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Bertinoro è un borgo di origine medievale situato su una collina da cui si gode di un magnifico panorama sul mare a sulla pianura romagnola. Per questo motivo è conosciuto come “Il Balcone della Romagna” oltre a essere la “Città del Vino” e la “Città dell’ospitalità”.

Il Borgo di Bertinoro

Bertinoro, Bartnòra in romagnolo, è situato sulla cima del monte Cesubeo, a 15 km da Forlì, in un ambiente collinare e rigoglioso. Il suo territorio comprende anche il vicino Monte Maggio. Alle sue pendici nasce il torrente Bevàno, che scorre in pianura raccogliendo le acque di molti fossati e canali di bonifica. Vicino alla costa, tra il Bevano e il suo maggior affluente, il Fosso Ghiaia, si trova la Valle dell’Ortazzo, noto sito naturalistico di interesse ornitologico dove si possono osservare fenicotteri, aironi e cavalieri d’Italia.

Attorno al borgo si estendono circa un migliaio di ettari di vite, soprattutto i vitigni Sangiovese e Albana, senza dimenticare il Refosco e Bombino bianco, divenuti autoctoni come i nomi Cagnina e Pagadebit. Bertinoro, oltre all’abitato principale, è suddiviso in 10 frazioni tra cui troviamo Fratta Terme, località termale nota per le proprietà curative delle sue sette acque termali, raggiungibile anche attraverso sentieri ciclopedonali.

La Storia

Sono principalmente due le storie che si tramandano riguardo all’origine del nome di Bertinoro. La prima racconta che Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio, assaggiato un vino servito in un’umile coppa di terracotta, disse: “Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro”. Da qui il nome della città. La seconda teoria, fa derivare il nome “Bertinoro” dal genitivo dei frati britannici che anticamente soggiornarono qui, britannorum, poi modificatosi nelle varie trascrizioni.

Le origini di Bertinoro sono molto probabilmente databili alla preistoria, grazie al ritrovamento dei resti di un pozzo, in località Panighina, a circa due chilometri dal centro di Bertinoro. Ulteriori testimonianze della presenza umana nella zona in epoca preistorica indicano una frequentazione della collina di Casticciano (la cui frazione attualmente conta pochi abitanti).

Nell’Alto Medioevo Bertinoro fu sottoposto all’influenza della città di Ravenna e, successivamente, fu assegnato all’imperatore Federico I di Svevia. Nel 1278 gli Asburgo cedettero la Romagna alla sede pontificia e anche Bertinoro passò sotto la sovranità dello Stato della Chiesa e, nel 1361, fu nominata sede vescovile.

Da vedere

Percorrendo le vie acciottolate del borgo di Bertinoro, fra palazzi storici, chiese, abitazioni e i sentieri che costeggiano i resti dell’antica cinta muraria, si respira un’atmosfera di stampo medievale. Il cuore medievale di Bertinoro si identifica con Palazzo Ordelaffi, antico palazzo municipale risalente al 1306, il quale custodisce due importanti sale: la Sala del Popolo, utilizzata per le riunioni cittadine, e la Sala della Fama, meglio conosciuta come Sala Quadri perché al suo interno si conserva il ciclo delle tele dedicato alla storia di Bertinoro, opera del pittore Antonio Zambianchi.

Situata in Piazza della Libertà è la Torre dell’Orologio che, in passato, grazie alla sua notevole altezza, fungeva da faro per i naviganti. La cattedrale, dedicata a Santa Caterina di Alessandria patrona del borgo, è situata sempre nella piazza principale, e fu edificata alla fine del sec. XVI e ultimata nel 1601.

Da non perdere è inoltre la Rocca: costruita prima dell’anno Mille, nel 1302 ospitò persino Dante Alighieri, come ricorda Carducci nella sua ode “La Chiesa di Polenta”. Dal 1994 è sede del Centro Residenziale Universitario di Alta formazione e Ricerca di Bertinoro e dal 2010 è sede anche del Museo Interreligioso, dedicato a studi, ricerche e opere d’arte sulle tre grandi religioni monoteiste.

L’ospitalità è al centro della vita di comunità di Bertinoro: alcuni documenti risalenti all’anno 995 narrano di come il confronto con l’altro e la consuetudine dell’ospitalità fossero attitudini già presenti all’epoca. Nel cuore del paese risiede uno dei principali monumenti, la Colonna delle Anella, nota anche come colonna dell’ospitalità. Fu fatta costruire per volontà di Guido del Duca e Arrigo Mainardi, per porre fine ai continui scontri tra le famiglie nobili del luogo. La colonna aveva 12 anelli, ad ognuno corrispondeva una famiglia: quando un pellegrino giungeva a Bertinoro e legava il suo bastone o la sua cavalcatura ad uno degli anelli, veniva ospitato dalla famiglia che esso rappresentava.

Esemplificativa dell’attitudine all’ospitalità autentica e sincera, è l’opera dell’artista G. Bardeggia: la campana dell’Albana, una campana augurale per Bertinoro e per tutta la Romagna, che dal 1994 fu collocata sulla terrazza della Ca’ de Bè.

Vi sono due strade che meritano di essere visitate: la strada della Vendemmia e quella dei Mestieri Scomparsi. Si tratta di due vie del borgo in cui artisti locali espongono le proprie opere in maniera stabile, rappresentando i due diversi temi. La prima è via Vendemini, un vicolo di circa 100 metri in cui si susseguono sette tele rappresentanti i momenti salienti della vendemmia; la seconda invece, collocata all’inizio di via delle Mura, ospita sei dipinti di artisti contemporanei che celebrano le antiche tradizioni di Bertinoro e le abilità manuali dei suoi abitanti.

Da gustare

Bertinoro è rinomato in tutta la Romagna per l’eccellenza dei suoi prodotti tipici, primo tra tutti il vino. L’Albana, chiamato anche “l’oro di Bertinoro”, è un vino bianco DOCG prodotto da vitigni autoctoni romagnoli.

Il Sangiovese, che rappresenta lo specifico terroir della zona, per cui la menzione geografica “Bertinoro” può essere utilizzata solo nella produzione del “re” dei vini: il Romagna Sangiovese DOC Riserva. Ci sono inoltre due vini molto particolari: il Pagadebit e il Cagnina di Romagna, vini locali sopravvissuti grazie alla volontà dei viticoltori di preservare e valorizzarli. Il Pagadebit è un vitigno che produce uve bianche ed è così chiamato per la sua resistenza: anche nelle cattive annate riusciva sempre a produrre una minima quantità che permetteva al vignaiolo di “pagare i debiti”. Il Cagnina invece è un vino che va consumato molto giovane, subito dopo la vendemmia, accompagnandolo a sapori dolci.

Tipici di Bertinoro sono inoltre la Saba, uno sciroppo d’uva utilizzato per insaporire bevande e alimenti; il Savor, una marmellata contadina casereccia, prodotta nel periodo seguente alla vendemmia; l’olio extravergine di oliva DOP “Colline di Romagna” e, infine, gli immancabili piadina e squacquerone che, insieme o separati, rappresentano il gusto autentico e genuino della Romagna.

Cosa fare

Nel corso dell’anno sono tante le feste e gli avvenimenti culturali e conviviali che animano il territorio di Bertinoro, proponendo tante diverse occasioni di visita. 

La più conosciuta è la festa dell’Ospitalità, che si tiene a settembre da oltre 90 anni, rievocando una tradizione del 1200 quando le famiglie nobili di Bertinoro fecero innalzare la colonna delle Anella nella piazza centrale del borgo. È caratterizzata da 12 anelli tutti uguali, uno per ogni nobile casata locale di quel tempo, ai quali il viaggiatore che entrava in città poteva legare il proprio cavallo e subito veniva accolto nella casa della famiglia a cui l'anello apparteneva.

Ogni anno, la prima domenica di settembre e tutta la settimana precedente, Bertinoro celebra dunque la Festa dell'Ospitalità: un susseguirsi di eventi per vivere Bertinoro, le sue attrattive, la sua ospitalità. E in quel mese è anche possibile vivere la vendemmia soggiornando in cantina. Si impara a conoscere da vicino l'uva, la vigna, le tradizioni culinarie locali e, naturalmente, il vino.

A ottobre, le Giornate Dantesche, in cui in alcuni sabato pomeriggio, presso la Pieve di Polenta, si dà lettura e commento della Divina Commedia di Dante Alighieri

 

A novembre in occasione della Giornata Europea delle Città del Vino, Bertinoro celebra la giornata del turismo del vino con apertura straordinaria del percorso informativo “Sapere di Vino”, della Riserva Storica dei Sangiovesi di Romagna  e delle cantine del Consorzio “Vini di Bertinoro”

Sempre a novembre l'ultimo sabato e domenica "I Riti dei Padri", una due giorni dedicata al vino con un convegno e spazi di degustazione anche guidata con abbinamento cibo-vino, mettendo a tema l'Albana (nel 2015 l'iniziativa è stata dedicata ai vini in anfora, nel 2016 ai vini passiti italiani ed esteri).

Da gennaio a marzo, ogni domenica dalle 15,30 "I Pomeriggi del Bicchiere", appuntamenti che hanno il profumo e il sapore dell’ospitalità,per ritrovare il gusto del buon cibo e del buon vino. Musica, arte e poesia sono argomento di amabili conversazioni, in un’atmosfera gradevole e conviviale, per scoprire il piacere di stare insieme all’insegna della cultura e dell’enogastronomia.

L'Albana Déi si svolge l'ultima domenica di maggio, un evento in collegamento con l'Enoteca Regionale dell'Emilia-Romagna di degustazione delle Albane di Bertinoro e di tutta la zona di produzione della Romagna.

A giugno "Vini e Sapori in strada" dove Bertino, il "Balcone della Romagna" si trasforma per l'occasione in un salotto in cui sono allestiti i tavoli per la degustazione e l'acquisto di vini e prodotti tipici delle aziende di tutta la provincia aderenti alla “Strada dei Vini e dei Sapori”. E ancora "La Notte Celeste" un weekend speciale per il centro termale e benessere di Fratta Terme in collegamento con l'evento della Regione Emilia-Romagna.

L'estate è un susseguirsi di eventi culturali, tra i quali concerti di blues e jazz e il festival  Entroterre Festival, un evento itinerante e di respiro internazionale che per quattro mesi  propone musica, cultura e territori dell'Emilia e della Romagna, con corsi di alta formazione per musicisti e concerti di musica classica, jazz, contemporanea, etnica.

 

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