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Il borgo autentico di Casalbuono sorge su una leggera altura dalla quale domina l’altipiano del Vallo di Diano. È attraversato dalle limpide acque del fiume Calore che nel Vallo di Diano assume il nome di fiume Tanagro.

Il Borgo di Casalbuono

Casalbuono si presenta avvolto dal verde delle colline e conserva tra le sue strade il fascino di un antico borgo medioevale. L’agricoltura ha da sempre rappresentato un punto di forza per l’economia di questo piccolo borgo.

L’amministrazione comunale ha, in tempi recenti, promosso la tutela e la valorizzazione del Fagiolo di Casalbuono come Prodotto Tradizionale di Alta Qualità per favorire la produzione certificata. Questo progetto è stato portato avanti con la collaborazione di un gruppo di agricoltori locali, dell’Università della Basilicata, del Centro di Ricerca per l’Orticoltura CRA-ORT di Pontecagnano, della Comunità Montana “Vallo di Diano” e della Provincia di Salerno.

La Storia

Nel 915 d. C. i Saraceni distrussero la città romana di Cesariana. I profughi sopravvissuti fondarono una nuova città che venne chiamata Casale o Casalnuovo che, nel 1863, divenne Casalbuono. Feudo della badia benedettina di S. Maria di Cadossa, durante i secoli subì varie distruzioni , venne raso al suolo dal principe Manfredi e fatto ricostruire da Carlo I D’Angiò.

Luogo di passaggio, il suo suolo venne invaso dalle truppe francesi nel corso dell’800, momento del suo massimo sviluppo, da Giuseppe Garibaldi e i suoi seguaci nel 1860, dalle truppe tedesche, inglesi e americane durante la seconda guerra mondiale.

Casalbuono castello baronale

 

Da vedere

Il territorio che circonda il borgo di Casalbuono si caratterizza per i percorsi naturalistici (ippovia-pista ciclabile) lungo il fiume Calore e per la vicinanza alle località balneari (costa di Maratea, Palinuro, Sapri e costa cilentana), raggiungibili in mezz’ora.

Tra gli elementi di pregio storico e architettonico, invece, quello di maggiore fascino è sicuramente il Castello Baronale, risalente al XV secolo, recentemente restaurato e splendido nella sua imponenza. Dotato di un ampio ingresso e di una torre cilindrica, è la testimonianza odierna del passato del borgo.

Da vedere anche la Chiesa Madre di Santa Maria delle Grazie. La costruzione risale al XII secolo e si caratterizza per un particolare: nel portale, datato 1518 e contrassegnato con lo stemma della Certosa di Padula, si possono ammirare ancora oggi le modifiche strutturali realizzate nel XVI secolo dai certosini.

Infine, meritano una vista Palazzo Romanelli, che fu sede di un soggiorno di Garibaldi, e i caratteristici vicoli del centro storico, che raccontano ancora oggi le atmosfere medievali. 

Da gustare

Tra i prodotti tipici di Casalbuono il principale è il Fagiolo di Casalbuono. Oggi la denominazione “fagioli di Casalbuono” è riservata agli ecotipi locali di fagiolo che rispondono alle condizioni ed ai requisiti indicati nel Disciplinare di Produzione.

Per quanto riguarda i piatti tipici tra i più importanti troviamo “A panèlla chièna”, la pagnotta ripiena, a base di pane, peperoni, uova e i “purpette cu l’ova, furmagge, sauzicchia”, polpette con uova, formaggio, salsiccia.

Cosa fare

Tra gli eventi che animano il borgo di Casalbuono, la Sagra dei fagioli viene organizzata nel mese di agosto, mentre il primo e due luglio si celebra la tradizionale festa patronale dedicata a Sant’Antero con fiera la degli animali e il mercato. Il 9 e 10 settembre si festeggia la Madonna della Consolazione. La statua della Madonna viene portata a spalla in processione dall’altura, “Difesa”, fino alla Chiesa Madre nel centro abitato.

Famoso il Festival folk che si svolge nel periodo estivo, durante il quale si può assaggiare la specialità tipica della “panèlla chièna” (pagnotta ripiena), piatto tipico che veniva consumato dai pastori e dagli agricoltori nelle campagne.

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