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Carovilli è un borgo del Molise dove atmosfere antiche e paesaggio si fondono in completa armonia. Percorrendo le strade del centro storico, tra mura in pietra e portali scolpiti, si scorgono finestrelle, piazze, lavatoi, fontane, locali una volta adibiti a botteghe artigiane.

Il Borgo di Carovilli

“Carovilli, un borgo delizioso a 30 chilometri da Isernia risparmiato dallo spopolamento. Intorno, luce radente purissima su foreste e cime aguzze dal nome eloquente di Penna, Pizzo e Capa. In piazza, l’orafo, il bar, la chiesa del Carmelo, la sede della Società di Mutuo Soccorso. La macchina del tempo accelera e arretra le lancette di un secolo”, scrive Paolo Rumiz nel suo reportage attraverso gli Appennini. Intorno al centro storico si diramano diverse frazioni, più o meno popolose e piuttosto attive nei diversi settori economici.

Sul significato e l’origine del nome sono state fatte diverse ipotesi, ma nessuna può essere assunta come definitiva. Una lega il nome del Borgo al console romano Spurio Carvilio, console a capo di una colonia di veterani che venne condotta dove oggi sorge il dentro abitato. Altre interpretazioni riportano a Calvello o Castrum Villicum.

La Storia

La ricchezza di risorse idriche, vegetali e faunistiche dell’Alto Molise già in epoca preistorica, ha favorito la presenza umana nel territorio di Carovilli fin da tempi molto antichi.

Un’ulteriore conferma delle remote origini del borgo è data dalle numerose emergenze archeologiche di Monte Ferrante, Fontecurelli e Monte Ingotte. La prima riporta in evidenza un’imponente fortificazione caratterizzata da porte d’ingresso e dai resti di edifici e del tempio italico con successive stratificazioni medievali. 

La storia più recente lega Carovilli alla sua posizione strategica lungo due tratturi, Celano-Foggia e Castel di Sangro-Lucera, ed un tratturello di collegamento nei pressi della chiesa di San Domenico. La transumanza e la lavorazione lattiero - casearia di pregio hanno da sempre caratterizzato l’economia locale e continuano a farlo.

Appartenuto al Ducato dei D’Alessandro, come testimoniato da alcuni edifici ancora esistenti, ha dato i natali a Santo Stefano del Lupo, monaco benedettino e Santo patrono di Carovilli, e ad Emilio Labbate, scultore di arte sacra considerato il più grande scultore dell’ottocento molisano.

Da vedere

La piazza di Carovilli rappresenta il centro della vita quotidiana del Borgo. Al suo interno sorge la chiesa di Santa Maria Assunta, dove sono conservate opere di vari secoli oltre ai resti mortali di Santo Stefano del Lupo, la settecentesca torre civica, la Società Operaia di Mutuo Soccorso e la fontana del 1884 dedicata a Bacco.

Il borgo e il suo territorio godono della presenza di tre siti di importanza comunitaria (SIC) della Rete Natura 2000 e formano parte integrante della Riserva MAB riconosciuta dall’UNESCO dell'Alto Molise che, oltre alla diversità degli habitat, racchiude importanti siti archeologici e paesaggi incontaminati.

 

Da gustare

Tra i prodotti tipici di Carovilli, e dell'Alto Molise in generale, spiccano il Caciocavallo e le Scamorze di Carovilli.

Caciocavallo di Carovilli

 

Scamorze di Carovilli

 

Il territorio di Carovilli è una delle zone tartufigene più rinomate per la presenza di Tartufo Bianco Pregiato.

Tra i dolci delle ricorrenze i più diffusi sono le Scarpelle (Carnevale), il Coccolozzo (Pasqua) e la Pizza di San Martino (11 Novembre), realizzati con gli stessi ingredienti ma con procedimenti di lavorazione completamente diversi.

 

Scarpelle

La sera prima della ricorrenza dei defunti a Carovilli si festeggia un antico rito. Si preparano le sagne, pasta fatta in casa con acqua e farina, e si condiscono con verza, che abbia avuto la prima gelatura, pancetta e peperoncino. La tradizione vuole che un piatto di questa pietanza (sagn e jerv) venga lasciato sul davanzale della finestra per i parenti defunti che, durante quella notte, tornano a visitare la propria casa.

Cosa fare

Carovilli è un luogo ricco di storia e natura. Numerosi sentieri permettono di raggiungere l’area archeologica di Monte Ferrante e l’antica chiesa antica di Castiglione (chiesa Ammond) da dove godere di un panorama notevole.

Su tutto il territorio del borgo si possono fare passeggiate o escursioni a cavallo lungo i tratturi per poi sostare sulla collinetta brulla dove si staglia la chiesetta rurale dedicata a San Domenico di Cocullo. Questo luogo è la testimonianza della vita lungo i tratturi. Qui infatti si accampavano i pastori durante la transumanza dopo aver pagato il pedaggio. In questa chiesa, durante il mese di agosto, viene organizzata “La tresca”, la festa dedicata all’antica trebbiatura del grano.

Chiesa tratturale di San Domenico

Carovilli è inoltre attraversato dal Sentiero Italia CAI e dal Sentiero Trekking Italia, due percorsi che in alcuni tratti seguono il tratturo Celano-Foggia costeggiando Monte Pizzi ad oltre mille metri di altitudine. Sul suo territorio è presente inoltre l’oasi della selva di Castiglione.

Il 19 luglio e il 29 settembre si festeggia il santo patrono, Santo Stefano del Lupo, rispettivamente il giorno della morte del Santo e il giorno del ritorno delle spoglie al paese natìo.

Il 26 dicembre, nella frazione Fontecurelli, da oltre vent’anni un’associazione di volontari cura in ogni minimo dettaglio il caratteristico presepe vivente.

Casa Santo Stefano
Casa Santo Stefano

 

Transiberiana d'Italia, un ponte

 

La tresca, trebbiatura del grano con i cavalli