalità, ma anche eventi per interagire con la cittadinanza; iniziative (anche supportate dai giovani) per aiutare gli anziani nell'accesso ai servizi digitali della PA(SPID, pagamenti online, telemedicina)¸ la riqualificazione di luoghi storici di ritrovo, presidi contro la solitudine e l'isolamento sociale; l’evoluzione del Museo "La Memoria del Passato" da semplice esposizione a punto di partenza per itinerari esperienziali; la promozione del marchio identitario per i prodotti locali; l’inserimento di Casalnoceto nei circuiti enogastronomici del Tortonese (Strada del Vino e dei Sapori); il mantenimento di servizi scolastici e sportivi di alta qualità.

Le tre macro-aree prioritarie della pianificazione strategica per i prossimi anni sono:

la costruzione di un'Identità Turistica "Sistemica" con l’obiettivo di trasformare gli attrattori di pregio in un prodotto turistico integrato, implementando il modello di "Comunità Ospitale", professionalizzando lo  storytelling e mettendo a sistema l'offerta enogastronomica (Vino Timorasso e Pôm a möj) con quella culturale, creando itinerari tematici non solo legati alle sagre;

la promozione di un turismo "lento" e una gestione del territorio che tuteli la biodiversità della Val Curone, sviluppando la rete di mobilità dolce e adottando nuove pratiche di efficientamento energetico degli edifici storici senza intaccarne il valore architettonico;

il mantenimento dei servizi essenziali, l’abbattimento delle barriere architettoniche nel borgo, rafforzare il senso di comunità, la valorizzazione della vocazione "socio-assistenziale" strutturando un "Welfare di Comunità" che passi dal volontariato spontaneo a forme di cittadinanza attiva organizzata (es. i regolamenti per l'amministrazione condivisa dei beni comuni citati nel Manifesto dei Borghi Autentici), studiando incentivi e servizi per attrarre giovani coppie e nomadi digitali.

SCOPRI IL BORGO

A Casalnoceto l'attività economica tradizionale (agricoltura e artigianato) si è evoluta puntando sull’eccellenza (vino DOC) e si è integrata con una moderna economia dei servizi alla persona.

In questa comunità di piccole dimensioni, caratterizzata da una forte coesione sociale e chiamata a gestire le dinamiche dell'invecchiamento e del ricambio generazionale, l'associazionismo e il volontariato rappresentano una inestimabile risorsa comunitaria che copre numerosi settori che vanno dalla promozione turistica alla sicurezza.

Presenze attive sono la Consulta Giovanile, la Pro Loco, il gruppo Noi Donne di Casalnoceto, il Gruppo Protezione Civile Intercomunale che interviene sia nelle emergenze, che nel lavoro costante di cura del paesaggio e monitoraggio del territorio, pulizia degli argini e manutenzione del verde. E ancora la SOMS (Società Operaia di Mutuo Soccorso), i Volontari del Museo "La Memoria del Passato", l’A.S.D. Casalnoceto Associazione Sportiva  che funge da fondamentale agenzia educativa e di aggregazione per i giovani e i ragazzi del paese, l’Associazione IRIS ODV, l’Associazione Télos, l’Associazione Cacciatori che contribuisce al controllo della fauna selvatica e alla gestione dei sentieri nei boschi.

Le manifestazioni tradizionali e identitarie sono gli appuntamenti che definiscono il calendario emotivo del paese, mescolando storia agricola e festa popolare.

L’Antica Fiera dei Pôm a möj (Mele a mollo) è l'evento più distintivo e curioso di Casalnoceto, che si svolge solitamente a fine marzo/inizio aprile e rievoca un'antica tecnica contadina locale per conservare le mele immergendole per mesi in una miscela di acqua, aceto e vino (o mosto).

La Festa Patronale di San Rocco, il 15 e 16 agosto rappresenta il cuore dell'estate casalnocetese e unisce la devozione per il Santo alla convivialità in piazza.

"C'era una volta... I mestieri del passato" è un suggestivo evento invernale (spesso a dicembre) in cui il borgo si trasforma in un presepe vivente laico con figuranti che rimettono in scena gli antichi lavori artigianali.

Casalnoceto incarna il "Borgo Autentico" perché ha trasformato le sue sfide (invecchiamento, dimensioni ridotte) in punti di forza, puntando tutto sulla coesione sociale e sull'orgoglio identitario. I progetti non sono calati dall'alto, ma nascono dalla storia stessa del luogo (la tradizione agricola, la fede, la solidarietà), garantendo quella sostenibilità sociale che il Manifesto dei Borghi Autentici d’Italia pone come obiettivo primario.